• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » La crisi della politica al centro delle prossime elezioni

La crisi della politica al centro delle prossime elezioni

21 Settembre 2021 Guido Ruotolo  1311

Sono mesi che i sondaggi e i giornali raccontano che la destra gonfia le vele. Che Giorgia Meloni e Matteo Salvini si contendono il primo posto alle prossime elezioni politiche. E che il Pd e i 5 Stelle, ove mai si presentassero uniti, comunque non ce la farebbero a raggiungere la destra. Mesi di chiacchiericcio e null’altro. Nessun fine analista o giornalista di lungo corso ha ancora detto che la “prima repubblica” è solo un ricordo del passato, che i partiti si sono sciolti, che la rappresentanza politica degli elettori stenta a prendere corpo, che il centro è evaporato, che cresce pericolosamente l’area dell’antipolitica che ripara nell’astensionismo.

La politica si è cacciata in un cul de sac. La campagna elettorale in corso per il voto amministrativo in grandi città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna) e per la Regione Calabria mostra i segnali di un cambiamento. La macelleria del web – gli odiatori e gli urlatori che hanno preso il sopravvento, come nel caso dei “no vax” e “no pass” – ha alterato la percezione della realtà. E dunque anche i sondaggi di questi ultimi giorni di campagna elettorale vanno presi con le pinze.

Gianluigi Paragone a Milano, Antonio Bassolino a Napoli e Luigi De Magistris in Calabria raccontano il malessere di questo Paese e la crisi dei partiti. Spinte populiste e tentativi di risposta alla crisi della politica oggi si confondono. 

Il sovranista che vuole liberare Milano “da banche e finanze”, e sogna un “grande Nord”, Gianluigi Paragone, ex 5 Stelle, ex Lega, secondo i sondaggi potrebbe raccogliere tra il 5 e l’8% dei voti a Milano. Voti intercettati tra gli elettori del Carroccio che non si ritrovano nella Lega di governo.

Antonio Bassolino – ex sindaco di Napoli, ex presidente della regione Campania, ex dirigente storico del Partito comunista – secondo i sondaggi viaggia tra il 10 e il 16% dei voti. La sua campagna elettorale è partita prima dell’estate. Raccoglie voti trasversali (una lista di Carlo Calenda è apparentata con Bassolino sindaco) di chi ha apprezzato e riconosciuto il suo passato di amministratore pubblico. Venti punti di differenza separano il candidato del Pd e dei 5 Stelle, Gaetano Manfredi, da Catello Maresca. Il magistrato candidato dal centrodestra è in caduta libera, dopo la conferma del Consiglio di Stato della eliminazione di quattro liste che lo sostenevano e una deludente campagna elettorale.
L’apertura dei seggi elettorali napoletani potrebbe riservare una sorpresa: cioè che il voto del centrodestra potrebbe finire nell’area dell’astensione o perfino al candidato Antonio Bassolino, che supererebbe lo stesso Maresca finendo al ballottaggio. Manfredi spera di superare il 50% dei voti al primo turno.

Napoli si sta lasciando alle spalle dieci anni di giunte De Magistris. Vinse l’ex magistrato populista, che si proponeva come un moderno Masaniello, capopopolo (“arancione” in questo caso) delle rivoluzioni impossibili. Adesso però lui si è messo al riparo dal probabile responso elettorale negativo riguardante la sua candidata Alessandra Clemente, candidandosi in Calabria alle regionali.

A Roma, poi, la sorpresa potrebbe arrivare dal candidato Carlo Calenda, il professionista della politica che non ama essere incasellato dentro uno schieramento. Che preferisce collocarsi “contro” per incassare il consenso destinato agli oppositori. Anche Calenda, come Bassolino o Paragone, riempie i vuoti della politica. Della destra e della sinistra.

L’ultimo partito della “prima repubblica”, la Lega, è in crisi profonda. Salvini sognava di estenderne al centro-sud l’organizzazione. Ha raccolto gli impresentabili dei partiti che furono. E dopo un pieno di voti alle politiche teme adesso il ridimensionamento. È solo un incidente o è un segnale della crisi del partito la cancellazione della lista della Lega dalle elezioni napoletane per irregolarità?

La Lega deve fronteggiare la crisi interna. Il primo strappo fu con il fondatore Umberto Bossi. Un travaglio doloroso, che portò alla nascita della star Matteo Salvini. Una ferita profonda alleviata solo dal grande successo e protagonismo della nuova Lega. Ma oggi la frattura è tra l’ala governista e istituzionale del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, con i governatori del Friuli e del Veneto, Fedriga e Zaia, e l’ala movimentista di Matteo Salvini. Questa crisi dirotterà i voti della Lega verso Fratelli d’Italia, o andrà a rafforzare l’area dell’astensionismo? La Lega stringe i denti e guarda ai voti di lista di Torino, Milano e Bologna prima di trarre delle conclusioni. 

È vero che i sondaggi raccontano che a Milano e a Bologna, forse già al primo turno, vinceranno i sindaci del Pd, e che a Roma, Torino e Napoli dovrebbero farcela al secondo. Ma il partito di Letta avrà difficoltà a gestire questo bottino elettorale. Il partito del premier Draghi fa infatti proseliti giorno dopo giorno. E pesca in tutte le diverse componenti della maggioranza. Per giunta una possibile “repubblica referendaria” avanza come risposta alla crisi di proposte e di riforme costituzionali. Chi mai avrebbe pensato che il rischio dell’Italia sarebbe stato quello di trasformarsi in una immensa Svizzera?


1.322
Archiviato inEditoriale
TagsAntonio Bassolino elezioni amministrative Gianluigi Paragone Guido Ruotolo Luigi De Magistris Matteo Salvini partito democratico politica

Articolo precedente

Incendi dolosi: tutti zitti sull’azzeramento della Forestale

Articolo successivo

Zaki, non soltanto lui

Guido Ruotolo

Articoli correlati

Ex Ilva, l’attesa e la morte

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

2026, anno della verità

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Dello stesso autore

Ex Ilva, l’attesa e la morte

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Il futuro bloccato della siderurgia in Italia

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Un baratro culturale
Stefania Tirini    19 Gennaio 2026
Imperterriti i fascisti grigi
Agostino Petrillo    15 Gennaio 2026
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, l’attesa e la morte
Guido Ruotolo    23 Gennaio 2026
Primavere sì, ma non chiamatele arabe
Luciano Ardesi    20 Gennaio 2026
A Gaza il dispotismo di Trump
Eliana Riva    19 Gennaio 2026
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
Cronaca di ordinari piccoli crimini contro l’umanità
Agostino Petrillo    22 Gennaio 2026
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA