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Zuppi, dalla parte degli “ultimi”

Non è facile inquadrare Matteo Zuppi nella politica italiana. È stato indicato da papa Francesco e le sue caratteristiche sono ormai chiare: è un...

La crisi della politica al centro delle prossime elezioni

Sono mesi che i sondaggi e i giornali raccontano che la destra gonfia le vele. Che Giorgia Meloni e Matteo Salvini si contendono il primo posto alle prossime elezioni politiche. E che il Pd e i 5 Stelle, ove mai si presentassero uniti, comunque non ce la farebbero a raggiungere la destra. Mesi di chiacchiericcio e null’altro. Nessun fine analista o giornalista di lungo corso ha ancora detto che la “prima repubblica” è solo un ricordo del passato, che i partiti si sono sciolti, che la rappresentanza politica degli elettori stenta a prendere corpo, che il centro è evaporato, che cresce pericolosamente l’area dell’antipolitica che ripara nell’astensionismo.

La politica si è cacciata in un cul de sac. La campagna elettorale in corso per il voto amministrativo in grandi città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna) e per la Regione Calabria mostra i segnali di un cambiamento. La macelleria del web – gli odiatori e gli urlatori che hanno preso il sopravvento, come nel caso dei “no vax” e “no pass” – ha alterato la percezione della realtà. E dunque anche i sondaggi di questi ultimi giorni di campagna elettorale vanno presi con le pinze.

Politica e conflitto sociale oggi

Sarà ciò che il nostro Guido Ruotolo chiama lo "spontaneismo della rete" a dar vita a fenomeni come quelli cui stiamo assistendo, certo è che il passaggio dalle invettive a trecentosessanta gradi, e dagli insulti ad personam, all'incitamento a prendere le armi – da parte di "comuni cittadini", come li definisce la polizia, cioè non facenti parte di gruppi organizzati –, denota la tendenza a un salto di qualità. Non siamo più alle chiacchiere da bar e al discorso complottista attraverso cui esprimere il proprio risentimento contro i potenti, ma dinanzi a qualcosa che va prendendo la forma di un – sia pure scomposto – conflitto sociale vero e proprio. Sono individui soli, frammentati e dispersi nel cyberspazio di una comunicazione senza capo né coda, che però, con un estremo grido, si muovono verso una qualche forma di organizzazione.

La cosa è visibile ormai da anni, per quanto riguarda l'Europa, soprattutto in Francia: movimenti sociali del genere "gilet gialli", e oggi del tipo "no vax" e "no pass", si autoconvocano mediante la rete, dandosi periodicamente appuntamento in piazza, quando non nelle rotonde per mettere su un blocco stradale, senza che vi sia una chiara direzione in queste agitazioni prive di leader, senza una precisa linea politica, con un'ambiguità di fondo che fa sì che partiti e gruppi, di destra e di sinistra, siano al loro rimorchio (per lo più nella speranza di lucrare qualche voto, quando sarà).

Quando rinasce la voglia di un nuovo partito

(Questo articolo è stato pubblicato il 10 marzo 2021) Ogni tot anni ci si accorge che il partito in cui si sta non va...

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Ogni tot anni ci si accorge che il partito in cui si sta non va e si fanno seminari, riunioni, convention, appelli per costruirne...