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Il Perù e i suoi fantasmi appesi a una sentenza

“Cosa guardate? chiese il maestro – È un indio, disse Pancorvo, alunno dell’ultimo anno. Non ne avevi mai visti? gli chiese il maestro –...

Elezioni in Iran, come volevasi dimostrare

Come previsto da tutti gli osservatori, l'ultraconservatore Raisi – candidato "ufficiale" della Guida suprema, l'ayatollah Khamenei – ha vinto le elezioni presidenziali di venerdì scorso in Iran. Si pensi che, su oltre cinquecento aspiranti, solo sette erano stati ammessi dal Consiglio dei guardiani della costituzione (composto da sei religiosi nominati dalla Guida e da sei giuristi convalidati dal parlamento su proposta del potere giudiziario), un organo che ha la facoltà di invalidare le candidature. La partecipazione al voto è stata, però, la più bassa di sempre: meno del 50% degli aventi diritto. Non siamo comunque ai livelli dell'Algeria, dove pure di recente si sono tenute delle elezioni per il parlamento e la percentuale dei votanti è stata di poco superiore al 23% (ma qui l'opposizione, organizzata nell'Hirak – il movimento che, nei mesi precedenti alla pandemia, era riuscito a mettere in scacco il potere –, aveva apertamente esortato al boicottaggio dello scrutinio).

Uno schiaffo a Macron

Non sappiamo, né ci interessa granché saperlo, chi sia precisamente il ragazzo che ieri ha dato un ceffone a Macron nel corso di una visita ufficiale, urlando: "Abbasso la Macronie" (espressione con cui in Francia si definisce il giro di interessi economici, opportunismi politici e carrierismi vari, ruotanti intorno a quello che è detto "il presidente dei ricchi"). Sarebbe, a quanto pare, un giovane monarchico (cosa strana, ma nel paese noto soprattutto per la sua destra bonapartista e gollista c'è da sempre una corrente monarchico-legittimista, rappresentata nel Novecento dall'Action française, un movimento che si schierò con Vichy). E potrebbe anche trattarsi di un militante del composito movimento dei "gilet gialli" che, nei mesi precedenti alla pandemia, mise in serie difficoltà la presidenza francese con una serie di manifestazioni a raffica. Certo è che il gesto ha mostrato, una volta di più, quale sia il clima politico in cui la Francia vive da tempo. Per trovare qualcosa di analogo – non solo in Francia, ma in Italia e altrove – bisognerebbe risalire al 1968: al congresso di Napoli del Psiup (un partito che riuniva una sinistra socialista insofferente all'accordo di governo con la Democrazia cristiana), quando un telecronista del telegiornale fu colpito con una torta in faccia proprio nel momento in cui appariva in video.

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