• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Leggi melonissime?

Leggi melonissime?

1 Novembre 2022 Rino Genovese  3007

Primo decreto legge, ieri 31 ottobre, e prima conferma del giro di vite che un governo in camicia un po’ bianca e un po’ nera intende dare al Paese (alla “nazione”, come usa dire il presidente del Consiglio, senza rendersi conto della ridicolaggine dell’articolo maschile). Si tratta di un decreto cosiddetto “omnibus”, che contiene cioè un po’ di tutto – secondo una ormai consolidata, per quanto deprecabile, tradizione –, ma il punto ovviamente non è questo, quanto piuttosto il suo contenuto. Viene introdotta una nuova fattispecie di reato: quella del delitto di rave party, si potrebbe dire. Pene severissime per chi organizza feste o raduni con più di cinquanta persone in aree di ogni tipo, anche dismesse: il che potrebbe includere, a discrezione di prefetti o organi di polizia, qualsiasi occupazione di suolo pubblico o privato – anche quelle, eventualmente, a fini di recupero sociale. Nello specifico, si tratterà di vedere come sarà tradotto in legge il decreto, ma le premesse appaiono pessime.

Altro punto controverso, quello che riguarda l’“ergastolo ostativo”, difeso a spada tratta dalla premier e oggetto, invece, di critica da parte del suo ministro della Giustizia, il più liberale Nordio. A monte, c’è un pronunciamento da parte della Corte costituzionale. Non è ammissibile che un ergastolano – sia pure un incallito criminale – non possa accedere ai benefici di legge (come, per esempio, uscire dal carcere e poi rientrarvi nel corso della giornata) se non sia divenuto, nel frattempo, un collaboratore di giustizia. Ciò significa venire meno al principio di una pena non spietatamente punitiva ma rieducativa – e si potrebbe dire che configuri una sorta di ricatto di Stato nei confronti del detenuto: o ti penti o butto via la chiave della tua cella.

Il parlamento, nella scorsa legislatura, non era riuscito a venire a capo della questione con una nuova legge, anche se la maggioranza di “larghe intese”, con l’astensione della opposizione di Fratelli d’Italia, aveva nella sostanza aggirato la questione predisponendo una via d’uscita che lascia tutto com’è, confermando cioè l’ergastolo ostativo. Prossimamente ci sarà un nuovo pronunciamento della Corte costituzionale, e si vedrà come andrà a finire. Intanto il governo ha preso tempo, sebbene, a quanto sembra, il più liberale ministro Nordio abbia perso la partita contraria all’ergastolo ostativo, e si prepari ad allinearsi su un qualche provvedimento che, aggirando il parere della Corte costituzionale, lasci le cose come stanno.

Ancora più grave la posizione del governo sul contrasto alla pandemia. Qua si vede, soprattutto con l’eliminazione dei resoconti pubblici quotidiani sui contagi, come si voglia fare finta che l’allarme sia terminato. Una vittoria dei “no vax” (che hanno votato per Meloni, infatti) e dell’anima poujadista e bottegaia del Paese, quella che scendeva in piazza contro le restrizioni volute dal governo Conte 2. La premier si è perfino contraddetta in conferenza stampa: prima ha asserito che l’approccio alla pandemia sarebbe stato di tipo “elettorale” – una cosa che non sta né in cielo né in terra, perché è vero piuttosto il contrario, cioè che le restrizioni fanno perdere voti, mentre sostenere il “liberi tutti” ne fa guadagnare, com’è accaduto a Meloni stessa –, poi ha sostenuto che l’approccio sarebbe stato “ideologico”. Il che è completamente privo di significato, perché nessuna “ideologia” – nel caso di una pandemia, e di fronte a un grave deficit delle strutture sanitarie (mancavano all’inizio persino le mascherine di protezione) – impone misure come il confinamento stretto o la chiusura dei locali pubblici, ma soltanto il buon senso. Così come nessuna “ideologia” sta alle spalle di una campagna di vaccinazione di massa, ma lo sforzo, in larga parte riuscito, di ridurre la circolazione del virus.

Si comprende – dalla scelta, questa sì ideologica, da parte di Meloni – che cosa voglia dire seguire un liberismo spinto riguardo alle attività economiche, anche in presenza di una seria minaccia alla salute pubblica; e cosa, al contrario, significhi essere dei repressori nei confronti di qualcosa come il rave party, su cui non ci sarebbe affatto da legiferare inventandosi una fattispecie di reato, ma solo da controllare e giudicare caso per caso. Dimostrazione evidente del fatto che questo governo veste sia la camicia bianca – quando gli conviene, per proteggere i suoi, sia pure protervi, sostenitori – sia quella nera. A quest’ultimo proposito, non siamo ancora alla “leggi melonissime”, però aspettiamoci il peggio.

3.030
Archiviato inEditoriale
TagsCarlo Nordio covid ergastolo ostativo Giorgia Meloni giustizia governo meloni liberismo no vax pandemia primo decreto legge meloni rave party Rino Genovese

Articolo precedente

Guerra in Ucraina: aspettando l’inverno

Articolo successivo

Questioni aperte sui tribunali militari

Rino Genovese

Articoli correlati

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Tasse, il sistema inceppato

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Dello stesso autore

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Il Far West dell’estrema destra e noi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA