• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Aperta la stagione degli sfratti

Aperta la stagione degli sfratti

7 Maggio 2021 Agostino Petrillo  1225

Sfrattare, sfratto: il termine rinvia secondo l’etimologia a fratta, è parente e contrario di “infrattarsi”, e in origine indica l’atto di “far uscire la selvaggina allo scoperto”. Stando alle disposizioni contenute nell’emendamento previsto dal Decreto sostegni bis che sbloccano gli sfratti per morosità antecedenti il gennaio 2020, di selvaggina ne dovrebbe uscire all’aperto parecchia… Circa ottantamila famiglie saranno infatti interessate dallo sblocco previsto a partire dal primo luglio. A partire da questa data, sarà avviata l’esecutività degli sfratti relativi a morosità precedenti la pandemia; poi, con una serie di scaglionamenti successivi, si provvederà a rendere esecutivi gli altri procedimenti aggiuntisi successivamente, traguardando all’inizio del 2022 per chiudere le procedure attualmente in corso.

L’emendamento, a lungo sollecitato dalle associazioni dei proprietari e da Confedilizia, che già avevano cercato di intorbidare le acque al tempo del precedente rinvio, nel febbraio scorso, sollevando la questione dei “furbetti dell’affitto” (cioè, a parer loro, di tutti quelli che stavano “approfittando” della pandemia per non pagare), è stato lungamente cavallo di battaglia parlamentare della Lega. La notizia è stata accolta con una certa soddisfazione dal presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che ha però subito rilanciato, ribadendo in un tweet che si attendono ulteriori passi per garantire un diritto costituzionale  troppo spesso violato, dato che il blocco degli sfratti  rappresenterebbe un “abuso in sé, perché priva i proprietari di un diritto sancito da un giudice”, e aggiungendo che: “A nostro avviso, quindi, al 30 giugno 2021 – dopo ben sedici mesi di sospensione del diritto – il blocco deve cessare per sempre e per tutti”.

In realtà è tutto molto più complicato: già prima che il Covid la portasse drammaticamente alla ribalta, la situazione degli sfratti non era per nulla in ordine. I cosiddetti “furbetti dell’affitto” sono per lo più persone che non riescono a pagare perché erano già da tempo in difficoltà economica per il trascinarsi di una lunga crisi. Il problema non è solo italiano ma europeo. Esiste infatti una “nuova questione delle abitazioni” che in termini diversi e in proporzioni diverse interessa tutti i paesi della Unione.

È il mercato dell’abitazione in Europa che pare attraversato da una crisi irriducibile dei modelli consolidati. Tra deregulation e privatizzazioni, con il prevalere dell’orientamento a considerare la casa una merce, con lo smantellamento progressivo della concezione dello housing sociale e la ritirata del pubblico dagli investimenti nel settore, il panorama è diventato sempre più critico nel corso dell’ultimo decennio, riproponendo con durezza una problematica antica come quella della casa che, affrettatamente, era stata dai politici giudicata “superata”. A partire dalla crisi economica e finanziaria globale del 2008, tutta una serie di contraddizioni si sono fatte sempre più evidenti, mettendo pesantemente in difficoltà non solo società come quella italiana e spagnola – in cui la predominanza della proprietà privata dell’alloggio pareva rivelare una tendenza ormai consolidata a trovare soluzioni in chiave “proprietaria” –, ma anche società più tradizionalmente basate sull’affitto, come quella tedesca, che sono state toccate sensibilmente negli ultimi anni da un vistoso aumento dei prezzi nelle grandi città, come mostra la nascita di un forte movimento rivendicativo di associazioni di inquilini e di organizzazioni per il diritto alla casa.

Dopo il 2008 si è infatti allargato l’ambito dei soggetti a rischio, si sono fragilizzate anche figure che appartenevano teoricamente a un universo di stabilizzati, di persone che avevano contratto mutui, e che si sono viste portare via l’abitazione di residenza per l’impossibilità di reggere il pagamento delle rate. Il numero degli sfratti per morosità “incolpevole” si è moltiplicato, mettendo potenzialmente in strada una fetta consistente di abitanti delle città che pensavano di avere risolto la loro situazione abitativa.

In Italia, come risultato della contrazione dei redditi e dell’aumento dei prezzi degli alloggi, è da tempo diventato sempre più difficile, soprattutto per le generazioni del lavoro precario, accedere all’abitazione come proprietari, mentre un mercato dell’affitto, ormai estremamente ridotto, non riesce più a fare fronte a una domanda in espansione e con caratteristiche diverse dal passato. La problematica degli sfratti giunge dunque da lontano, e i queruli richiami ai furbetti non possono far passare inosservato un trend di crescita che dura ininterrotto da più di un decennio, e ha toccato il suo massimo nel 2016 con oltre 160mila provvedimenti di sfratto. Ma anche negli anni successivi non è andata molto meglio: quando, nell’aprile del 2020, è stato decretato il blocco, gli sfratti in corso erano oltre centomila. Non sembra perciò questo il momento più adatto a rendere esecutivi sfratti su di una scala così vasta – anche perché forse andrebbe tenuto conto del fatto che una condizione di precarietà abitativa fa crescere di oltre il 40% la possibilità di contrarre il virus, come ha mostrato uno studio recente in Germania, i cui risultati sono stati sintetizzati su di un numero del Tagesspiegel di fine marzo.

La pandemia ha quindi solo esasperato una situazione che era già compromessa, e cui non pare costituire una soluzione anche solo parziale l’introduzione di mutui garantiti dallo Stato per giovani sotto i trentasei anni che volessero acquistare casa. Il provvedimento, anch’esso previsto dal Decreto sostegni bis, pur riconoscendo alcuni aspetti della emergenza abitativa, come commentava Gaetano Lamanna sul manifesto del 5 maggio, si inserisce nella consolidata e pigra strategia “proprietarista”, che appare ormai ovunque in crisi. Solo rendendosi conto della gravità di una questione strutturale – e favorendo una riapertura delle stagioni dell’affitto e un rilancio della edilizia popolare –, si può pensare di porre un argine a una stagione di espulsioni in cui tendenzialmente la “selvaggina” da sfrattare non potrà che aumentare, con conseguenze sociali e politiche non facili da valutare.

1.292
Archiviato inEditoriale
TagsAgostino Petrillo casa sfratti

Articolo precedente

Anche la sinistra di Madrid non funziona?

Articolo successivo

I nuovi Ogm sono sostenibili?

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

L’ondata di rivolta giovanile

Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente

Le piazze degli altri

La Spagna verso le elezioni anticipate

Dello stesso autore

L’ondata di rivolta giovanile

Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente

La Spagna verso le elezioni anticipate

Per chi suona la campana a Madrid

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Una rivolta e il suo capro espiatorio
Rino Genovese    28 Ottobre 2026
Per combattere davvero l’antisemitismo va rigettato un disegno di legge controproducente
Giorgio Graffi    26 Ottobre 2026
La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita
Paolo Andruccioli    22 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Rebus post-elettorale in Israele
Eliana Riva    30 Ottobre 2026
L’insostenibile pesantezza dell’intelligenza artificiale*
Massimo Florio    29 Ottobre 2026
Brasile, Lula fa il miracolo
Claudio Madricardo    29 Ottobre 2026
Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo
Guido Ruotolo    28 Ottobre 2026
Belgrado né con Bruxelles né con Mosca
Vittorio Bonanni    27 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Un buon senso molto Acerbo
Vittorio Bonanni    30 Ottobre 2026
Che bello consumare e non pagare!
Massimo Ilardi    26 Ottobre 2026
Come preservare la figura dell’umano nel nostro tempo?
Mario Pezzella    26 Ottobre 2026
Opposizione, ci vuole una visione del mondo
Andrea Ranieri    22 Ottobre 2026
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Ultime analisi
L’algoritmo del controllo
Marianna Gatta    29 Ottobre 2026
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giorgio Graffi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA