• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Opinioni » La pace secondo Francesco

La pace secondo Francesco

La ricerca delle necessarie vie diplomatiche non va disgiunta dal rispetto dei diritti umani

25 Ottobre 2022 Riccardo Cristiano  1548

È della religion il fin l’ipocrisia? Rispondere di sì o di no sarebbe sciocco. Però la domanda è importante. E la visita del presidente Macron in Italia lo ha confermato: insieme con il presidente Mattarella, all’incontro di Sant’Egidio su “Il grido della pace”, Macron ha rappresentato una laicità matura nella tutela dello spazio prioritario della libertà, e quindi della riconciliazione nella libertà, così come il suo omologo italiano. Ha detto Macron: “La pace è solo quella che gli ucraini decideranno, quando lo decideranno. […] Oggi la pace non può essere la consacrazione della legge del più forte né il cessate il fuoco che definirebbe uno stato di fatto. Ora è il momento di parlare con il popolo russo perché non è la sua guerra”. Non è forse questo il punto mancante nel programma della manifestazione del prossimo 5 novembre, la solidarietà con il movimento russo contro la guerra?

Macron ha manifestato una profonda sintonia con quanto papa Francesco sostiene da tempo, dicendolo a modo suo e con parole sue: “La pace è impura, profondamente, ontologicamente, perché accetta una serie di instabilità, di scomodità, che rendono però possibile questa coesistenza tra me e l’altro. […] La nostra Unione europea è questo tesoro, è questo piccolo tesoro di pace perché abbiamo deciso di costruire un equilibrio basato sulla conoscenza e la comprensione dell’altro, sull’assenza di egemonia”. Mattarella, sulla stessa lunghezza d’onda, ha detto: “La sciagurata guerra mossa dalla Russia rappresenta una sfida diretta ai valori della pace, mette ogni giorno in grave pericolo il popolo ucraino, colpisce anche il popolo russo, genera drammatiche conseguenze nel mondo intero. […] Bisogna mirare a una pace che non ignori il diritto a difendersi e non distolga lo sguardo dal dovere di prestare soccorso a un popolo aggredito”.

Il diritto di difendersi… Quando si recò per la prima volta nella storia del suo patriarcato a Damasco, il capo della Chiesa maronita disse che la vita umana è un bene talmente prezioso che perderne anche una sola per chiedere libertà sarebbe un errore. Questa visione è profondamente diversa da quella che papa Francesco ha espresso solo pochi giorni fa, in Kazakistan, parlando con i gesuiti della provincia russa: “I governi dittatoriali sono crudeli. C’è sempre crudeltà nella dittatura. In Argentina prendevano la gente, la mettevano su un aereo e poi la buttavano nel mare. Quanti politici ho conosciuto che sono stati in prigione e torturati! In queste situazioni si perdono i diritti, ma anche la sensibilità umana. Io l’ho sentito in quel momento. Tante volte ho pure sentito bravi cattolici dire: ‘Se la meritano questi comunisti! Se la sono cercata!’. È terribile quando l’idea politica supera i valori religiosi. In Argentina sono state le mamme a fare un movimento per lottare contro la dittatura e cercare i loro figli. Sono le mamme a essere state coraggiose in Argentina”.

Quello che emerge con chiarezza è che le differenze sono evidenti all’interno degli stessi mondi: esiste una visione della Chiesa diffusa in Oriente che la associa e l’avvicina al potere politico statuale, come quello russo o, nel caso qui citato, quello siriano, e quella di Francesco che non accetta alcun allineamento occidentale della sua Chiesa, che è una Chiesa globale, non più solo occidentale. Francesco non è e non sarà mai il Kirill dell’Occidente. Ma non sarà neanche un leader acquiescente con chi calpesta i diritti umani, e quindi anche quelli ucraini.

Si pone qui una differenza anche con chi parla di pace in Occidente, ansioso di distinguersi dal suo Occidente, che vorrebbe corrispondesse all’impero del bene. Francesco sa che nessun impero del bene esisterà su questa terra, né in Occidente né in Oriente. Ecco che viene spontaneo domandarsi, pensando alla sua idea di pace, chiedersi se i firmatari di un recente appello per la pace – apparso su diversi giornali, e che proprio nel papa hanno detto di trovare ispirazione – ritengano che come la Crimea dovrebbe tornare alla Russia perché ceduta all’Ucraina da Chruščëv, senza rispetto della storia, se altrettanto si sarebbero trovati a raccomandare di fare a un qualsiasi presidente italiano, in occasione di un incontro con il suo omologo francese, circa la restituzione di Nizza e della Savoia. Il discorso potrebbe estendersi a molti territori di altri Paesi, come l’Alsazia, e così via. Ma questo sistema – il nazionalismo, cioè – non compare proprio nel pensiero del papa.

La visione ipocrita è molto vicina a quella nazionalista e religiosa, che assimila al cristianesimo russo un’idea imperiale, ciò che Francesco nega come visione possibile del rapporto tra fede e pace. La pace di Francesco si differenzia dunque da queste visioni perché è pluralista, non si affida a un tutore, a un depositario della verità. Non calpesta i diritti dei comunisti argentini come non calpesta i diritti dei nazionalisti ucraini. È questa la forza di una visione che non si lascia omologare, che ha il coraggio di dire che dialogare con Mosca puzza ma va fatto. Va fatto senza appiattirsi su un occidentalismo bellicista né su una slavofilia antioccidentale, romantica, innamorata dell’idea di una cultura ancestrale e nemica della civiltà. Questa visione di pace è molto diversa da quella di chi vede in Mosca o in Washington la casa di ogni male o di ogni bene. La fine del manicheismo, di destra o di sinistra, è il salto di qualità che Francesco, in un modo compatibile con Macron e Mattarella, propone anche al pacifismo, che non può prescindere dall’anelito di libertà – come dimostrano proprio in queste ore l’Iran e l’eroica lotta del suo popolo. Lo ha detto, facendo autocritica, anche Barack Obama, che nel 2009 scelse diversamente. O si dovrebbe, in nome di una pace fraintesa, accordarsi con gli ayatollah tacendo sulla sollevazione popolare? 

1.568
Archiviato inDossier Opinioni Papa
Tagsdiritti umani diritto a difendersi Emmanuel Macron Francesco pace papa Riccardo Cristiano Sergio Mattarella

Articolo precedente

Ecuador, le organizzazioni indigene si confrontano con il governo

Articolo successivo

Solo teppismo? Svolta nel processo contro Forza nuova

Riccardo Cristiano

Seguimi

Articoli correlati

Contro il regime talebano

Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese

Caso Garofani: un avvertimento

Spento dal ministero un convegno sulla pace

Dello stesso autore

Il nuovo papa è l’anti-Trump

Becciu, processo al clericalismo

Perché Bergoglio sarebbe andato a Dubai

Bergoglio papa della “rivoluzione pluralista”

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Due guerre in stallo: fino a quando?
Giorgio Graffi    14 Settembre 2026
Legge elettorale, verso l’ok al Senato
Stefania Limiti    11 Settembre 2026
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale: premio, indicazione premier, capilista bloccati, preferenze
Stefania Limiti    16 Settembre 2026
Electrolux, il conflitto
Paolo Andruccioli    16 Settembre 2026
“Campo largo” tra primarie e quarta gamba
Vittorio Bonanni    15 Settembre 2026
Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno
Paolo Barbieri    14 Settembre 2026
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA