• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Fondo monetario e patrimoniale, un’inversione di tendenza

Fondo monetario e patrimoniale, un’inversione di tendenza

16 Aprile 2021 Paolo Barbieri  1313

“A new Washington consensus”: con questa roboante espressione Martin Sandbu ha commentato sul Financial Times la rinnovata sintonia fra Fondo monetario internazionale (Fmi), Banca mondiale (Bm) e governo degli Stati Uniti (o più precisamente il Dipartimento del Tesoro) sulle politiche economiche e fiscali da adottare per l’era post-pandemia. Il “Washington consensus” è la definizione data a quella tendenza delle tre istituzioni “vicine di casa”, negli anni della globalizzazione, a viaggiare di conserva applicando in modo alquanto rigido a gran parte del mondo le ricette neoliberiste: privatizzazioni, liberalizzazioni, arretramento dello Stato, moderazione fiscale. La notizia è che torna in auge il “big government” dichiarato finito da Ronald Reagan, all’epoca dei suoi drastici tagli di tasse che hanno avviato la stagione del boom delle diseguaglianze. Lo Stato non è più temuto come troppo interventista, le tasse non sono più unanimemente considerate un freno per l’economia, “gli economisti delle istituzioni multilaterali sembrano a volte molto rilassati”, osserva il FT, nonostante il ritorno di un poderoso deficit spending da parte delle nazioni più ricche. “Una conversione che farebbe vergognare Paolo di Tarso”, scrive ancora il commentatore senza frenare l’enfasi, raccontando l’evoluzione delle posizioni di Fmi e Bm.

Un documento in particolare ha attratto l’attenzione degli osservatori internazionali: il Fiscal Monitor pubblicato dal Fondo monetario, pubblicizzato col titolo “A fair shot”, la dose giusta (di vaccino) ma anche la dose “equa”, “non solo nelle braccia delle persone ma nelle vite delle persone”, precisava il tweet di lancio dell’iniziativa. Per chi avesse dubbi, si parla di politiche fiscali e spesa pubblica.

Innanzitutto, domare la pandemia potrebbe valere “più di un trilione di entrate fiscali aggiuntive nelle economie avanzate entro il 2025 e consentire di risparmiare ancora di più in misure di supporto fiscale”. Non basta: per il Fmi “le stime globali indicano un aumento di 95 milioni di persone in condizioni di estrema povertà nel 2020 rispetto alle proiezioni pre-Covid-19”. Per fronteggiare l’eccezionale aumento delle diseguaglianze, quindi, “rafforzare la capacità fiscale nel mondo post-pandemico sarà cruciale per le economie avanzate e in via di sviluppo allo stesso modo per soddisfare le grandi esigenze di spesa”. Non solo: per il Fondo è auspicabile anche una maggiore cooperazione internazionale e un accordo sull’effettiva tassazione minima sulle imprese, obiettivo dichiarato della nuova amministrazione statunitense, che servirebbe per “frenare la concorrenza fiscale e consentire ai paesi di mantenere aliquote più elevate e ridurre le spese fiscali” (esenzioni, agevolazioni, eccetera). Anche se, avverte il documento, la bozza di intesa formulata dall’Ocse su questa materia ha “ambito relativamente ristretto e stime limitate” quanto alle entrate che potrebbe produrre. Infine, un’imposta “temporanea” sui redditi alti e sul patrimonio aiuterebbe ad “accumulare le risorse necessarie per migliorare l’accesso ai servizi di base e rafforzare le reti di sicurezza sociale”.

Tasse più alte sui redditi dei ricchi e patrimoniale, pare quasi di sentire il grido di dolore degli ospiti abituali dei talk show all’italiana. Anche se non va dimenticato che l’intervento sulle ricchezze sconta una sua debolezza di fondo, in un’epoca in cui la capacità fiscale degli Stati è minata soprattutto dall’inafferrabilità dei profitti e dei risparmi blindati nei paradisi fiscali. È presto in effetti per dire se e in che misura il discorso pubblico italiano sarà in grado di recepire questa radicale evoluzione del dibattito internazionale. E sarebbe azzardato attendersi una grande spinta all’innovazione da un governo popolato di mezze figure, in buona parte protagoniste della stagione peggiore del cosiddetto bipolarismo all’italiana.

Ma accanto all’inadeguatezza della politica, andrà misurata anche la resistenza ideologica delle alte burocrazie dello Stato temprate negli anni del suo progressivo indebolimento (burocrazie che, non va dimenticato, presidiano oggi con Daniele Franco il potente ministero dell’Economia). Un esempio, apparentemente marginale ma istruttivo, è rappresentato dall’audizione in parlamento di Giacomo Ricotti, capo del Servizio assistenza e consulenza fiscale della Banca d’Italia. La data è 11 gennaio 2021, quasi un anno dentro l’incubo della pandemia, dieci mesi dopo l’intervento di Mario Draghi sul Financial Times, in cui faceva appello, parlando di debito pubblico, a “un cambio di mentalità, come accade in tempo di guerra”. Tema dell’audizione di Ricotti è la riforma dell’Irpef e del sistema tributario in generale. Partendo dalla preoccupazione di “evitare di aumentare il livello complessivo del prelievo fiscale, già alto nel confronto internazionale”, Ricotti osserva che se l’auspicata “ricomposizione del prelievo fiscale a beneficio dei fattori produttivi” dovesse comportare “una perdita di gettito, questa andrà compensata con opportuni interventi di riduzione delle spese”. Una visione fortemente radicata nei decenni passati, una ricetta della quale abbiamo visto i risultati con l’impatto devastante della pandemia sul sistema sanitario nazionale fiaccato da anni di tagli e “razionalizzazioni”.

Quanto è lontana questa idea dalla linea che sta emergendo dal “nuovo Washington consensus”? Qualcuno avvisi Roma, prima che sia troppo tardi.

1.334
Archiviato inEditoriale
TagsBC FMI Paolo Barbieri patrimoniale Stati Uniti

Articolo precedente

Governare la società del dopo Covid (1)

Articolo successivo

La Francia in alto mare nella lotta contro il Covid

Paolo Barbieri

Articoli correlati

Negli Usa ritorna il socialismo?

L’“estremista” Merz e la patrimoniale

Meloni, il Colle nel mirino

I dolori del (non più) giovane Salvini

Dello stesso autore

Meloni, il Colle nel mirino

I dolori del (non più) giovane Salvini

Su Milano l’ombra del modello Doha

Caccia: a destra la passione e i miliardi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA