Home Tags Migranti

Tag: migranti

I “maledetti” mondiali del Qatar

Lo avevamo scritto in occasione della Cop27 (vedi qui), il vertice sull’ambiente in corso al Cairo. Nel mondo del Ventunesimo secolo i diritti umani...

Bergoglio: costruire il futuro con i migranti e i rifugiati

Le elezioni si sono svolte in una domenica molto importante per la Chiesa cattolica. Interessante che nessun devoto lo abbia notato. Eppure se Dio,...

La paura come fattore sociale: una riflessione

C’è un eterno protagonista della nostra storia. La paura. Ma la paura di un tempo, quella precedente al capitalismo, era una paura personale. E...

Biden, l’America latina e le migrazioni

L’irresolutezza del presidente degli Stati Uniti su questioni epocali, quali l’immigrazione e i rapporti con governi non affini – quello di Cuba in primis...

Boris Johnson “disumano” con i migranti

Non siamo nati ieri. Sappiamo benissimo che il rispetto dei diritti umani vale a seconda delle convenienze. E che sempre a seconda del proprio...

Bergoglio a Cipro e in Grecia

Il viaggio di papa Francesco a Cipro e in Grecia ha un significato evidente e diverse implicazioni che lo sono meno. Il significato evidente sta nel confronto con il patriarca cipriota che, dopo l’annuncio della decisione del papa di accogliere in Vaticano cinquanta migranti bloccati a Cipro, ha detto, con riferimento al trafugamento di beni archeologi da parte dei turchi: “In passato abbiamo avuto modo di esprimere la stessa richiesta a papa Benedetto, che, di fatto, ha mediato presso il governo tedesco e siamo riusciti a riportare cinquecento frammenti della nostra cultura bizantina (trafugati dai turchi, ndr). Attendiamo con impazienza anche il suo aiuto, santità, per la protezione e il rispetto del nostro patrimonio culturale e per la supremazia dei valori incalcolabili della nostra cultura cristiana, che oggi vengono brutalmente violati dalla Turchia”.

Ma se le rivendicazioni perdono la capacità di comprensione delle altre rivendicazioni, nessuna di esse avrà più senso. Perciò Francesco, in questo momento di centralità delle più varie pretese, incapaci di riconoscere un valore primario a loro superiore (da quelle dei “no vax” a quelle di chi, pur affermando la decisiva funzione del vaccino, lo ha negato a coloro che non possono pagarlo, creando così le condizioni per la diffusione globale del virus mutato) è andato in Grecia – culla dell’Occidente, della polis e della democrazia – e a Cipro, punto di diffusione verso l’Oriente del cristianesimo, per dire che il metro che consente di dare un valore a ogni rivendicazione è quello dei profughi: negare il diritto all’asilo a chi fugge dall’Afghanistan dei talebani, dalle milizie di persecuzione confessionale che ancora tormentano yazidi, curdi, oltre a molti arabi e africani, può segnare il naufragio della nostra civiltà.

Crisi tra Polonia e Bielorussia, una partita geopolitica

A consumarsi in queste ore nei boschi al confine tra la Polonia e la Bielorussia non è solo l’ennesima crisi umanitaria che vede protagonisti, da un lato, alcune migliaia di migranti (provenienti, in questo caso, soprattutto dal Kurdistan iracheno e dalla Siria) protesi a raggiungere l’eldorado europeo, e dall’altro le forze polacche di polizia e dell’esercito. Dentro questa crisi ce n’è un’altra, che ha le vesti di una complicata partita geopolitica e coinvolge gran parte delle aree roventi del pianeta. Vladimir Putin – zar di ciò che è rimasto della dissoluzione di un impero, protettore della satrapia post-sovietica bielorussa – ha potuto dichiararlo con beffarda chiarezza: l’Europa, sulla questione dei profughi, si gioca la credibilità rispetto ai propri strombazzati princìpi umanitari, ed è inoltre corresponsabile della devastazione di quelle terre da cui essi fuggono.

Che ciò sia vero o falso (vero per quanto riguarda l’Iraq, in cui gli europei intervennero nell’insensata guerra voluta dagli Stati Uniti, falso relativamente alla Siria, dov’è piuttosto la Russia responsabile dell’appoggio al dittatore locale e alle sue persecuzioni ai danni degli oppositori), non toglie nulla alla circostanza che voli charter da Damasco a Minsk, con tanto di visto turistico, siano stati organizzati di recente, alimentando così il miraggio di chi non ce la fa più a vivere dove vive. E non v’è dubbio che i profughi siano per il satrapo bielorusso, anziché dei rifugiati, un’arma impropria da spingere verso i confini occidentali, ben conoscendo l’allergia ai migranti manifestata dall’attuale regime polacco, tra l’altro a un passo dalla rottura con l’Unione europea.

“Bloody border”, storie di ordinaria frontiera

(Questo articolo è stato pubblicato il 12 aprile 2021) Nella notte, la telecamera ruba le immagini fantasmatiche di questa storia di ordinaria frontiera. I...

Il meticciato sarà il nostro futuro

Alla domanda circa i flussi migratori posta da Guido Ruotolo nel suo articolo del 16 luglio, la mia risposta è: accogliere tutti ma cercando...

Migranti, accogliere tutti o regolamentare?

C’è un dato che emerge dal dossier dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che fa riflettere. Anche chi di immigrazione si occupa da trent’anni,...