• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Opinioni » Strategie di crisi e kit di sopravvivenza

Strategie di crisi e kit di sopravvivenza

La Commissione europea sembra giocare con le paure dei cittadini e delle cittadine

28 Marzo 2025 Marianna Gatta  1587

A enfatizzare la sensazione di trovarsi sull’orlo di un burrone geopolitico e climatico, è arrivata la “Strategia dell’Unione europea in materia di preparazione per prevenire e reagire alle minacce e alle crisi emergenti”, presentata il 26 marzo a Bruxelles. Si tratta di una risposta a eventi che hanno caratterizzato gli ultimi anni, come la pandemia, i devastanti incendi in diverse regioni di Europa e l’invasione russa dell’Ucraina, che hanno dimostrato quanto sia fondamentale una reazione tempestiva e ben coordinata per minimizzare i danni e salvare vite umane. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha sottolineato che l’Unione dovrà fare affidamento su una serie di misure di prevenzione e allarme: “Le nuove sfide richiedono un livello di preparazione senza precedenti. Abbiamo bisogno degli strumenti giusti per agire anticipatamente e reagire rapidamente quando si verificano disastri. Gli Stati membri, i nostri cittadini e le imprese devono poter contare su sistemi di allerta precoce e piani di azione ben definiti per rispondere a emergenze di varia natura”.

Volta a rafforzare le capacità di reazione e preparazione nei confronti di future circostanze critiche, la strategia affronta le insidie più varie: dagli attacchi informatici alle emergenze nucleari, dalla disinformazione alle minacce chimiche, biologiche e radiologiche. Il piano si basa su tre pilastri fondamentali: il primo riguarda la creazione di centri specializzati. Come riportato da “The Guardian”, prevede una vera e propria “riserva strategica” di attrezzature mediche, sistemi di trasporto e altre risorse fondamentali, distribuite in modo capillare in tutto il continente.

Un secondo punto è rappresentato dall’incremento della prevenzione in aree particolarmente vulnerabili, come le zone soggette a inondazioni o incendi. Tra le misure concrete, vi è la creazione di un hub di crisi dell’Unione, per garantire una migliore integrazione tra le strutture esistenti a livello comunitario e nazionale. Si mira a perfezionare ciò che veramente manca all’Europa, ossia il coordinamento tra gli Stati membri che, di fatto, proseguono ognuno per la sua strada.

Infine – e qui casca l’asino – il terzo punto del piano strategico si concentra sulla preparazione individuale dei cittadini, riferendosi alla promozione di una cultura della sicurezza. “Essere consapevoli dei pericoli e prepararsi ad affrontarli non significa seminare il panico, ma, al contrario, evitare comportamenti irrazionali”, ha dichiarato la commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, durante la conferenza stampa di presentazione della strategia. “Ricordate le scene di persone che affollavano i supermercati per comprare carta igienica durante la pandemia? Questo non le avrebbe protette dal virus. Essere preparati, invece, significa sapere come reagire, chi contattare e cosa fare in situazioni di emergenza”.

Se questo è l’obiettivo, diventa allora cruciale il modo in cui viene comunicato agli interessati. Ciò che abbiamo visto, nel video prodotto da Hadja Lahbib, è caratterizzato invece da un’ironia maldestra, condita da frasi a schermo intero, tipica dell’epoca social, accompagnata da una musichetta degna di un film di Stanlio e Ollio, che schernisce il pubblico. A un primo sguardo, sembrerebbe la promozione di un’influencer alle prime armi, che mostra come fare la beauty routine, e non il messaggio di un’esponente della Commissione europea che spiega alla popolazione cosa portare con sé in caso di emergenza. Anche questo, come altri contenuti che stiamo vedendo in questo periodo, ha il gusto amaro della beffa. Se, come sottolineato da Hadja Lahbib, lo scopo non è creare panico, ma diffondere un senso di serenità e sicurezza, il tono volutamente ironico ha tutt’altro effetto. Volendo normalizzare e restituire come quotidiane azioni proprie di eventi tragici, come guerre e catastrofi climatiche, si rischia di rendere digeribili le emergenze stesse.

La paura, di per sé priva di senso critico, fa dimenticare che la guerra ha cause sociali ed economiche, e che i disastri climatici sono una diretta conseguenza delle emissioni di CO2; l’emergenza rende ciechi davanti alla possibilità di non sopravvivere. Non dobbiamo pensare che la sensazione di vivere sul ciglio di un burrone sia la normalità, altrimenti diventa più facile far leva proprio sulla paura per fare approvare leggi repressive (come vediamo in Italia con il disegno di legge “Sicurezza”), o per rendere accettabili misure per la difesa che vanno a intaccare altri settori cruciali per le cittadine e i cittadini (ne ha parlato qui su “terzogiornale” Paolo Andruccioli).

Tanti hanno stabilito un parallelo tra quanto sta accadendo oggi e il preludio del primo conflitto mondiale del Novecento. Effettivamente, nei famosi corsi e ricorsi storici, sembra di trovarsi nuovamente nel 1914, quando, dopo l’attentato di Sarajevo, né Russia né Germania, né tanto meno gli inglesi, si dicevano pronti alla guerra, ma si gridava tutti alla difesa, per finire poi nel massacro delle trincee.

Tornando al video, è paternalistico il tono in cui – dopo avere mostrato elementi banali come acqua, viveri e documenti d’identità – Hadja Lahbib ci dice, sorridendo, di portare le carte da gioco: così, per dimenticarci un attimo dell’atrocità di ciò che staremo vivendo… È agghiacciante. Ricorda quando, negli Stati Uniti degli anni Cinquanta, non era strano per bambini e bambine vedere cartoni animati “Duck and Cover”, prodotti dal governo, in cui si indicava come mettersi in salvo in caso di attacco atomico, come se fosse un gioco. Questo tipo di comunicazione non solo prende per più bassa della media l’intelligenza degli europei, ma avalla e condisce di una leggerezza quotidiana la possibilità di eventi estremi che andrebbero fortemente evitati.

Gli avvertimenti delle autorità non dovrebbero essere digeribili al pari delle pubblicità di polizze assicurative: dovrebbe esserci, prima di tutto, una presa di responsabilità dell’Unione europea verso i propri cittadini. Durante la pandemia, vedevamo ogni giorno, da dietro una scrivania, il presidente del Consiglio dell’epoca parlarci delle misure da attuare. Bisogna ritrovare la serietà e la comunicazione nella complessità, basta meme, tweet e videoisterici. Il rischio è che il messaggio venga minato dalla sua stessa forma: prepararsi a una crisi non è qualcosa che si riduca a un hashtag o a un post sui social. Sembra che ogni situazione critica sia trattata come la scena di un film pubblicitario, in cui la “serenità” promossa da Lahbib, seppure lodevole negli intenti, si scontra con la superficialità della sua comunicazione. Le crisi non si affrontano con ironia o frasi fatte su TikTok. La realtà impone che il messaggio sia chiaro, preciso e, soprattutto, serio. Prima di farci il tutorial su come sistemare lo zainetto, la Commissione europea dovrebbe trasmettere fiducia e dare garanzie, rassicurando, prima di tutto, sul fatto di essere proprio loro le persone adatte a gestire le crisi.

1.664
Archiviato inOpinioni
TagsCommissione europea Hadja Lahbib kit sopravvivenza Marianna Gatta Piano Ue guerra

Articolo precedente

Algeria, cinque anni di prigione a Sansal

Articolo successivo

Tra dati e dazi

Marianna Gatta

Articoli correlati

Magistratura militare, uno strano concorso

Conflitto d’interessi nell’oro nero

In Turchia la comunità Lgbtq+ sotto attacco

Marielle Franco e la “resistenza intersezionale”

Dello stesso autore

Magistratura militare, uno strano concorso

Conflitto d’interessi nell’oro nero

In Turchia la comunità Lgbtq+ sotto attacco

Marielle Franco e la “resistenza intersezionale”

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
La legge elettorale e la “terza Repubblica” di Almirante
Stefania Limiti    12 Ottobre 2026
Ancora Francia e Italia a confronto
Rino Genovese    7 Ottobre 2026
Legge elettorale, la destra compatta nel voto segreto
Stefania Limiti    5 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, una battaglia per il futuro
Guido Ruotolo    12 Ottobre 2026
Magistratura militare, uno strano concorso
Marianna Gatta    9 Ottobre 2026
In Nepal diluvia sul bagnato
Marco Santopadre    8 Ottobre 2026
Conflitto d’interessi nell’oro nero
Marianna Gatta    7 Ottobre 2026
Ex Ilva, confermato il blocco dell’area a caldo
Guido Ruotolo    6 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA