• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Opinioni » La campanella suona a Campi Bisenzio

La campanella suona a Campi Bisenzio

“Rane in un paiolo lentamente bollite”: così una natura più grande di noi sommerge gli abitanti del terzo pianeta del sistema solare

10 Novembre 2023 Stefania Tirini e Alessia Bruno*  1014

Anna, Elisa, Alessia, Erica, Sofia, Irene, Melissa, Keisi, Alida, Arianna, Lorenzo, Dario e tanti altri studenti delle scuole fiorentine, in questi giorni, si sono recati a Campi Bisenzio per aiutare quelle persone che hanno vissuto momenti di angoscia e distruzione a causa delle piogge della scorsa settimana. Bellissima la reazione di moltissime ragazze e moltissimi ragazzi, gesti meravigliosi, gioventù nobile: si sono infilati gli stivali di gomma per iniziare a spalare. I secchi pieni di acqua, i mobili pesanti, il fango fino al bacino non li hanno intimoriti. La natura, benigna o matrigna che sia, non tarda a ricordarci ciò che abbiamo dimenticato, per egoismo o semplice indifferenza. L’Italia non può assuefarsi ai dissesti colposi, dolosi e dolorosi, non può più essere il Paese che li attende come un giudizio universale permanente. Il nostro destino non è aspettare la prossima alluvione, l’ennesima frana o le macerie di un terremoto, il crollo di strade e viadotti della vergogna, ma è prevenire il disastro, presidiare la sicurezza del territorio, la qualità dei progetti e la serietà della loro messa in opera. Per la politica, a ogni livello, sono finiti i margini per bluffare. Non è più il caso. Il gong è suonato per tutti.

Rileggiamo l’enciclica di Francesco, Laudato si’, sulla cura della casa comune, dove vi è un’eccezionale miscela fra i grandi temi della teologia, della scienza, del destino dell’uomo, combinati con la trattazione di questioni ambientali di enorme concretezza. D’altronde, si legge nell’enciclica: “Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. (…) I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche (…) e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità”. È un testo che invita alla mobilitazione generale, come rivoluzionario era il testo a cui il papa si è ispirato: il Cantico delle creature, con il quale Francesco d’Assisi rivolgeva un messaggio di affetto verso il Creato, in un’epoca nella quale la natura era vista come ostile e minacciosa per l’uomo.

È necessario porsi delle domande sullo sfruttamento che l’attuale modello di sviluppo esercita sulle condizioni sociali delle comunità. Possiamo dunque affermare, con rigore scientifico, che homo sapiens sta contribuendo a cambiare il clima del pianeta sul quale vive, e di conseguenza anche la conformazione della sua superficie: non è un fenomeno recente, ma non era mai accaduto in tempi così rapidi e con conseguenze così vaste. Una situazione complessa che si è tradotta in una crisi strutturale profonda, da cui il nostro Paese non riesce a riemergere, irta di contraddizioni e paradossi. Basti pensare alla abnorme e spesso conflittuale produzione normativa che in Italia resta inosservata, salvo le parti che favoriscono la privatizzazione e, in nome della semplificazione, l’abbattimento dei controlli istituzionali, molte volte in deroga al diritto vigente. Uno degli effetti diretti della copertura dei terreni con materiale impermeabile è l’erosione causata dall’acqua, che compromette le funzionalità del suolo e si traduce in dissesto idrogeologico. Se oggi siamo vittime di queste esplosive condizioni meteorologiche, è anche perché abbiamo premuto troppo sull’acceleratore del riscaldamento globale e inserito il freno a mano sulle difese strutturali.

La natura è più grande di noi, perché ci sorprende in guisa di un agente patogeno, uno fra le miriadi di virus che circolano sul pianeta da miliardi di anni, che in poche settimane mette in scacco l’organizzazione sanitaria, sociale ed economica del mondo. La natura è più grande di noi perché è una trama di relazioni che ci avviluppa, ci alimenta e, in certi casi, ci sgomina. La devastazione della biodiversità è connessa al riscaldamento climatico, che a sua volta peggiora tutti i fattori di riduzione della biodiversità. Gli ecosistemi violentati e il traffico di animali aumentano le probabilità di pandemie da zoonosi. L’insicurezza climatica genera instabilità, migranti ambientali e conflitti per le risorse. Anthony Giddens ha scritto che “lo sforzo tecnologico ed economico per scongiurare i cambiamenti del clima potrebbe essere nei prossimi venti anni ciò che l’information technology è stata nei venti precedenti: la forza trainante di un più vasto cambiamento economico e sociale”.

Come rane in un paiolo che non si accorgono di finire lentamente bollite, abbiamo cambiato la geofisiologia della Terra forzando il clima verso il caldo, e adesso dovremmo rapidamente adattarci a un mondo da noi stessi stravolto, ma non lo facciamo, ci attardiamo, cincischiamo su questioni marginali, perché in fondo non vogliamo capire cosa sta succedendo, non lo interiorizziamo, inconsciamente lo rifiutiamo. Certe verità sono scomode perché riguardano qualcosa di grande, di lento, di non lineare: quel qualcosa di potente e imprevedibile che è appunto l’insieme dei processi naturali del terzo pianeta del sistema solare. Per questo, forse, non riusciamo a prevedere, a prendere sul serio i rischi che corriamo, a essere lungimiranti come lo erano i costruttori di cattedrali. Pertanto, ogni volta, ci facciamo cogliere impreparati: da una pandemia, da una guerra, da una siccità, da un’alluvione e da ogni altro disastro ambientale.

Infine, la natura è più grande di noi perché ci fa scoprire ciò che non stavamo affatto cercando. Non solo sappiamo di non sapere, cioè abbiamo gli strumenti intellettuali per capire quanto siamo ignoranti, ma a volte ci accorgiamo che non sapevamo nemmeno di non sapere. Nella storia di un grande Paese, viene il momento in cui si guarda in faccia la realtà, si fa tesoro degli errori del passato, errori di tutti, e si scrive la pagina del futuro. Ma siamo un grande Paese?

*Studentessa del Liceo Galilei di Firenze

1.025
Archiviato inOpinioni
TagsAlessia Bruno cambiamenti climatici Campi Bisenzio disastro ambientale dissesto idrogeologico giovani liceo Galilei di Firenze Stefania Tirini

Articolo precedente

Ancora su stragi mafiose e dintorni

Articolo successivo

La missione di Elly

Stefania Tirini e Alessia Bruno*

Articoli correlati

Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza

Istituti tecnici, il vizio di riformare senza pensare

I giovani e la loro prudenza attiva

Un male sottile: leggere senza comprendere

Dello stesso autore

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ridiventeremo filocinesi?
Rino Genovese    15 Maggio 2026
Legge elettorale o legge di distrazione di massa?
Paolo Barbieri    13 Maggio 2026
Disfatta laburista o fine di un sistema politico?
Agostino Petrillo    11 Maggio 2026
Ultimi articoli
In Spagna la nuova sinistra andalusa
Vittorio Bonanni    20 Maggio 2026
Il Brasile di Lula e quello di Bolsonaro figlio
Claudio Madricardo    19 Maggio 2026
Conte apre al centro, per fare cosa?
Paolo Barbieri    18 Maggio 2026
L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale
Vittorio Bonanni    14 Maggio 2026
Quando il teatro è veramente politico
Katia Ippaso    14 Maggio 2026
Ultime opinioni
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA