• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Affitti brevi: Nardella controcorrente

Affitti brevi: Nardella controcorrente

Il sindaco di Firenze reagisce alla bozza di disegno di legge della ministra Santanchè con il divieto, nel centro storico, di ulteriori attivazioni di locazioni turistiche

7 Giugno 2023 Agostino Petrillo  2052

Ha fatto scalpore l’uscita del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha reso pubblica la decisione d’introdurre delle limitazioni agli affitti brevi. La mossa del sindaco si configura come una reazione, per ora isolata, alla bozza di decreto legge del ministero del Turismo, circolata nei giorni scorsi, riguardante appunto gli affitti temporanei. Come ha mostrato Sarah Gainsforth sul “manifesto” del 31 maggio, la bozza elaborata dalla ministra Santanché e dal suo entourage, che prevede  quale unica misura restrittiva una durata minima di almeno due notti degli affitti brevi turistici “pena la nullità del contratto”, è debole se non addirittura “acqua fresca”, dato che il limite  riguarda solo le attività non imprenditoriali nei centri storici delle quattordici città metropolitane, ed è facoltativo nei comuni ad alta densità turistica; ne sono inoltre esclusi i comuni a vocazione turistica con meno di cinquemila abitanti. Ha notato il geografo Filippo Celata, che da tempo si occupa della questione, che così com’è configurato il disegno di legge Santanchè si profila più nei termini di una regolarizzazione che non di una regolamentazione degli affitti brevi. Insomma, il rischio è di dare una più solida base giuridica a Airbnb e piattaforme analoghe, anziché limitarne il dilagare. A fronte di un simile orientamento di fondo del governo, la decisione di Nardella appare certo audace e controcorrente: un tentativo di gettare una pietra nello stagno.

Dopo avere constatato che il decreto Santanchè è “del tutto inefficace”, il sindaco di Firenze ha infatti dichiarato: “Prevediamo in tutta l’area Unesco della città il divieto ad attivare nuove destinazioni d’uso residenziale per affitti turistici brevi”, spiegando che il divieto non sarà retroattivo, cioè non si applicherà alle abitazioni che vengono già usate a questo scopo. Allo stesso tempo, però, la nuova delibera di giunta, con la modifica al Piano operativo comunale, introdurrà una leva fiscale per coloro che vorranno collaborare e ricredersi: il Comune si impegnerà cioè ad azzerare per tre anni l’Imu sulla seconda casa a chi deciderà di togliere la propria abitazione dalle piattaforme per gli affitti brevi, rimettendola nel mercato degli affitti a lungo termine.

L’area Unesco corrisponde al centro storico di Firenze, da tempo in via di spopolamento, e su questo aspetto ha insistito Nardella, anche se il problema è complesso e di più vasta portata: lo spopolamento dell’area centrale di una città, come mostrano casi analoghi (tra i più studiati, quello di New Orleans), è difficilmente reversibile. In ogni caso, l’intervento del sindaco appare senza dubbio apprezzabile, e mostra una sensibilità e un approccio alla questione di respiro europeo più che italiano, dato che, a differenza del decreto Santanché, pone la questione dal punto di vista della residenzialità e della vita della città.

Non mancano certo anche aspetti criticabili nel ventilato provvedimento: primo tra tutti la questione della non retroattività, che, se certo è caratteristica degli interventi di tipo urbanistico, in questo caso specifico rischia di avere un impatto discutibile. Se la norma non si applica a chi già fa affitto breve, si consolida la situazione esistente, che non è certo ottimale. Anche il “ritorno a casa” di chi ha già conseguito il permesso di affittare appare improbabile, visto lo scarto tra l’importo non trascendentale dello sconto Imu previsto, e la redditività dell’affitto breve.

Certo, un atto con valore retroattivo, magari per ordinanza, sarebbe stato auspicabile; ma già a questo primo passo, tutto sommato d’impatto e per questo utile, sebbene nella sostanza modesto nei possibili effetti, Nardella ha dovuto aggiungere che il provvedimento è “giuridicamente ardito”, consapevole del rischio di contenzioso e inapplicabilità. Non a caso Confedilizia ha prontamente parlato di “norma incostituzionale ed eversiva”, e Confartigianato ha messo le mani avanti, lamentando il destino dei piccoli proprietari, che ne sarebbero le prime vittime: difficile quindi potersi attendere qualcosa di più.

Non toccare quanto è stato già concesso significa, però, cristallizzare una situazione di fatto già pesantemente compromessa. Città come Firenze e Venezia non partono da un degré zero, ma sono già consistentemente minacciate dallo sviluppo abnorme dell’abitare temporaneo, e vanno salvate con provvedimenti energici. Firenze ha già la più alta concentrazione di case nel centro storico su Airbnb, con il 18%, a Venezia, su 50.000 residenti il 12% delle case è destinato tutto l’anno ad affitto temporaneo.

Altra questione è che l’area interessata dal provvedimento previsto è unicamente quella del centro storico, cosicché è facile ipotizzare un effetto domino sulle zone immediatamente limitrofe, con un congelamento della zona centrale e il proliferare del temporaneo negli altri quartieri. Inoltre, il caso di Barcellona, in cui è stata varata una discussa normativa per la regolamentazione, ha mostrato con chiarezza che, lì dove si introducono divieti a nuove concessioni di affitto temporaneo, festeggiano quelli che l’avevano precedentemente ottenuta, con una eterogenesi dei fini, per cui si viene a creare un mercato secondario in cui le licenze si vendono a carissimo prezzo.

Per ora, l’unica soluzione praticabile pare essere quella da tempo sostenuta dal gruppo “Alta tensione abitativa”, di cui fanno parte tecnici, giuristi, architetti, urbanisti, società civile, consiglieri comunali, militanti di base, che chiede l’introduzione di un nuovo sistema di vere e proprie licenze, azzerando quindi l’esistente: licenze che dovrebbero essere temporanee, com’è stato fatto ad Amsterdam. Va anche aggiunto che la questione degli affitti brevi, in Italia, è solo la punta dell’iceberg di una gigantesca questione della casa, che nessuno vuole affrontare tanto grossa è la sua portata, e di cui abbiamo già parlato su queste pagine (vedi qui). La prima vittima della pressione turistica è infatti il diritto alla casa. Ridisegnare la relazione tra economia turistica e residenzialità dovrebbe essere lo scopo di un’azione di governo sensata.

Rimane un dato di fatto: nonostante in precedenza abbia fatto ben poco per combattere la turistificazione della città, Nardella con la sua sortita ha avuto il merito di porre all’ordine del giorno la questione di una legge nazionale degna di questo nome sugli affitti temporanei, come se ne sono introdotte altrove in Europa. Questo gli va senza dubbio riconosciuto; ma il timore è che si stia cercando di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati.

2.088
Archiviato inArticoli
Tagsaffitti temporanei Agostino Petrillo Airbnb Dario Nardella ddl Santanchè diritto alla casa Firenze locazioni turistiche

Articolo precedente

Scontri in Kosovo, le responsabilità del premier Kurti

Articolo successivo

Pnrr, si profila uno stile polacco

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

Diventerà caldo l’autunno tiepido?

L’ondata di rivolta giovanile

Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente

La Spagna verso le elezioni anticipate

Dello stesso autore

Diventerà caldo l’autunno tiepido?

L’ondata di rivolta giovanile

Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente

La Spagna verso le elezioni anticipate

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ex Ilva, vince la Costituzione
Guido Ruotolo    29 Ottobre 2026
Una rivolta e il suo capro espiatorio
Rino Genovese    28 Ottobre 2026
Per combattere davvero l’antisemitismo va rigettato un disegno di legge controproducente
Giorgio Graffi    26 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Rebus post-elettorale in Israele
Eliana Riva    30 Ottobre 2026
L’insostenibile pesantezza dell’intelligenza artificiale*
Massimo Florio    29 Ottobre 2026
Brasile, Lula fa il miracolo
Claudio Madricardo    29 Ottobre 2026
Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo
Guido Ruotolo    28 Ottobre 2026
Belgrado né con Bruxelles né con Mosca
Vittorio Bonanni    27 Ottobre 2026
Ultime opinioni
I giovani in piazza e il passato che non passa
Paolo Barbieri    2 Novembre 2026
Fermo preventivo per una generazione
Stefania Tirini    2 Novembre 2026
Un buon senso molto Acerbo
Vittorio Bonanni    30 Ottobre 2026
Che bello consumare e non pagare!
Massimo Ilardi    26 Ottobre 2026
Come preservare la figura dell’umano nel nostro tempo?
Mario Pezzella    26 Ottobre 2026
Ultime analisi
L’algoritmo del controllo
Marianna Gatta    29 Ottobre 2026
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giorgio Graffi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA