• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Tassonomia verde, il tradimento della Commissione europea su gas e nucleare

Tassonomia verde, il tradimento della Commissione europea su gas e nucleare

Tutti i particolari intorno al “colpo di mano” dell’ultimo dell’anno, che gratifica le lobby

28 Gennaio 2022 Lorenzo Consoli  2463

È la storia di un tradimento, il tradimento di una promessa di trasparenza da parte della Commissione europea, quello della fiducia degli ambientalisti e degli investitori, e dell’impegno a rispettare criteri oggettivi e valutazioni scientifiche, il tradimento dell’ambizione di creare uno “standard aureo” per la definizione degli investimenti verdi che si sarebbe imposto al mondo intero, alla finanza globale, come il migliore, il più completo, il più solido, il più coerente e il più affidabile. È la storia, non ancora conclusa, della cosiddetta Tassonomia europea degli investimenti sostenibili. 

La Tassonomia è l’insieme dei criteri per la classificazione delle attività economiche che potranno essere definite come “sostenibili” dal punto di vista ecologico e climatico, al fine di attrarre gli investitori sensibili a queste tematiche, a garantire che i loro investimenti non siano dirottati dal greenwashing (le rivendicazioni di marketing ingannevoli) verso attività che contribuiscono poco o per niente, o che sono addirittura dannose, per il conseguimento degli obiettivi ambientali dichiarati.

Nel Regolamento europeo sulla Tassonomia, già in vigore, vengono definiti sei obiettivi ambientali: mitigazione del riscaldamento globale e adattamento alle sue conseguenze, transizione all’economia circolare, protezione degli ambienti acquatici e delle risorse marine, prevenzione e controllo dell’inquinamento di aria, acqua e suolo, e infine protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi. La classificazione degli investimenti verdi considera in quale misura un’attività economica che voglia essere qualificata come sostenibile “contribuisce sostanzialmente” al raggiungimento di almeno uno dei sei obiettivi, senza “provocare un danno significativo” (principio do not significant harm) a nessuno degli altri cinque.  
 
Il 31 dicembre scorso, a poche ore dalla fine dell’anno, nel vuoto pneumatico delle istituzioni europee chiuse, con giornalisti, politici e Ong in vacanza, la Commissione ha finalmente emesso una bozza del suo “atto delegato complementare” della Tassonomia relativo al gas e al nucleare, che era atteso da mesi. Il gas e il nucleare, a certe condizioni (più precise nel primo caso, meno nel secondo), venivano considerati come attività economiche “di transizione”, e dunque ammessi nella lista degli investimenti verdi, perché, concludeva la Commissione, possono fornire un “contributo sostanziale”, anche se temporaneo, alla decarbonizzazione del sistema energetico.  

In realtà, la bozza non è mai stata pubblicata formalmente, ma è stata inviata alla consultazione degli Stati membri, del parlamento europeo e dei gruppi di esperti incaricati di fornire pareri, con una scadenza per inviare i commenti sorprendentemente breve, il 12 gennaio, prorogata poi di altri dieci giorni. La bozza è arrivata naturalmente, per via non ufficiale, alla stampa, alle lobby e alle Ong ambientaliste, che hanno cominciato ad analizzarla e a commentarla, spesso in modo molto critico, nei primi giorni di gennaio; fino a che non è giunta, il 21 gennaio, la reazione formale della “Piattaforma sulla finanza sostenibile”, un gruppo di consulenza, composto di 57 esperti e 11 osservatori, creato dalla stessa Commissione europea, che ha bocciato senza appello la proposta.  

Le condizioni affinché il nucleare abbia accesso agli investimenti della Tassonomia riguardano innanzitutto le attività cosiddette pre-commerciali nello sviluppo delle tecnologie più avanzate con minimizzazione della produzione di scorie, la costruzione di nuovi reattori che utilizzino le migliori tecnologie disponibili (e in particolare i futuri impianti cosiddetti di “terza generazione”), e, soprattutto, le attività di generazione elettrica dalle centrali nucleari esistenti, se saranno oggetto di una proroga del loro iniziale ciclo di vita autorizzata prima del 2040.

In più, per avere i finanziamenti della Tassonomia verde, i progetti nucleari dovranno poter contare su un fondo “adeguato” alla gestione delle scorie radioattive e uno allo smantellamento (decommissioning) degli impianti alla fine del loro ciclo di vita. Inoltre, tutti i progetti da finanziare dovranno aver predisposto dei “depositi finali” (disposal facilities) per le scorie con livello basso o intermedio di radioattività, mentre quelli autorizzati dopo il 2025 dovranno presentare dei piani dettagliati per rendere pienamente operativi “entro il 2050” dei depositi geologici profondi per le scorie ad alto livello di radioattività.

La Commissione, come non ha mancato di denunciare la Piattaforma sulla finanza sostenibile, non ha presentato alcuna “valutazione d’impatto” per elaborare queste condizioni di ammissibilità del nucleare. In particolare, i depositi geologici profondi per le scorie altamente radioattive (e che restano tali per centinaia di migliaia di anni) non esistono ancora in nessun luogo al mondo: il primo è previsto per il 2024 in Finlandia, mentre Svezia e Francia prevedono di averne uno operativo entro la fine del decennio. 

Inoltre, la Commissione pone all’industria nucleare e agli Stati semplicemente la condizione di presentare i piani per i depositi geologici, senza specificare come debbano essere fatti, quali princìpi e criteri rispettare.  Considerare il nucleare (quello attuale) sostenibile oggi, e permettere alle imprese del comparto di ottenere gli investimenti della Tassonomia, a condizione che si impegnino genericamente a concretizzare fra trent’anni una soluzione che oggi è solo teorica, un’ipotesi non ancora verificata nella realtà, è quantomeno rischioso. E se i depositi geologici profondi si rivelassero, in realtà, come una soluzione inadeguata o impraticabile? Quali strumenti avrebbe a disposizione la Commissione per far rispettare ex post, fra trent’anni, le condizioni che dovrebbero essere soddisfatte oggi per ottenere, ex ante gli investimenti della Tassonomia? 

Per quanto concerne il gas, l’Atto delegato complementare riguarda la generazione di energia elettrica, la cogenerazione ad alta efficienza di energia e di calore, e infine i cosiddetti distretti per la produzione di tele-riscaldamento o raffreddamento (district heating and cooling systems). La bozza conferma che potranno accedere agli investimenti della Tassonomia tutti gli impianti che producono meno di 100 grammi di CO2 per kWh, un limite molto basso che può essere raggiunto solo dalle installazioni che usino sistemi di sequestro e stoccaggio della CO2 (Carbon Capture and Storage, Ccs). Questa condizione non è soggetta a una clausola temporale.

Gli altri impianti saranno sottoposti invece a una sunset clause, una data limite oltre la quale non potranno più accedere agli investimenti della Tassonomia: sarà ammessa, ma solo fino al 2030, la costruzione di centrali elettriche a gas che producono fino a 270g di CO2 per kWh, oppure che riescono a mantenere una media annuale di 550 kg di CO2 per kWh, calcolata su vent’anni. Inoltre, si dovrà dimostrare: 1) che l’impianto a gas non può essere sostituito, in modo efficiente e per la stessa capacità, da un impianto di energia rinnovabile; 2) che la nuova installazione ne sostituisce una pre-esistente ad alte emissioni (soprattutto a carbone); 3) che non vi sia, con il nuovo impianto, un aumento di capacità superiore al 15%;  4) che la  sostituzione dei vecchi impianti con i nuovi porti a una riduzione delle emissioni a effetto serra di almeno il 55% per kWh di energia prodotta; 5) che lo Stato membro in cui ha sede l’impianto abbia già preso l’impegno di eliminare progressivamente le centrali energetiche a carbone sul proprio territorio.

Infine, per ottenere gli investimenti della Tassonomia verde, gli impianti dovranno miscelare col gas naturale (blending) almeno il 30% di altri gas “a basso contenuto di carbonio” (gas sintetici, biogas e idrogeno) entro il primo gennaio 2026. Il blending dovrà arrivare poi al 55% entro il primo gennaio 2030, e al 100% entro il 31 dicembre 2035. Secondo la definizione, i gas a basso contenuto di carbonio devono produrre il 70% di emissioni in meno rispetto al normale gas fossile.

Da notare che la Commissione finisce con il mettere sullo stesso piano due soglie massime di emissione per gli impianti a gas che le norme precedenti della Tassonomia avevano invece fissato per due applicazioni molto diverse: la prima, pari a 100g di CO2 per kWh, per determinare se vi sia un “contributo sostanziale” all’obiettivo climatico, e la seconda, di 270g per di CO2 per Kwh, per valutare se vi sia un “danno significativo” agli obiettivi ambientali. 

Questa contraddizione è stata rilevata dalla Piattaforma sulla finanza sostenibile, che ha sottolineato anche come non ci sia modo di assicurare oggi il rispetto, alle tre date future previste (2026, 2030 e 2035), del prescritto aumento progressivo del contenuto decarbonizzato nel blending del gas. Anche in questo caso, gli investimenti verdi verrebbero ammessi e forniti ex ante sulla base di una promessa che potrebbe non essere mantenuta. 

Il parere della Piattaforma sulla finanza sostenibile demolisce sistematicamente le argomentazioni della Commissione, con la denuncia di incoerenze tali da rafforzare il sospetto di un intervento al più alto livello (il gabinetto della presidente, Ursula von der Leyen) per imporre le conclusioni favorevoli al gas e al nucleare sul lavoro dei servizi tecnici, che senza questa forzatura politica non sarebbero caduti in contraddizioni così grossolane.  

Sono incoerenze e forzature che renderebbero necessaria e urgente una revisione attenta della bozza prima che sia presentata formalmente come Atto delegato, che il Consiglio dell’Unione e il parlamento europeo non potranno più a quel punto emendare, ma solo approvare o respingere in blocco. La bocciatura, tuttavia, è molto improbabile da parte dei governi, perché è richiesta la maggioranza qualificata in Consiglio (venti paesi che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’Unione), ed è piuttosto difficile (anche se più praticabile) nell’europarlamento, dove è necessaria la maggioranza dei membri (maggioranza assoluta, ossia almeno 353 voti). La Commissione, invece, sembra disposta a introdurre solo alcune modifiche minori nella versione definitiva, come ha detto recentemente la commissaria per i Servizi finanziari, Mairead McGuinnes, lasciando invariato l’impianto generale della bozza.   

Resta comunque la possibilità di un ricorso alla Corte europea di giustizia, già minacciato dai governi di Austria e Lussemburgo; ed è una via che potrebbe essere intrapresa anche dal parlamento europeo.

2.481
Archiviato inArticoli
Tagsambiente Commissione europea gas investimenti verdi Lorenzo Consoli nucleare Piattaforma sulla finanza sostenibile tassonomia

Articolo precedente

In Francia il duello a sinistra tra Taubira e Hidalgo

Articolo successivo

Amaro brindisi a Mattarella

Lorenzo Consoli

Articoli correlati

Unione europea, il compromesso dei Ventisette sul clima

L’Unione e la difesa comune

Dietro la non sfiducia a von der Leyen

Gaza e Cisgiordania, i Ventisette alla prova dei fatti

Dello stesso autore

Unione europea, il compromesso dei Ventisette sul clima

L’Unione e la difesa comune

Dietro la non sfiducia a von der Leyen

Gaza e Cisgiordania, i Ventisette alla prova dei fatti

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
È fuori dal tempo bandire gli smartphone dalle scuole
Stefania Tirini    5 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Quell’antico amore per la Groenlandia
Vittorio Bonanni    8 Gennaio 2026
La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica
Agostino Petrillo    7 Gennaio 2026
Ultime opinioni
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
A Prodi la sinistra non piace
Vittorio Bonanni    18 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA