• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Gkn, una lotta operaia dal profumo antico

Gkn, una lotta operaia dal profumo antico

26 Luglio 2021 Alfonso Gianni  1042

Erano in tanti sabato scorso a Campi Bisenzio. Davvero molti, ed era tempo che non si vedeva una manifestazione così. Davanti c’era un’unica parola secca e determinata, in campo rosso: “insorgiamo”. Senza la retorica dei punti esclamativi. Infatti non è un auspicio, è la comunicazione di un dato di fatto. Come a dire: sta a voi decidere ora cosa fare. Gli operai della Gkn, licenziati via mail (la modernizzazione del vecchio ad nutum), in 422 della fabbrica madre e in 80 delle ditte in appalto – dettaglio, questo, non secondario –, hanno deciso di insorgere contro la decisione della proprietà, il fondo britannico Melrose, che rincorre i fasti della globalizzazione in crisi: chiudere qui per aprire altrove. Non si sa dove. Si conosce invece l’intenzione di far gravare interamente sul costo del lavoro, azzerando gli occupati e cancellando uno stabilimento, le conseguenze della contrazione mondiale in atto nel settore automobilistico.

La chiusura a Campi Bisenzio viene presentata come “indifferibile” e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali impossibile. Chi voleva le prove che l’avviso comune tra governo e sindacati, con l’intervento determinante di Confindustria, non avrebbe tappato il vaso di Pandora dei licenziamenti, ne ha avute fin troppe. Il paragone con il caso Bekaert, l’azienda belga che produceva rivestimenti in acciaio per pneumatici e che, tre anni fa, ha trasferito la produzione da Figline Valdarno nell’Europa dell’Est, è d’obbligo.

E si teme che così possa finire anche per la Vitesco, azienda tedesca di iniettori per motori termici, 950 lavoratori in quel di Pisa, 750 dei quali già considerati come esuberi. Intanto la riforma degli ammortizzatori sociali, attesa per il 31 luglio, cui pareva appeso l’avviso comune e che è prevista dallo stesso Pnrr, seppure non vincolata a termini perentori, sembra scivolare all’autunno, quando si discuterà la legge di bilancio, visto che allo stato attuale mancano le risorse, nonché le modalità per utilizzare gli ammortizzatori nelle imprese con meno di cinque addetti, uno dei tratti più innovativi dell’intervento legislativo. La chiusura di un’azienda che produce componentistica per l’80% per la Fca e il resto per prestigiose marche tedesche, mette a nudo l’assenza di una qualunque politica industriale nel Pnrr, che ci rende indifesi di fronte alle scelte delle multinazionali.

Ma ieri è successo qualcosa di nuovo. Migliaia di persone si sono mosse dallo stabilimento di Campi Bisenzio per toccare le altre realtà produttive. Ha ragione la segretaria generale della Fiom: “Non è uno sciopero, ma una manifestazione che dà il senso che questa della Gkn sta diventando una vertenza simbolo”. L’hanno compreso in molti. Altrimenti non avremmo assistito al dispiegarsi in modo tangibile di una viva e orgogliosa solidarietà. Al grande corteo erano presenti lavoratori della Whirlpool di Napoli, di aziende di Milano e di Bologna, esponenti di primo piano delle istituzioni comunali e regionali. Dopo diverso tempo si è riacceso attorno a una lotta operaia il senso della partecipazione di tanti giovani e di intellettuali. Valga per tutti l’opera grafica che Zerocalcare ha voluto dedicare a questo conflitto. Si percepisce che quando sei di fronte a un muro, fatto dalla decisione autodefinentesi irremovibile della multinazionale, alla non volontà del governo di continuare il blocco dei licenziamenti, all’assenza della politica dal conflitto sociale, solo l’allargamento a livello sociale e popolare del sostegno e della solidarietà, può permettere di incrinare, se non abbattere del tutto, quel muro.

Il successo della manifestazione di ieri non è un caso isolato. Questa volta la miccia è stata accesa forse dai meno attesi, i lavoratori della logistica, invisibili quanto determinanti nel processo di circolazione delle merci. Con le loro lotte necessariamente aspre, che sono costate dolore, sangue e morte, hanno riaperto il conflitto sociale nei luoghi più strategici del moderno sistema capitalistico. Ora abbiamo non solo la difesa primaria del posto di lavoro dai licenziamenti avvenuti e minacciati, ma la volontà di ritessere una tela strappata. Un fatto nuovo, che ha il profumo dell’antico, quando quelli che erano considerati gli ultimi sapevano legare attorno a sé le forze più vive della società. E creare un popolo. Che è sempre l’esito di un processo sociale e politico.

1.053
Archiviato inEditoriale
TagsAlfonso Gianni Campi Bisenzio Gkn licenziamenti manifestazione operai

Articolo precedente

La lotta di classe esiste (e l’hanno vinta loro)

Articolo successivo

Lavoro e transizione ecologica in Italia

Alfonso Gianni

Articoli correlati

Electrolux, affari loro

Marea transfemminista

A Genova si chiudono i centri sociali

La campanella suona a Campi Bisenzio

Dello stesso autore

Perché i poteri forti vogliono che Draghi resti al comando

Il timido ottimismo del Def è già stato smentito

Divergenze tra Putin e la governatrice della Banca centrale russa

Le possibili conseguenze economiche della guerra

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo
Rino Genovese    7 Luglio 2026
Ultimi articoli
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Remigrazione nel Paese che fu dell’apartheid
Luciano Ardesi    13 Luglio 2026
In Giappone il flop del riarmo
Marco Santopadre    8 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA