• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » In Francia la Taubira vince una primaria che non era tale

In Francia la Taubira vince una primaria che non era tale

La consultazione messa su con l’intento di arrivare a una candidatura unica della sinistra non risolve il problema, anzi lo complica

3 Febbraio 2022 Sandro De Toni  1334

E dunque Christiane Taubira vince la primaria popolare con il metodo del “giudizio maggioritario” al quale hanno partecipato 393.000 elettori, l’84% degli iscritti, con la menzione “bene più”. Seguono il verde Yannick Jadot (“abbastanza bene più”) e Jean-Luc Mélenchon (“abbastanza bene meno”). La socialista Anne Hidalgo finisce addirittura quinta (“passabile”) perfino dietro allo sconosciuto Pierre Larrouturou. Sembra una pagella scolastica. Va ricordato (leggi qui e qui) che i tre principali leader della sinistra avevano rifiutato di partecipare, e i loro nomi erano stati inseriti nelle schede loro malgrado. Hidalgo aveva prima aderito con entusiasmo, per poi cambiare idea; mentre il comunista Fabien Roussel, che rappresenta una sensibilità storicamente presente nella gauche, era stato escluso senza una vera spiegazione. La scommessa numerica sulla partecipazione è stata sicuramente vinta. Un po’ meno quella politica volta a favorire la riunificazione delle diverse forze della sinistra.

Le adesioni alla primaria popolare indicano che la politica oggi si svolge anche fuori dai partiti, come peraltro aveva dimostrato il movimento Le Printemps marseillais (“La Primavera marsigliese”), che era riuscito a eleggere il sindaco della seconda città francese. Un altro indizio della crisi dei partiti era emerso con le elezioni amministrative e il fiorire di liste civiche. Quasi nessuna attenzione era stata inoltre prestata dai partiti, salvo rare eccezioni, ai cahiers de doléances elaborati in seguito alle mobilitazioni dei gilets jaunes.

L’unica vera candidata era dunque Taubira, il cui profilo politico è quello di una politica di lungo corso, nota e stimata per la sua difesa dei diritti civili (per avere come ministro della Giustizia fatto approvare la legge sul matrimonio omosessuale), ma nello stesso tempo abbastanza liberale sul terreno sociale. Un’oratrice eloquente, e tuttavia, com’è stato sottolineato dal portavoce del candidato comunista: “Le poesie vanno bene, sono anche indispensabili, ma non sono sufficienti a riempire il frigorifero”. Battuta un po’ greve, ma che rende l’idea. Dunque, una sorta di Emma Bonino francese, se è consentito il paragone.

Per partecipare al voto online, occorreva indicare le proprie generalità, avere un computer o uno smartphone e indicare il numero della propria carta di credito bancaria: modalità che non stimolavano certo la partecipazione dei ceti popolari. In pratica, una sorta di concilio della sinistra “morale” dei centri urbani. Si trattava, in buona sostanza, di appoggiare una persona senza un vero programma e sulla base di un evanescente zoccolo comune di proposte elaborato dai promotori della primaria.

Nel frattempo l’ultimo sondaggio di Cluster17, che si è svolto tra il 25 e il 29 gennaio (e dunque prima che fossero noti i risultati), mostra una situazione ancora ferma, con Macron in testa (22,5%) seguito da quattro candidati che si contendono l’accesso al secondo turno: Le Pen (14,5%), Zemmour (14,5%), Pécresse (14%) e Mélenchon (13%). I prossimi sondaggi ci diranno se la vittoria, peraltro data per scontata, di Taubira ha cambiato gli orientamenti degli elettori. Al momento, Taubira è al 6% davanti a Jadot (5%) e a Hidalgo (2%).

Un rendez-vous mancato

Questa “investitura” non è riuscita a unificare le diverse forze della sinistra. Nel migliore dei casi, siamo a un’ennesima tappa del percorso per la definizione delle candidature, più realisticamente in un vicolo cieco. Nei fatti, una candidatura in più a sinistra (almeno otto attualmente!). Il comunista Roussel ha messo in luce come Taubira non abbia al momento un vero e proprio programma – un dato che a circa ottanta giorni dalle presidenziali rappresenta un problema notevole –, e ha sottolineato come gli organizzatori della primaria abbiano scelto di “far votare sulle personalità, su dei nomi e non su un programma”. Peraltro non si è svolto alcun dibattito tra i candidati.

La metodologia del “giudizio maggioritario” – inventata nel 2002 da due matematici francesi, Michel Balinski e Rida Laraki – si basa sul calcolo di una mediana. Questa modalità di consultazione, concentrata più sul metodo che sulle idee, non ha certo contribuito a elevare il livello del confronto politico. Ma questo dispositivo ha anche ingarbugliato la lettura dei risultati, complicando per i più la comprensione dei dati ottenuti: e in definitiva ha coinvolto un serraglio di intellettuali già convinto dell’importanza di questo genere di innovazioni. Infatti, i ceti popolari si identificano maggiormente con il lavoro di propaganda sul terreno, e il confronto diretto con il campo avverso, che non con tecniche partecipative sofisticate.

Paradossalmente, ma non troppo, la vittoria di Taubira crea problemi soprattutto al Partito socialista, che formalmente continua a schierarsi dietro la sindaca di Parigi Hidalgo, ma teme che una pesante sconfitta alle presidenziali sia il preludio di una sonora débâcle alle legislative di giugno. I socialisti, per garantirsi i seggi, devono siglare un accordo, ma con chi? I deputati del Ps sono minacciati dalle pretese un po’ velleitarie dei verdi che, non essendo radicati da nessuna parte, vogliono mettere loro candidati dappertutto. Nei 163 collegi in cui la gauche può vincere occorrerebbe fare un accordo non solo con i verdi, ma anche con gli elettori della primaria popolare, il Partito radicale di sinistra e il Partito comunista, per non parlare degli insoumis. Non proprio una passeggiata.

Se la prima cittadina parigina si intestardisce trascinerà il suo partito nel baratro. Diversi pezzi grossi socialisti hanno già manifestato il loro appoggio alla vincitrice delle primarie, a partire dal sindaco di Marsiglia, Benoît Payan. La numero due del partito, Corinne Narassiguin, aveva descritto le primarie popolari come “una volontà civica di riconciliare la sinistra con se stessa e di rifiutare il suo sfarinamento”. Dissidenti redarguiti dal segretario Olivier Faure, ma fino a quando? Certo all’indomani delle primarie il segretario aveva dichiarato che “il Partito socialista e Hidalgo sono la stessa cosa”, ma segretamente molti nel partito sperano che la stessa sindaca si decida a rinunciare alla candidatura. L’ex presidente Hollande ha dichiarato che si pronuncerà a metà febbraio, quasi una minaccia. Non proprio amichevole il commento di Mélenchon: “La povera Anne Hidalgo è caduta da cavallo e, quando si cade da cavallo, è impossibile risalire in sella”.

Tutto dipenderà dai sondaggi del mese di febbraio. Qualora l’ex-ministra della Giustizia dovesse superare di molto le preferenze per i candidati ecologista e socialista, sarà difficile per il Partito socialista continuare a sostenere Hidalgo. Certo Taubira deve ancora presentare un vero programma, e il rischio per lei è di rimanere inchiodata a una percentuale intorno al 6%. La candidatura dell’ex-ministra pone inoltre molti più problemi a Jadot che agli insoumis. Il suo elettorato potenziale, quello della nuova generazione che si è mobilitato per il clima, potrebbe essere attratto dalla proposta di Taubira.

Nel frattempo, la candidata alla primaria Anna Agueb-Porterie ha deciso di appoggiare Mélenchon per il suo programma, sostenendo che l’unico risultato della consultazione è stato quello di ottenere una candidata in più. Tesi peraltro sostenuta da tutti i leader della sinistra. Certo, la France Insoumise ha attratto elettori dei ceti popolari, in particolare quelli originari dell’immigrazione e collocati nelle tradizionali roccaforti della gauche laica e repubblicana del Sud-ovest della Francia, ma non è riuscita a radicarsi adeguatamente nei territori. La scommessa è allora quella di emanciparsi dalla dipendenza dal suo leader Mélenchon.

1.343
Archiviato inArticoli
TagsChristiane Taubira Francia primarie risultati Sandro De Toni sinistra

Articolo precedente

Tra la Russia e la Nato una partita che riguarda l’Europa e l’Italia

Articolo successivo

Il discorso del Presidente

Sandro De Toni

Articoli correlati

Una critica delle primarie

La tratta degli schiavi crimine contro l’umanità

Segnali incoraggianti, ma…

Incubo primarie

Dello stesso autore

Difesa europea, una chimera?

Le presidenziali francesi e il voto utile a sinistra

Corsica, una sommossa che dura da più di quindici giorni

Tra la Russia e l’Ucraina una mediazione cinese?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
La crisi delle città creative
Agostino Petrillo    15 Aprile 2026
Tajani cameriere di casa Berlusconi
Rino Genovese    13 Aprile 2026
Trump: “Un’intera civiltà scomparirà questa notte…”. Poi una tregua
Rino Genovese    8 Aprile 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, il ministro Urso contro il sindaco di Taranto
Guido Ruotolo    17 Aprile 2026
La nuova centralità diplomatica del Pakistan
Marco Santopadre    14 Aprile 2026
Orbán va a casa, l’Ungheria torna “normale”
Vittorio Bonanni    13 Aprile 2026
L’Estonia, i russi e l’apartheid 
Vittorio Bonanni    10 Aprile 2026
In Libano nessuna tregua
Eliana Riva    9 Aprile 2026
Ultime opinioni
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Una critica delle primarie
Claudio Bazzocchi    10 Aprile 2026
I giovani e la loro prudenza attiva
Stefania Tirini    26 Marzo 2026
Referendum, grande vittoria del “no”
Stefania Limiti    23 Marzo 2026
Dubai, un mare di guai…
Agostino Petrillo    5 Marzo 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Vocazione e povertà
Katia Ippaso    31 Marzo 2026
Vittorio Occorsio, ovvero della giustizia
Stefania Limiti    16 Marzo 2026
Ultime interviste
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
“Gli imprenditori hanno smesso di fare industria. Conta solo la rendita finanziaria”
Paolo Andruccioli    27 Febbraio 2026
Ultimi ritratti
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA