• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Lula cerca la vittoria al primo turno

Lula cerca la vittoria al primo turno

Per non rischiare, nel lasso di tempo precedente a un eventuale ballottaggio, i possibili colpi di coda di Bolsonaro e dei militari

23 Settembre 2022 Livio Zanotti  881

In Brasile l’ombra del partito militare, sulle elezioni presidenziali e parlamentari del prossimo 2 ottobre, spinge Lula verso intese extra-large, alla ricerca di un’immediata maggioranza. Le incognite del mese circa che intercorrerebbe tra la prima consultazione e l’eventuale ballottaggio, suscitano inquietudini tali da riavvicinarlo ai peraltro non meno preoccupanti “moderati”, più di uno dei quali è stato a suo tempo rivale o alleato. I timori del presente diluiscono rancori e malintesi del passato. Bolsonaro, dato per perdente da tutti i sondaggi, denuncia infatti l’inaffidabilità del sistema elettorale (vigente, senza contestazioni, da vent’anni, e con cui è stato eletto lui stesso), dichiarando così che quello che si profila non è un normale confronto politico-elettorale, bensì una “sfida mortale tra il bene e il male”. E le forze armate, con quattrocento ufficiali superiori tra governo e alta burocrazia di Stato, ammoniscono che controlleranno, con un proprio sistema, contabilità e legalità dello scrutinio. Uno scrupolo improprio e inedito che genera gravi sospetti.

Il Paese è agitato dalle tensioni di una pesante crisi economica e di una turbolenta polarizzazione. I quattro anni di governo Bolsonaro hanno mancato le due sfide più attese: la difesa dei cittadini dalla violenza criminale nei grandi centri abitati; e poi la protezione dal Covid-19, ovunque e soprattutto nelle aree urbane sovraffollate. Gli indici dell’“Istituto brasileiro de geografia e estatistica” dicono che il crimine nelle città è aumentato, e il maggior numero dei morti viene registrato nelle operazioni d’intervento condotte dalla polizia militare. Quasi sempre accusata di reprimere indiscriminatamente – quando non di essere collusa con i narcotrafficanti che dominano le favelas. La pandemia, di cui Bolsonaro ha sempre negato il pericolo, definendola una “comune influenza”, ha provocato 685mila morti e danni economici enormi, riconosciuti dagli stessi governatori bolsonaristi, in aperto contrasto con il loro capo politico.

Bolsonaro ha inoltre tagliato pesantemente la spesa di sanità, istruzione e previdenza sociale per defiscalizzare i settori produttivi più colpiti dalla crisi energetica internazionale; ma, sebbene migliorata, è un anno circa che l’economia non risale su dalla recessione. La disoccupazione ufficiale è intorno al 9%, e il lavoro nero viene stimato in crescita, contrariamente ai salari. Risorge l’inflazione, vicina alle due cifre. Con 125 milioni di brasiliani in condizioni di penuria, 33 dei quali in povertà estrema, su una popolazione totale di 216 milioni. Non ha rianimato né i mercati né i suoi elettori la cavalcata propagandistica compiuta dal presidente con le celebrazioni del bicentenario dell’indipendenza nazionale (7 settembre). Così come le simpatie per Putin, riaffermate alla recente Assemblea generale delle Nazioni Unite. Qualche fessura si è anzi aperta nel suo vasto elettorato, influenzato dalle Chiese evangeliche devote alla tradizione e alla gerarchia sociale.

Questo è un fronte decisivo. Poiché, se nelle forme più marcatamente sociali (pentecostali e neo-pentecostali: la loro “teologia della prosperità” è un’esaltazione iper-volontaristica dell’individualismo, “basta volere per avere”) l’evangelismo è attivo soprattutto nelle zone di minore reddito e istruzione, il suo complesso agisce ormai nell’intera società brasiliana, e quindi in quasi mezza America latina. I dati dicono che – dalla metà del Novecento a oggi – i cattolici, nel più grande Paese sudamericano, sono passati dal 95 al 44,9%. Mentre nel medesimo periodo gli evangelici sono aumentati costantemente, salendo dal 2,7 al 39,6% della popolazione. Gli statistici ipotizzano, tra un decennio, il sorpasso di questi ultimi sui primi. Una transizione religiosa, quindi socioculturale, di portata epocale, che in meno di un secolo farebbe del “continente più cattolico del mondo” un “continente riformato”. Sebbene con numeri molto più contenuti, un’analoga tendenza è in atto anche negli altri Paesi della regione.

Lula, rassicurato dai sondaggi che gli attribuiscono quindici punti di vantaggio su Bolsonaro, ha rotto ogni indugio. Convocando il candidato a vicepresidente Geraldo Alckmin, un socialista proveniente dall’Opus dei, e l’economista Henrique Meirelles, già responsabile mondiale del Bank of Boston, presidente del Banco centrale brasiliano quando Lula era capo di Stato (tra il 2003 e il 2011), ma sostenitore di Bolsonaro, quattro anni fa (dunque non proprio il massimo per la sinistra radicale del Pt e per il Partito comunista che partecipa alla coalizione). Insieme hanno riunito pubblicamente i dirigenti delle sette formazioni politiche di sinistra-centro che li sostengono, chiedendo il voto di tutti i veri patrioti democratici. L’ecologista Marina Silva, storica avversaria di Lula e personaggio chiave nella destituzione della presidente Dilma Rousseff, ha chiesto di votare per Lula al fine di pacificare il Paese, disarticolare il partito militare e riaffermare la centralità della democrazia. L’indomani il dollaro è sceso, l’indice della Borsa di San Paolo è salito. Il “rischio-Paese” è oggi il “rischio-Bolsonaro”.

Nella foto: Lula da Silva e Geraldo Alckmin

889
Archiviato inAmerica latina Articoli Dossier
TagsBrasile centrodestra chiese evangeliche elezioni Geraldo Alckmin Henrique Meirelles intese extra-large Jair Bolsonaro Livio Zanotti Lula da Silva partito militare

Articolo precedente

Tik Tok e il voto del 25 settembre

Articolo successivo

Linke e non più Linke: il discorso di Sahra Wagenknecht

Livio Zanotti

Articoli correlati

Marielle Franco e la “resistenza intersezionale”

America latina tra rosso e nero

La Cop30 in Amazzonia

Trump e le deportazioni

Dello stesso autore

Lula sostituisce il comandante generale dell’esercito

Brasile, Bolsonaro ormai senza chance

Sudamerica, un subcontinente sotto pregiudizio

In Brasile vince la democrazia

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale o legge di distrazione di massa?
Paolo Barbieri    13 Maggio 2026
Disfatta laburista o fine di un sistema politico?
Agostino Petrillo    11 Maggio 2026
Ex Ilva, il gioco dell’oca
Guido Ruotolo    8 Maggio 2026
Ultimi articoli
L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale
Vittorio Bonanni    14 Maggio 2026
Quando il teatro è veramente politico
Katia Ippaso    14 Maggio 2026
Cuba sul filo del rasoio
Claudio Madricardo    12 Maggio 2026
In India si rafforza la destra di Modi
Marco Santopadre    8 Maggio 2026
Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti
Marianna Gatta    7 Maggio 2026
Ultime opinioni
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Economia pubblica o barbarie
Paolo Andruccioli    20 Aprile 2026
Ultimi ritratti
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA