• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » In Francia il duello a sinistra tra Taubira e Hidalgo

In Francia il duello a sinistra tra Taubira e Hidalgo

Le due candidate si misurano da oggi in una consultazione online, che avrà un peso nell’area più moderata della “gauche”

27 Gennaio 2022 Sandro De Toni  1528

Partono giovedì 27 gennaio le primarie popolari, i cui risultati si conosceranno domenica 30 sera. L’unica “vera” candidata è Christiane Taubira, a cui si aggiungono tre perfetti sconosciuti; per la cronaca: Pierre Larrouturou, Charlotte Marchandise, Anna Agueb-Porterie. I tre leader “di peso” della sinistra – Anne Hidalgo, Yannick Jadot e Jean-Luc Mélenchon – si sono rifiutati di partecipare; anzi, il presidente della France Insoumise ha chiesto formalmente agli organizzatori di non mettere il suo nome sulle schede. Lo stesso ha fatto Jadot. Paradossalmente l’unione della gauche è stata ottenuta ma… solo contro le primarie. Saranno dunque primarie di “investitura”, di cui nessuno o quasi riconoscerà il risultato. La stessa Taubira ha affermato, in maniera sibillina: “Vedremo il risultato (…), soprattutto dovremmo porre delle domande a quelli che proclamano l’esigenza dell’unione della sinistra ma non ne accettano il rischio”. Dunque, chissà.

Queste primarie a cui si sono iscritti 467mila elettori avranno comunque un peso soprattutto nell’area più moderata della sinistra: in particolare, influenzeranno la scelta del partito e degli elettori socialisti, dirimendo, con ogni probabilità, il duello tra le due candidate di area socialista in campo, Hidalgo e Taubira. Anche il verde Jadot rischia di vedere una parte del suo elettorato risucchiato dalla Taubira, probabile vincitrice di questo confronto. L’elettorato di Mélenchon è più stabile e molto militante; il candidato della France Insoumise, nel frattempo, sta raccogliendo adesioni tra i quadri comunisti (deputati e sindaci), e tra gli esponenti di movimenti ecologisti che criticano il programma troppo blando di Jadot.

L’ultimo sondaggio (realizzato da Cluster17, tra il 18 e il 22 gennaio) fotografa una situazione relativamente statica tra i diversi pretendenti all’Eliseo. Macron non decolla, ma guida la corsa con il 22% delle intenzioni di voto, seguito dai candidati di destra (Le Pen 15%, Pécresse 14%, Zemmour 14%), mentre a sinistra Mélenchon distacca gli altri candidati con il 13%, seguito dalla Taubira (6%), Jadot (5%), nonché Hidalgo e il comunista Roussel, ambedue al 2%.

Come si svolgeranno le primarie popolari

Le votazioni si svolgeranno online. Gli elettori dovranno dare un voto a tutti i candidati scrivendo accanto a ognuno dei sette nomi un giudizio che potrà variare da “molto positivo” a “positivo”, da “abbastanza positivo” a “sufficiente”, oppure “insufficiente”. Il voto è sottoposto alla vigilanza di una “Alta autorità di controllo”. La campagna per le primarie popolari è stata promossa da due trentenni, Samuel Grzybowski e Mathilde Imer, che nel marzo 2021 hanno fondato l’associazione “2022 o mai più”. Mathilde è laureata in biologia e in scienze politiche, militante ecologista è tra i promotori della “causa del secolo”, che ha portato in giudizio il governo francese per “inazione climatica”; rifiuta l’etichetta di ecologista bobo – ossia quelli delle Ztl, diremmo noi –e sostiene un’ecologia popolare, rivendicando la sua partecipazione nei weekend alle occupazioni delle rotatorie con i gilets jaunes. Samuel è un cattolico di sinistra, gandhiano, laureato alla Sorbona, fondatore di “Coesister”, un movimento che si impegna per il dialogo interreligioso.

Nessun dibattito è stato organizzato tra i candidati. Salvo che tra i tre minori (e praticamente sconosciuti ai più), in un confronto organizzato dalla rete televisiva “Franceinfo”, al quale la stessa Taubira ha dato forfait e inviato il suo portaparola. Gli iscritti alle primarie sono quattro volte i partecipanti alle primarie dei verdi (122mila), ma di molto inferiori ai due milioni che avevano espresso le loro preferenze nelle primarie socialiste del 2017 dove la designazione di Benoît Hamon non fu rispettata dal suo sfidante sconfitto, Manuel Valls, che decise di sostenere Macron, condannando il povero Hamon a un misero 6% alle elezioni presidenziali. In quella elezione un terzo degli elettori di Hollande votò per l’attuale presidente. In ogni caso, le primarie rappresentano un fatto politico di cui tutti i leader in un modo o nell’altro dovranno tener conto. Ovviamente non è scontato che tutti quelli che si siano iscritti vi partecipino poi effettivamente. Molto del peso di questa consultazione dipenderà dal tasso di partecipazione, dalla personalità che sarà designata, e dalla circostanza che ci sia o no un plebiscito a riguardo. Fermo restando che la modalità di voto scelta, e dunque i risultati che si otterranno, sono molto opinabili.

Non sono comunque mancate le gaffe da parte dei promotori. In particolare, è circolato un video nel quale Grzybowski dà l’indicazione agli attivisti impegnati nell’organizzazione delle primarie di impedire ai candidati di sinistra meglio piazzati di ottenere i cinquecento “padrini” (le firme dei sindaci e degli eletti che danno il loro sostegno) necessari per la presentazione formale delle candidature. Molti sospettano che tutta questa mobilitazione serva solo a tenere in vita un Partito socialista in affanno, oppure più semplicemente che sia una macchina pro-Taubira.

In ogni caso Hidalgo, dopo avere affermato in un primo momento di volere partecipare alle primarie, ha dichiarato espressamente che non terrà conto del loro risultato, a motivo del rifiuto di Jadot di prendervi parte. Molti socialisti la stanno abbandonando. Il partito sembra non partecipare più attivamente alla sua campagna. Si sospetta che lo stesso segretario, Olivier Faure, voglia sostenere Taubira. Le sale dei comizi di Hidalgo sono semivuote, e diverse federazioni del partito hanno invitato i propri aderenti a partecipare alla consultazione. Lo stesso Hollande si è riservato di esprimersi dopo il suo risultato. Le difficoltà incontrate dalla candidatura della sindaca di Parigi sono l’immagine di un Partito socialista che affonda, di un Titanic alla deriva. Lo testimonia il calo drammatico degli iscritti passati dagli 111.430 del 2016 (per non citare i 213.600 tesserati del 1982) ai 22mila di oggi. Per i dirigenti socialisti il problema consiste anche nell’avere un candidato o una candidata che superi il 5% dei suffragi, per potere usufruire del rimborso delle spese della campagna elettorale, quota che Hidalgo non sembra garantire. In questa situazione Taubira fa la figura di salvatrice della patria.

Taubira, l’opzione social-liberale

A 69 anni, Christiane Taubira è un’icona della sinistra dei diritti civili. Nata a Caienna, nella Guyana francese, economista, ha cominciato la sua vita politica come indipendente; deputata nel 1993, ha votato la fiducia al governo della destra gollista di Balladur. Si è presentata nel 1994 alle europee nella lista dei radicali (un po’ l’equivalente del nostro Partito repubblicano di Ugo La Malfa) dell’imprenditore Bernard Tapie. Dopo essere entrata nel gruppo socialista nel 1997, si è presentata nel 2002 alle presidenziali con un programma neoliberale, raccogliendo un misero 2%, che comunque contribuì a impedire, al candidato socialista Lionel Jospin, l’accesso al secondo turno. Tra il 2007 ed il 2012, è ritornata nel gruppo socialista per diventare poi, dal 2012 al 2016, ministra della Giustizia sotto la presidenza di Hollande, di cui è stata portavoce nella campagna elettorale.

Il suo programma del 2002 aveva un’impostazione liberista. Taubira proponeva il taglio delle imposte sui più ricchi per favorire gli investimenti (la famigerata teoria dello “sgocciolamento”), pensioni calcolate con il sistema a capitalizzazione¸ diminuzione massiccia dei carichi fiscali e contributivi per favorire l’occupazione, fiscalizzazione dei costi del welfare con la soppressione progressiva dei contributi sociali pagati dalle aziende, “aggiustamento” dei servizi pubblici.

Ovviamente sono passati vent’anni dalla redazione di quel programma. Ma la politica economica di Hollande è stata una delle più a destra degli ultimi trenta (Macron a parte). E lei, per quattro anni, è rimasta a fianco di ministri come Valls e come lo stesso Macron, dando il suo avallo alle politiche che hanno precarizzato la società: i sessanta miliardi senza contropartite alle imprese, le leggi sul mercato del lavoro, l’insieme delle politiche di austerità. Si è certo opposta alla legge El Khomri (il jobs act francese), ma si era già dimessa dal governo nel gennaio 2016: troppo facile.

La vera rottura con il governo socialista avvenne su un altro terreno, quello della proposta di revoca della nazionalità per i condannati per terrorismo. È infatti sul terreno dei diritti civili che Taubira ha conquistato statura politica e consenso. Già nel 2001, aveva fatto adottare una legge che riconosceva lo schiavismo come crimine contro l’umanità e le pesanti responsabilità della Francia nella tratta di essere umani. Come ministra della Giustizia, fece adottare nel 2013 una legge che ha introdotto il matrimonio omosessuale. Il suo programma attuale è abbastanza indefinito. In ogni caso, abile oratrice, donna nera (oppure “marrone”, come si definisce autoironicamente), è diventata una figura simbolica con un forte carisma. Il suo problema, oltre alla mancanza di un vero programma, è che non ha “padrini” né quadri (solo il piccolo Partito radicale di sinistra la appoggia), né soldi. La sua forbita oratoria certo non sarà sufficiente a portarla al secondo turno delle presidenziali, se dovesse essere lei la prescelta.

Nella foto: Anne Hidalgo e Christiane Taubira

1.539
Archiviato inArticoli
TagsAnne Hidalgo Christiane Taubira elezioni presidenziali francesi Francia primarie Sandro De Toni sinistra

Articolo precedente

La questione ucraina e i dilemmi della Germania

Articolo successivo

Tassonomia verde, il tradimento della Commissione europea su gas e nucleare

Sandro De Toni

Articoli correlati

Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali

In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

In Spagna la nuova sinistra andalusa

Conte apre al centro, per fare cosa?

Dello stesso autore

Difesa europea, una chimera?

Le presidenziali francesi e il voto utile a sinistra

Corsica, una sommossa che dura da più di quindici giorni

Tra la Russia e l’Ucraina una mediazione cinese?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ritorna il nucleare, con il trucco
Paolo Andruccioli    10 Giugno 2026
Su Milano l’ombra del modello Doha
Paolo Barbieri    9 Giugno 2026
Patrimoniale, perché parlarne?
Rino Genovese    8 Giugno 2026
Ultimi articoli
Perù, contesa elettorale all’ultimo voto
Claudio Madricardo    10 Giugno 2026
Legge elettorale: il testo base c’è
Stefania Limiti    9 Giugno 2026
In Armenia vince di nuovo l’Europa
Vittorio Bonanni    9 Giugno 2026
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Stragi del 1993: archiviazione per Dell’Utri (e Silvio)
Stefania Limiti    5 Giugno 2026
Ultime opinioni
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA