• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Finlandia, le ragioni della sconfitta di Sanna Marin

Finlandia, le ragioni della sconfitta di Sanna Marin

Dopo la vittoria di misura dei partiti di destra, a Helsinki si potrebbe formare un governo di unità nazionale solo a determinate condizioni. Ma cosa accade alla sinistra nel resto d’Europa?

7 Aprile 2023 Vittorio Bonanni  1465

Mentre temiamo un paradossale ritorno della destra in Spagna (vedi qui), in Finlandia le recenti elezioni hanno sancito la fine dell’esperienza di Sanna Marin, la trentasettenne leader, ormai ex, dei socialdemocratici, forza politica che, come in tutti i Paesi di quell’area geografica, ha governato per decenni garantendo un welfare di alto livello, sia pure ridimensionato in questi ultimi decenni di liberismo, coniugato con una grande tradizione democratica. Ed è proprio qui il paradosso: Marin ha accontentato l’ansia del proprio popolo, intimorito dall’aggressività della Russia, facendo entrare il Paese nella Nato, mettendo così fine a decenni di neutralità. E aveva promesso un rafforzamento dello Stato sociale, con investimenti nella sanità e nell’istruzione. Eppure l’elettorato ha preferito dare fiducia alla destra di Kokoomus, Partito di coalizione nazionale, capeggiato da Petteri Orpo, che ha preso il 20,8% dei consensi (48 seggi), e alla formazione di estrema destra Partito dei finlandesi di Riikka Purra, con il 20,1% (46 seggi). Al terzo posto appunto Marin con il 19,9 (43 seggi). Una distanza minima, dunque, separa le tre formazioni, la qual cosa potrebbe portare alla nascita di una coalizione. A danneggiare l’ex premier è stato soprattutto il calo dei consensi dei suoi alleati, a partire dal Partito di centro, l’Alleanza di sinistra e i Verdi. Questa formazione ha subito un crollo, passando dall’11,5% delle preferenze, e 20 seggi in parlamento, al 7% dei voti e 13 seggi.

Ma torniamo alle ragioni che hanno portato alla sconfitta dei socialdemocratici. L’intenzione di Marin di investire ancora nella crescita promettendo lo stanziamento di altri fondi per rafforzare lo Stato sociale non ha convinto una popolazione più propensa a credere all’allarmismo dei conservatori sul debito pubblico – salito sì in quattro anni di dieci punti, ma restando pur sempre tra i più bassi d’Europa –, e dunque disposta a subire incredibilmente un taglio al welfare che dovrebbe portare a un risparmio di sei miliardi di euro. Qualora Orpo non fosse incline a trattare su questo punto, verrebbe meno ogni disponibilità di Marin, come da lei stessa affermato, a concordare una sua presenza in un esecutivo di unità nazionale. Orpo, che sul tema immigrazione si è dimostrato aperto al contrario di Purra, apertamente razzista, si è fatto forte anche del tema della crisi energetica che toglierebbe risorse economiche allo Stato e ai cittadini, rendendo dunque, secondo il leader centrista, velleitaria una politica di incremento del welfare. Questa sorpresa – tale solo in parte, perché fuori dalla Finlandia la popolarità della giovane donna era stata percepita diversamente che all’interno del Paese, dove la sfiducia era maggiore – pone dei notevoli punti interrogativi sull’universo progressista nel vecchio continente.

Ricordiamo, intanto, che cosa è avvenuto recentemente nei Paesi vicini a Helsinki. In Svezia si era verificata la stessa situazione, con la premier socialdemocratica Magdalena Andersson costretta a fare largo alla destra e all’estrema destra, alle elezioni dello scorso settembre 2022 (vedi qui), mentre la socialdemocratica danese, Mette Frederiksen, è riuscita ad affermarsi, a novembre, solo presentando un programma elettorale spostato a destra. Dopo il 1978, è la prima volta che la sinistra socialdemocratica danese è costretta a un’alleanza con il partito di centrodestra Venstre. Una coalizione che ha messo ai margini l’estrema destra xenofoba dei Democratici danesi. Il tratto comune dei tre governi è il ridimensionamento delle politiche di espansione, in virtù della loro appartenenza al gruppo dei cosiddetti “frugali”, dai quali Marin si stava smarcando, almeno sul piano della politica interna.

Nel resto d’Europa, la situazione è a macchie di leopardo, con una destra minacciosa sempre dietro l’angolo o già nella stanza dei bottoni come da noi. Restando nei pressi del Circolo polare artico, i laburisti norvegesi godono di buona salute, dopo la vittoria alle elezioni del settembre 2021 contro i conservatori. Cambiando scenario, anche in Portogallo nelle elezioni del gennaio 2022 i socialisti di Antonio Costa si erano nettamente affermati contro la destra del Partito socialdemocratico, ma ora devono far fronte a una importante ondata di scioperi soprattutto nel pubblico impiego e nei trasporti finalizzati a ottenere un aumento dei salari e delle pensioni.

Stessa musica per i socialdemocratici tedeschi del cancelliere Olaf Scholz, che governano con liberali e verdi dal dicembre 2021, e devono fronteggiare una imponente ondata di scioperi proclamati per chiedere (anche qui) un aumento dei salari per contrastare l’inflazione. La mobilitazione dei lavoratori tedeschi fa seguito a quella straordinaria, e tuttora in corso, dei francesi che, prendendo spunto dal “no” alla riforma delle pensioni, si sono scagliati contro la politica liberista del presidente Macron nel suo complesso. Una lotta che ha una sponda politica nella sinistra unita nella Nuova unione popolare ecologica e sociale, con Jean-Luc Mélenchon suo principale esponente. Per il resto, la sinistra francese è in serie difficoltà, come i socialisti e i comunisti. Un vuoto difficilmente colmabile, grave soprattutto a fronte dell’aggressività della destra estrema di Marine Le Pen. Del governo spagnolo, il più a sinistra d’Europa, e dei rischi che potrebbe correre alle prossime amministrative e politiche, abbiamo già parlato.

Difficile trarre delle conclusioni sulla base di questo scenario. E comunque la sconfitta dei socialdemocratici finlandesi e dei suoi alleati, fautori di una politica sociale avanzata, a vantaggio di chi vuole peggiorare di fatto le condizioni di vita della popolazione, è un evento grave e preoccupante, che rispecchia una grande confusione all’interno dei vari elettorati, non solo di quello finlandese, più attratti, a quanto pare, dalle sirene dell’austerity che dall’esigenza di tutelare i propri diritti sociali.  

1.514
Archiviato inArticoli
Tagscrisi energetica Europa Finlandia Kokoomus Petteri Orpo Rikka Purra Sanna Marin sinistra sinistra europea Vittorio Bonanni welfare

Articolo precedente

Giorgio Airaudo: “Auto elettriche. Il governo dei patrioti fa male al Paese”

Articolo successivo

Trump alla sbarra

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

L’ondata di rivolta giovanile

Renzi si perde tra i cespugli

Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere

Kosovo, breve storia di un popolo sventurato 

Dello stesso autore

Renzi si perde tra i cespugli

Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere

Kosovo, breve storia di un popolo sventurato 

“Campo largo” tra primarie e quarta gamba

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Né ordine né disordine: gli studenti della generazione europea
Stefania Tirini    19 Ottobre 2026
Cittadinanza, in arrivo norme aberranti
Stefania Limiti    16 Ottobre 2026
Legge elettorale: oltre trenta ricorsi alla Corte costituzionale
Stefania Limiti    13 Ottobre 2026
Ultimi articoli
In Marocco prima donna premier per un re che governa
Luciano Ardesi    21 Ottobre 2026
L’ondata di rivolta giovanile
Agostino Petrillo    19 Ottobre 2026
Ex Ilva, quelle piazze da ascoltare
Guido Ruotolo    19 Ottobre 2026
Il Brasile verso il ballottaggio
Claudio Madricardo    16 Ottobre 2026
In India le manifestazioni dell’opposizione
Marco Santopadre    15 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA