• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Zzz-ripubb » Editoriale » L’ordine pubblico secondo la destra

L’ordine pubblico secondo la destra

25 Agosto 2025 Stefania Limiti  2548

(Articolo pubblicato il 7 aprile 2025)

I contenuti del nuovo “decreto sicurezza”, troppo importanti per il governo per essere affidati a un disegno di legge ordinario, soggetto alle pur pallide battaglie parlamentari, esprimono il bisogno di questa classe dirigente di conservare gli equilibri sociali esistenti. Le norme più significative sono tese a impedire nuove forme di conflittualità che stanno maturando nella società, portato inevitabile della crisi sociale o conseguenza di politiche fortemente orientate ad aumentare la divaricazione della ricchezza.

Un rapido quadro di sintesi: il provvedimento si compone di trentaquattro articoli, dalla stretta sull’accattonaggio alle aggravanti per le truffe agli anziani, dagli sgomberi lampo per le case all’autorizzazione per gli agenti dell’intelligence, sotto copertura, a dirigere gruppi terroristici, dalla restrizione sulla coltivazione della canapa al sostegno economico per le spese legali di agenti e militari che affrontano procedimenti penali. Scritto in clima congressuale leghista, dunque fortemente improntato all’idea securitaria di Salvini, il testo del decreto non va letto solo come la concessione a un alleato, esso è un manifesto dell’idea di società della destra: per esempio, la norma che di fatto mette in ginocchio un intero settore produttivo virtuoso, quello della canapa industriale (23mila posti di lavoro in fumo), oltre che stupido in sé, aderisce a un modello reazionario di società che non consente di far circolare la parola “canapa” neanche quando è priva del principio attivo che dà effetti psicotropi (il ministro Piantedosi ha parlato di apertura, per via di una timida norma che deroga al divieto assoluto sulla canapa industriale circoscritto al florovivaismo professionale, ma l’impianto resta proibizionista e oscurantista sulla cannabis light). O ancora, sulle detenute madri, questione che riguarda una ventina di donne in tutta la penisola, ma che è ad alto tasso identitario (è la norma “anti-zingare incinte”, come la chiama Salvini, senza accenno di vergogna); il richiamo di Sergio Mattarella è servito a cancellare l’obbligo di rinvio della pena, trasformato in facoltativo, ma resta la custodia negli Icam (Istituti a custodia attenuata per detenute madri), che sono carceri a tutti gli effetti.

Di più Mattarella non poté, ottenendo con la sua moral suasion (voci nei palazzi lo descrivono imbufalito più che indignato) che gli immigrati potranno avere una scheda Sim per telefonare mostrando “solo” la carta d’identità, e poi la cancellazione dello schifo sui funzionari pubblici trasformati in spie: il pio sottosegretario Mantovano (delegato alla sicurezza) rinuncia per il momento alla sua polizia politica, ma le spie infiltrate potranno però guidare gruppi terroristici o criminali: inaudito slittamento verso forme di Stato illegale.

La parte più corposa del testo, che fa essere veramente orgogliosa Giorgia Meloni e i suoi uomini al comando, riguarda alcune norme indigeribili per una cultura giuridica democratica, incline a garantire il conflitto sociale: sulla sicurezza urbana si introduce un nuovo reato contro le occupazioni abusive di immobili, con la procedibilità d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di persona incapace per età o per infermità, o su immobili pubblici o a destinazione pubblica; nel caso di occupazione di abitazioni, la pena sarà la reclusione da due a sette anni; si inaspriscono le pene per reati commessi in ambito urbano, con una nuova circostanza aggravante per i delitti non colposi contro la vita e l’incolumità pubblica e individuale, contro la libertà personale e contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, qualora commessi all’interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie e delle metropolitane, o all’interno dei convogli adibiti al trasporto passeggeri; si aggrava anche la pena per il reato di danneggiamento in occasione di manifestazioni pubbliche; si estende il cosiddetto Daspo urbano a coloro che risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti, per delitti contro la persona o contro il patrimonio commessi nelle aree interne e nelle pertinenze di infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano; si estende l’arresto in flagranza riferito al reato di lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, commesso in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico; si eleva a delitto l’illecito amministrativo per blocco stradale, con la pena della reclusione fino a un mese e la multa fino a trecento euro, se il fatto è commesso da più  persone, la reclusione va da sei mesi a due anni; pene più severe per chi truffa gli anziani (pene da due a sei anni e multa da settecento a tremila euro, che non ridurranno le intenzioni dei criminali, in questi casi difficili da acciuffare); si introducono misure di contrasto alla delittuosità molesta urbana con l’aumento della pena per l’induzione all’accattonaggio, per l’impiego di minori sino a 16 anni, e con un’aggravante se il fatto è commesso con violenza o minaccia; si introduce il nuovo reato di “rivolta  all’interno di un istituto penitenziario”, che punisce le condotte di promozione, organizzazione o direzione e partecipazione a una rivolta consumata all’interno di un istituto penitenziario, o nei centri di trattenimento per migranti irregolari, da tre o più persone riunite, mediante atti di violenza o minaccia, tentativi di evasione o atti di resistenza anche passiva che impediscono il compimento degli atti d’ufficio o del servizio necessari alla gestione dell’ordine e della sicurezza. Si inasprisce la pena per chi istiga alla disobbedienza delle leggi se il fatto è commesso all’interno di un istituto penitenziario, o mediante scritti o comunicazioni diretti a persone detenute.

Questo è il quadro generale di un provvedimento che punisce severamente il dissenso, tratta i detenuti come rivoltosi anche se resistono passivamente a un ordine di un poliziotto – non è specificato ordine “legittimo” – e suggella la stretta repressiva con il rafforzamento delle tutele legali delle forze dell’ordine; anche se non si tratta delle coperture totali iniziali, che costano troppo, i torturatori di Stefano Cucchi o i loro simili potranno contare su diecimila euro in più in ogni fase del procedimento.

Si apre ora uno scontro già partito dalla piazza (per esempio dal Pantheon, a Roma, venerdì 4 marzo), come pure dall’indignazione dell’Associazione nazionale magistrati, i cui nuovi vertici, pur politicamente più moderati dei precedenti, non hanno lesinato critiche – “messaggio inquietante”, ha detto il presidente Parodi –, dalle proteste delle forze di opposizione, che però ora avranno a disposizione tempi ridotti per la loro tattica parlamentare. Si troveranno infatti di fronte a una destra che non apre bocca nelle commissioni e in Aula, evitando qualsiasi confronto, in attesa che scatti la tagliola del dibattito e l’ennesimo decreto vergogna sia legge. A quel punto anche Mattarella non potrà che controfirmare, magari imprecando.    

2.601
Archiviato inEditoriale Zzz-ripubb
Tagsddl sicurezza destra ordine pubblico Stefania Limiti

Articolo precedente

Ecco perché Trump non è pazzo

Articolo successivo

Israele, il peso del Qatargate su Netanyahu

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese

In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Dello stesso autore

Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Separazione delle carriere, il referendum potrà salvare la Carta

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
La grande manifestazione di Torino per Askatasuna
Agostino Petrillo    2 Febbraio 2026
Referendum sulla giustizia, dal Tar del Lazio nessun rinvio
Luca Baiada    30 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Fine dell’autogoverno curdo in Siria
Eliana Riva    5 Febbraio 2026
In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento
Vittorio Bonanni    30 Gennaio 2026
I super-ricchi distruggono la democrazia
Paolo Barbieri    29 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA