• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Opinioni » Tra Meloni e Salvini difficoltà a destra

Tra Meloni e Salvini difficoltà a destra

La trasformazione governista della presidente del Consiglio e il tentativo di risalire la china del leader della Lega

5 Dicembre 2023 Guido Ruotolo  1400

La sinistra, dopo la caduta del Muro di Berlino, provò a svecchiare, a lasciare nell’armadio le vecchie armature ideologiche dei riti del partito del secolo scorso. Fece la sua “Bad Godesberg”. Alcuni dicono che, senza quella svolta, della sinistra che sopravvive si sarebbero già celebrati i funerali. Qualcosa di simile sta avvenendo oggi nel campo della destra. Già pagarono un dazio con il congresso di Fiuggi, che fu un mini-strappo rispetto alla ortodossia fascista del Movimento sociale di Giorgio Almirante, il leader che segnava la continuità storica con la dittatura di Benito Mussolini e con Salò. Ma servì a poco, perché poi il connubio tra il protagonista di Fiuggi, Gianfranco Fini, e Silvio Berlusconi non ebbe a durare. Quello che sta accadendo in queste settimane rappresenta una novità che racconta davvero la crisi della destra, la sua scomposizione, anche se il matrimonio tra Giorgia Meloni e il Paese va ancora a gonfie vele. E forse le ragioni di questo smottamento a destra stanno proprio nel consenso a una dirigente che sta cambiando pelle.

Matteo Salvini è disperato, ha bisogno di riportare su la sua Lega. Dalla vetta del 34,26% dei voti raccolto alle europee del 2019, è precipitata al quasi 9% delle politiche del 2022. Si spiega così l’antieuropeismo, il richiamo alle armi delle coalizioni “primatiste”, anche se poi, all’appuntamento di Firenze dello scorso fine settimana, non si sono presentati né Marine Le Pen né il leader dell’ultradestra alle ultime elezioni olandesi, Geert Wilders. L’attivismo di Salvini sembra un tentativo di risalire la china, anche a costo di rompere con Fratelli d’Italia, di cui vorrebbe provare a riprendersi una parte dei voti. Eccolo, dunque, sparare ad alzo zero contro immigrati e delinquenti, arrivando a difendere il gioielliere appena condannato a diciassette anni per avere ucciso due rapinatori in fuga prendendoli alle spalle. Un’esecuzione.

Si gioca il tutto per tutto Salvini, non capendo che il vento è cambiato. Ci sarà pure una spiegazione del consenso verso Meloni, nonostante la leader di Fratelli d’Italia abbia tradito tutti gli impegni e promesse elettorali. Questa destra di governo assapora la novità di stare nelle stanze del potere e ha chiuso negli armadi della memoria il proprio bagaglio ideologico-culturale. Ha sete di recuperare il tempo perduto. Ricorda il vecchio “manuale Cencelli” e ha bisogno di sfruttare l’occasione per proporsi come classe dirigente del Paese.

Persino la destra che resisteva all’interno della ex Alleanza nazionale, i rautiani di Gianni Alemanno, i generosi ragazzi di Almirante, come Fabio Granata, si sono resi conto della necessità di uno strappo definitivo, collocandosi oltre l’ideologia della destra in quella terra di nessuno occupata oggi da mezza Italia che non va più a votare, insieme con i gruppetti di una sinistra che fu, che vanno verso un futuro senza ideologie, avendo metabolizzato la sconfitta.

Certo, Salvini si agita e prova a giocare vecchie carte che un tempo apparvero vincenti. Ma forse, anche Salvini non è più in sintonia con il Paese, non ne riconosce più gli umori. Fece fortuna, con le ultime europee, grazie a una infornata di militanti e dirigenti della vecchia Alleanza nazionale nel Centro-sud, per presentarsi come un partito nazionale. Oggi si ritrae nelle sue valli padane. Ma si fa fatica a vedere il ministro Giorgetti, o il presidente Zaia, al seguito del ribelle Salvini. La rivoluzione “gentile” ha intanto trasformato la presidente del Consiglio nella più fedele leader dell’Occidente a trazione americana. E, in politica economica, è nel solco dell’ex governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi.

1.415
Archiviato inOpinioni
Tagscrisi della destra destra Giorgia Meloni Guido Ruotolo Lega Matteo Salvini

Articolo precedente

Venezuela, referendum come puro espediente propagandistico?

Articolo successivo

Expo 2030, le ragioni della sconfitta di Roma

Guido Ruotolo

Articoli correlati

Ex Ilva, il gioco dell’oca

Ex Ilva, ancora in attesa

Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno

Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo

Dello stesso autore

Ex Ilva, il gioco dell’oca

Ex Ilva, ancora in attesa

Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo

L’ex Ilva e il ministro della catastrofe

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
No alle primarie, in Francia come in Italia
Rino Genovese    25 Settembre 2026
Quote, la scuola ridotta a un numero
Stefania Tirini    23 Settembre 2026
Ultimi articoli
Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere
Vittorio Bonanni    2 Ottobre 2026
Lula o Bolsonaro figlio? Il Brasile al bivio
Claudio Madricardo    1 Ottobre 2026
Vannacci in Calabria
Paolo Barbieri    30 Settembre 2026
Per chi suona la campana a Madrid
Agostino Petrillo    29 Settembre 2026
In Marocco i giovani disertano le urne
Luciano Ardesi    29 Settembre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA