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Indulto in Catalogna? Sánchez lo propone, la destra va allo scontro

28 Maggio 2021 Aldo Garzia  1384

Soluzione politica, che può essere un indulto, per i dodici indipendentisti catalani ancora in carcere dall’autunno 2017? Per il premier socialista Pedro Sánchez bisogna procedere in questa direzione perché “la vendetta non è un valore costituzionale e bisogna pensare su tempi lunghi”. Lo ha dichiarato nei giorni scorsi in parlamento rivolgendosi alla destra del Partito popolare (Pp) e di Vox (partito neofranchista nato nel 2013), che invece ha riacceso le polemiche contro la soluzione ragionevole del conflitto tra separatisti catalani e Stato centrale.

Dodici persone in carcere nel cuore dell’Europa mediterranea per reati certo gravi, come il tentativo di secessione, ma pur sempre di opinione, è un problema che va risolto, anche perché non favorisce la distensione tra Madrid e Barcellona. Sulla via di un nuovo patto di coesistenza nel medesimo Stato gravano infatti come un macigno carcere e condanne. Tra gli incarcerati c’è Oriol Junqueras, ex vicepresidente della Catalogna, condannato a tredici anni di carcere, mentre l’ex presidente Carles Puigdemont è andato a risiedere a Bruxelles “in esilio”. Tre ex consiglieri catalani – Jordi Turull, Raül Romeva e Dolors Bassa – sono stati condannati per “sedizione” a dodici anni di prigione. Altri due – Josep Rull e Joaquim Forn – sono stati puniti con dieci anni e mezzo di carcere. Carme Forcadell, ex presidente della Catalogna, è stata condannata a undici anni e mezzo, pure lei per “sedizione”. Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, militanti secessionisti, sono stati condannati a nove anni. Altri condannati: Santi Vila, Carles Mundó e Meritxell Borràs.

Con l’indulto si avvierebbe la soluzione del conflitto dal punto di vista delle pene giudiziarie e sarebbe un gesto politico distensivo in grado di riaprire il dialogo tra Stato centrale e Barcellona. I socialisti del Psoe e la sinistra di Unidos Podemos, al governo insieme, hanno pochi dubbi seppure con dibattito interno plurale (Felipe González, premier degli anni ottanta, è contrario; José Luis Rodríguez Zapatero, premier dal 2004 al 2011, è favorevole; alcune realtà territoriali del Psoe temono la ripresa del secessionismo).

Contrari a tale opzione non sono tuttavia solo Pp e Vox attestati su un nazionalismo ottuso che non prende atto della necessità di una riforma confederale dello Stato.  A dare una mano alla destra ci ha pensato la Corte suprema spagnola, massimo organo giudiziario, esprimendo parere negativo sull’indulto: una posizione non vincolante, che però pesa e ripropone il tema della non indipendenza della magistratura spagnola (fa sempre l’occhiolino alla destra per antica tradizione). Sulla base del parere giuridico della Corte suprema l’indulto allo studio del governo potrebbe essere tecnicamente solo parziale, perché – secondo i giudici – è “soluzione inaccettabile” in quanto “non vi è segno di pentimento da parte dei condannati”.

La destra, ringalluzzita dalla sconfitta di Psoe e Podemos nelle recenti elezioni regionali di Madrid, tenta perciò la spallata contro il governo proprio a partire dall’infuocata polemica intorno all’indulto. Il parere del governo è di segno opposto. Secondo il premier Sánchez, solo il dialogo può dare risposta alla crisi istituzionale che si è aperta nel 2017, quando fu indetto in Catalogna un referendum al di fuori delle regole costituzionali per dire sì o no all’ipotesi di secessione. Una mano tesa a favore del dialogo sull’indulto e non solo, incoraggiante per Sánchez, è venuta dalla nuova giunta regionale catalana presieduta da Pere Aragonès, esponente di Sinistra repubblicana (Erc), che appoggia in modo decisivo per numero di seggi il governo a Madrid. È una opportunità che non si può perdere.

Per Pablo Casado, leader del Pp, l’indulto sarebbe invece “un tradimento” perché in carcere ci sono dei “golpisti”. Stessa posizione di Vox che ha annunciato manifestazioni in tutta la Spagna per stroncare la possibilità dell’indulto. Lo scontro sul nodo dell’unità nazionale – è bene saperlo – favorisce nell’immediato la destra. Il nazionalismo è una bandiera istintiva, populista e pericolosa sotto tutte le latitudini. Pensare a moderne forme statali e di mediazione politica presuppone intelligenza politica e riformismo che di solito abitano a sinistra.

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TagsAldo Garzia Catalogna indulto Pedro Sánchez Spagna

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