• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » I migranti, i 5 Stelle e il Pd

I migranti, i 5 Stelle e il Pd

22 Settembre 2023 Rino Genovese  1265

A essere malevoli, si potrebbe cominciare a pensare che Conte preferisca il Pd del passato recente a quello di Schlein che, tra molte difficoltà interne, sta tentando di spostare un po’ più a sinistra il partito. Un Pd centrista (in particolare quello di Renzi) fece crescere a dismisura l’elettorato grillino. Non sembra infatti trattarsi, a questo punto, soltanto della rivalità nella prossima competizione elettorale europea, che, come si sa, avverrà con sistema proporzionale (e con uno sbarramento al 4% di cui farebbero bene a tenere conto le liste minori). Se riguardo alla questione dei migranti Conte si lascia sfuggire una frase come “il Pd è per l’accoglienza indiscriminata”, è evidente che – se non altro come retropensiero – ha in mente i tempi in cui i 5 Stelle pescavano voti allegramente sia a sinistra sia a destra, mentre il Pd li perdeva da tutte le parti. Non erano forse, all’origine, i 5 Stelle un movimento neoqualunquistico, con l’insistenza sulla “casta” e altre stupidaggini del genere? Ma misurandosi con le istituzioni, in virtù del loro stesso successo elettorale, i grillini sono diventati ex grillini, almeno per la maggior parte, pur coltivando forse la nostalgia di radici che affondavano – peraltro non troppo diversamente dal berlusconismo – nella dimensione privata di un’azienda come quella di Casaleggio padre.

Ora, non è che siamo diventati improvvisamente dei difensori del Pd. Questo resta secondo noi un partito sostanzialmente liberaldemocratico, lontano da qualsiasi ipotesi socialista o anche socialdemocratica. È pur vero, tuttavia, che c’è liberaldemocrazia e liberaldemocrazia – e che una cosa è Guerini, il renziano lasciato come petardo a scoppio ritardato nel partito, e un’altra è Schlein. Sulla questione dei migranti, del resto, il Pd ha già saputo dare il peggio di sé (con quel Minniti a cui fa riferimento anche Antonio Tricomi: vedi qui); e lo stesso Conte, quando era alleato di Salvini, ha fatto altrettanto.

Quando si dice che bisogna “governare l’emergenza”, che “non tutti possono essere accolti”, si dicono delle cose che non sono vere ma solo propagandistiche. Lo sapete che, anche per rimpatriarli, c’è bisogno dell’assenso da parte di quegli Stati da cui provengono i migranti? E che questo accordo non c’è quasi mai? E poi: vi pare che si possa parlare di un’emergenza quando si tratta di un fenomeno che dura da una trentina d’anni?

La soluzione del problema degli immigrati sta nell’organizzazione – a livello europeo, s’intende – della loro integrazione attraverso la formazione e il lavoro (o i lavori, per meglio dire, che potrebbero anche essere quelli socialmente utili). Il processo migratorio è ormai irreversibile, e fa parte della stessa evoluzione del continente africano. Se alcuni decenni fa gli abitanti di quelle terre si limitavano a forme di migrazione interna, da un certo momento in poi – soprattutto a causa di un evidente fallimento di quello che avrebbe dovuto essere un postcolonialismo e, in larga parte, è stato invece un neocolonialismo – hanno preso la via dell’Europa a costo della loro stessa vita.

Si possono immaginare degli strumenti legali di immigrazione (per esempio attraverso delle “liste di attesa” da mettere su nelle diverse ambasciate europee in Africa), così da togliere spazio ai trafficanti: ma finché ci saranno Stati che non sono Stati, come la Libia, sarà pressoché impossibile contrastare il fenomeno delle bande criminali. A meno di non prevedere un intervento armato di una forza internazionale in quelle regioni. In proposito, però, dovrebbe far scuola l’esperienza della Francia che – per volere andare a sconfiggere il jihadismo e i gruppi del separatismo tuareg nel Mali – si è avvitata in una situazione che l’ha fatta espellere non solo dal Mali, ma anche dagli altri Paesi limitrofi.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di cedere Lampedusa, e magari l’intera Sicilia, alla Tunisia, così da spostare un po’ più a nord i confini del vecchio continente… Ma anche così, credete che i migranti, spinti dalla disperazione e dalla voglia di libertà, non troverebbero altri approdi?

1.283
Archiviato inEditoriale
Tags5 stelle Elly Schlein Giuseppe Conte immigrazione migranti Pd Rino Genovese

Articolo precedente

Studenti sotto le tende

Articolo successivo

Guatemala, un presidente a rischio

Rino Genovese

Articoli correlati

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Spagna e Marocco ai ferri corti, e non solo sui migranti

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Dello stesso autore

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Il Far West dell’estrema destra e noi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA