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Tag: FMI

Tunisia, Saïed sempre più a corto di consenso

Che la luna di miele tra il presidente tunisino Kaïs Saïed e la popolazione del Paese maghrebino fosse finita da un pezzo, lo sapevamo....

Crisi peronista in Argentina

Un forte contrasto interno minaccia di fratturare la maggioranza peronista che governa l’Argentina. Pur indebolita, la presidenza di Alberto Fernández, tuttavia, non sembra vacillare....

Argentina, scongiurato il default

I rapporti dell’Argentina e dell’intera America latina con il Fondo monetario internazionale storicamente sono sempre stati da problematici a incandescenti. La sinistra, e il...

Estate argentina tra pandemia e inflazione

Possenti acquazzoni hanno ridato finalmente respiro a Buenos Aires, semiasfissiata dai quarantacinque gradi all’ombra di quest’estate australe, la cui sovrabbondanza di ozono si avverte...

Fondo monetario e patrimoniale, un’inversione di tendenza

“A new Washington consensus”: con questa roboante espressione Martin Sandbu ha commentato sul Financial Times la rinnovata sintonia fra Fondo monetario internazionale (Fmi), Banca mondiale (Bm) e governo degli Stati Uniti (o più precisamente il Dipartimento del Tesoro) sulle politiche economiche e fiscali da adottare per l’era post-pandemia. Il “Washington consensus” è la definizione data a quella tendenza delle tre istituzioni “vicine di casa”, negli anni della globalizzazione, a viaggiare di conserva applicando in modo alquanto rigido a gran parte del mondo le ricette neoliberiste: privatizzazioni, liberalizzazioni, arretramento dello Stato, moderazione fiscale. La notizia è che torna in auge il “big government” dichiarato finito da Ronald Reagan, all’epoca dei suoi drastici tagli di tasse che hanno avviato la stagione del boom delle diseguaglianze. Lo Stato non è più temuto come troppo interventista, le tasse non sono più unanimemente considerate un freno per l'economia, “gli economisti delle istituzioni multilaterali sembrano a volte molto rilassati”, osserva il FT, nonostante il ritorno di un poderoso deficit spending da parte delle nazioni più ricche. “Una conversione che farebbe vergognare Paolo di Tarso”, scrive ancora il commentatore senza frenare l'enfasi, raccontando l’evoluzione delle posizioni di Fmi e Bm.

Un documento in particolare ha attratto l’attenzione degli osservatori internazionali: il Fiscal Monitor pubblicato dal Fondo monetario, pubblicizzato col titolo “A fair shot”, la dose giusta (di vaccino) ma anche la dose “equa”, “non solo nelle braccia delle persone ma nelle vite delle persone”, precisava il tweet di lancio dell'iniziativa. Per chi avesse dubbi, si parla di politiche fiscali e spesa pubblica.

Bergoglio parla al mondo economico-finanziario

La lunga stagione dei teocon è proprio finita. Per quanto non abbiano mai conquistato la dottrina sociale della Chiesa, hanno pesato moltissimo sulla sua...