• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Sudamerica, un subcontinente sotto pregiudizio

Sudamerica, un subcontinente sotto pregiudizio

La grande stampa utilizza per lo più degli stereotipi per riferirsi a una realtà complessa

23 Novembre 2022 Livio Zanotti  2658

Patria di oltre 450 milioni di esseri umani, molti dei quali figli e nipoti di emigrati italiani (da cui la voluminosa retorica sulla nostra parentela con quella propaggine di estremo Occidente, superaffollata di affettuosi e inscindibili vincoli sentimentali e di sangue), il Sudamerica appare, nondimeno, assai spesso nell’immaginario nostrano una terra più mitica che reale: certamente in modo fuorviante. Da lungo tempo, ormai, fonte di paragoni e suggestioni soprattutto negativi: una convenzionalità attigua al pregiudizio, la cui ripetitività vorrebbe normalizzare una volta per tutte. Così da trasfigurare tragedie e successi, progressi e regressioni in un unico, continuo stereotipo, che però coinvolge nel grottesco in primis gli autori di un simile linguaggio in stato confusionale.

Travagliate esperienze storiche, talvolta di carattere intercontinentale – per esempio il populismo –, estratte dal contesto, e spesso per ciò stesso falsate per ridurle a folclore sudamericano. Difficile dire se sia peggiore il permanente oblio riservato a quanto accade in buona parte dell’Africa e a non pochi, super-popolati Paesi dell’Asia. Ma a giudicare almeno da quanto se ne legge e se ne ascolta, stravolte nelle più che frequenti evocazioni dettate da eccessi di licenza poetica, quando non da franca ignoranza (quelle qui citate sono state pubblicate tutte insieme ad altre ancora nelle ultime due settimane). Sebbene l’informazione specializzata italiana sull’America latina sia invece di buon livello, e quella accademica anche migliore: ma quanti sono i suoi lettori?

Per lo più il movente è di natura eurocentrica (vale a dire: non confondiamoci con “altri” da noi): “Non ci servono gli osservatori elettorali come in Sudamerica …”, ho letto da una stimabilissima firma su uno dei maggiori quotidiani nazionali. Trascurando (lapsus mentis) una circostanza enorme e di strettissima attualità: le elezioni a oggi più contestate del mondo sono nell’America anglosassone e wasp, quelle che hanno portato Joe Biden alla Casa Bianca, e che a negarle legittimità sia Donald Trump solo aggiunge ulteriore inquietudine.

Nondimeno, i giornali italiani continuano da anni a scrivere, minimo una volta a settimana, di “repubblica bananera” in riferimento a un qualche Paese sudamericano. Ignorando che questa locuzione fu coniata nel secolo scorso dallo scrittore statunitense Sydney Porter – O. Henry il suo pseudonimo –, per denunciare il sistema di sfruttamento privato creato dalla compagnia statunitense United Fruit, in Honduras e in mezzo Centro America, grazie all’uso mercenario e repressivo di interi reggimenti dell’esercito colombiano. E non la corruzione politica dei moderni Stati sudamericani, che ovviamente non manca, così come se ne può trovare in abbondanza ai quattro capi del pianeta. Ma il Sudamerica è, a un tempo, noto e sconosciuto: vasto e vario, vicino e lontano, a sufficienza perché pigrizia mentale e superficialità gareggino con la fantasia letteraria per alloggiarvi la leggenda assai più spesso che la verità.

Neppure il sensibile e raffinato Paolo Conte ha potuto trattenersi: “Ahi, Sudamerica”: “Il giorno tropicale era un sudario / davanti ai grattacieli era un sipario…”. Sebbene sappia benissimo che il clima dell’uruguayana Montevideo ricorda forse più Torino che Rio de Janeiro. È stato lo stesso Gabriel García Márquez (nella famosa intervista del 1967 a Mario Vargas Llosa) a spiegare che Cent’anni di solitudine è un romanzo realista. Poiché il realismo magico, a suoavviso, è a tal punto reale da non poter essere descritto se non attraverso un linguaggio interpretativo fantasioso, iperbolico (ma mai caricaturale), che corrisponde alla vera realtà, indicibile per il linguaggio comune (nel senso di convenzionale, riconosciuto).

Quando poi (sempre a un grande giornale) accade di leggere, nella critica letteraria di un romanzo noir, che la vicenda “è ambientata in un Paese sudamericano comunista”, alludendo a Cuba, anche García Márquez, scoraggiato, con ogni probabilità non saprebbe cos’altro aggiungere. E se nell’estremo tentativo di salvare almeno nei casi di non flagrante offesa alla geografia, alla grammatica o al buon senso questa strampalata “creatività” metaforica, si volesse immaginare una sorta di straniamento brechtiano, sarebbe utile tenere conto che tante presunte estraneità e infondate credenze ostacolano seriamente una migliore, necessaria conoscenza reciproca con i sudamericani. Ovunque, il linguaggio che usiamo racconta di noi.

2.687
Archiviato inAmerica latina Articoli Dossier
TagsAmerica latina eurocentrismo grande stampa linguaggio Livio Zanotti pregiudizio Sudamerica

Articolo precedente

Caso Omerovic: gli agenti accusati anche di “tortura”

Articolo successivo

Legge di Bilancio: che cos’è una manovra di destra

Livio Zanotti

Articoli correlati

America latina tra rosso e nero

Prove di guerra al largo del Venezuela

Bolivia, al ballottaggio una destra liberale e un centrodestra populista

Cosa fu il Piano Condor

Dello stesso autore

Lula sostituisce il comandante generale dell’esercito

Brasile, Bolsonaro ormai senza chance

In Brasile vince la democrazia

Le elezioni brasiliane tra sparatorie e scandali

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Una rivolta e il suo capro espiatorio
Rino Genovese    28 Ottobre 2026
Per combattere davvero l’antisemitismo va rigettato un disegno di legge controproducente
Giorgio Graffi    26 Ottobre 2026
La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita
Paolo Andruccioli    22 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Rebus post-elettorale in Israele
Eliana Riva    30 Ottobre 2026
L’insostenibile pesantezza dell’intelligenza artificiale*
Massimo Florio    29 Ottobre 2026
Brasile, Lula fa il miracolo
Claudio Madricardo    29 Ottobre 2026
Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo
Guido Ruotolo    28 Ottobre 2026
Belgrado né con Bruxelles né con Mosca
Vittorio Bonanni    27 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Un buon senso molto Acerbo
Vittorio Bonanni    30 Ottobre 2026
Che bello consumare e non pagare!
Massimo Ilardi    26 Ottobre 2026
Come preservare la figura dell’umano nel nostro tempo?
Mario Pezzella    26 Ottobre 2026
Opposizione, ci vuole una visione del mondo
Andrea Ranieri    22 Ottobre 2026
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Ultime analisi
L’algoritmo del controllo
Marianna Gatta    29 Ottobre 2026
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giorgio Graffi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA