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Home » Editoriale » I migranti, i 5 Stelle e il Pd

I migranti, i 5 Stelle e il Pd

22 Settembre 2023 Rino Genovese  1232

A essere malevoli, si potrebbe cominciare a pensare che Conte preferisca il Pd del passato recente a quello di Schlein che, tra molte difficoltà interne, sta tentando di spostare un po’ più a sinistra il partito. Un Pd centrista (in particolare quello di Renzi) fece crescere a dismisura l’elettorato grillino. Non sembra infatti trattarsi, a questo punto, soltanto della rivalità nella prossima competizione elettorale europea, che, come si sa, avverrà con sistema proporzionale (e con uno sbarramento al 4% di cui farebbero bene a tenere conto le liste minori). Se riguardo alla questione dei migranti Conte si lascia sfuggire una frase come “il Pd è per l’accoglienza indiscriminata”, è evidente che – se non altro come retropensiero – ha in mente i tempi in cui i 5 Stelle pescavano voti allegramente sia a sinistra sia a destra, mentre il Pd li perdeva da tutte le parti. Non erano forse, all’origine, i 5 Stelle un movimento neoqualunquistico, con l’insistenza sulla “casta” e altre stupidaggini del genere? Ma misurandosi con le istituzioni, in virtù del loro stesso successo elettorale, i grillini sono diventati ex grillini, almeno per la maggior parte, pur coltivando forse la nostalgia di radici che affondavano – peraltro non troppo diversamente dal berlusconismo – nella dimensione privata di un’azienda come quella di Casaleggio padre.

Ora, non è che siamo diventati improvvisamente dei difensori del Pd. Questo resta secondo noi un partito sostanzialmente liberaldemocratico, lontano da qualsiasi ipotesi socialista o anche socialdemocratica. È pur vero, tuttavia, che c’è liberaldemocrazia e liberaldemocrazia – e che una cosa è Guerini, il renziano lasciato come petardo a scoppio ritardato nel partito, e un’altra è Schlein. Sulla questione dei migranti, del resto, il Pd ha già saputo dare il peggio di sé (con quel Minniti a cui fa riferimento anche Antonio Tricomi: vedi qui); e lo stesso Conte, quando era alleato di Salvini, ha fatto altrettanto.

Quando si dice che bisogna “governare l’emergenza”, che “non tutti possono essere accolti”, si dicono delle cose che non sono vere ma solo propagandistiche. Lo sapete che, anche per rimpatriarli, c’è bisogno dell’assenso da parte di quegli Stati da cui provengono i migranti? E che questo accordo non c’è quasi mai? E poi: vi pare che si possa parlare di un’emergenza quando si tratta di un fenomeno che dura da una trentina d’anni?

La soluzione del problema degli immigrati sta nell’organizzazione – a livello europeo, s’intende – della loro integrazione attraverso la formazione e il lavoro (o i lavori, per meglio dire, che potrebbero anche essere quelli socialmente utili). Il processo migratorio è ormai irreversibile, e fa parte della stessa evoluzione del continente africano. Se alcuni decenni fa gli abitanti di quelle terre si limitavano a forme di migrazione interna, da un certo momento in poi – soprattutto a causa di un evidente fallimento di quello che avrebbe dovuto essere un postcolonialismo e, in larga parte, è stato invece un neocolonialismo – hanno preso la via dell’Europa a costo della loro stessa vita.

Si possono immaginare degli strumenti legali di immigrazione (per esempio attraverso delle “liste di attesa” da mettere su nelle diverse ambasciate europee in Africa), così da togliere spazio ai trafficanti: ma finché ci saranno Stati che non sono Stati, come la Libia, sarà pressoché impossibile contrastare il fenomeno delle bande criminali. A meno di non prevedere un intervento armato di una forza internazionale in quelle regioni. In proposito, però, dovrebbe far scuola l’esperienza della Francia che – per volere andare a sconfiggere il jihadismo e i gruppi del separatismo tuareg nel Mali – si è avvitata in una situazione che l’ha fatta espellere non solo dal Mali, ma anche dagli altri Paesi limitrofi.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di cedere Lampedusa, e magari l’intera Sicilia, alla Tunisia, così da spostare un po’ più a nord i confini del vecchio continente… Ma anche così, credete che i migranti, spinti dalla disperazione e dalla voglia di libertà, non troverebbero altri approdi?

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Tags5 stelle Elly Schlein Giuseppe Conte immigrazione migranti Pd Rino Genovese

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