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Parità di genere? Nel Piano di Draghi quasi non si vede

“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”: così recita l’articolo 37 della nostra Costituzione. E l’uguaglianza di remunerazione per un lavoro di egual valore è un principio che era già contenuto nella Costituzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) del 1919, organizzazione della Società delle nazioni, nata con l’obiettivo di perseguire la giustizia sociale e il riconoscimento universale dei diritti umani nel lavoro, attraverso la promozione di un lavoro dignitoso – il cosiddetto decent work – in condizioni paritarie in termini di uguaglianza, libertà e sicurezza per tutte le donne e tutti gli uomini.

Nel secondo dopoguerra questo principio fu rafforzato nella Convenzione OIL n. 100, che venne ratificata dall’Italia nel 1956 dando il via a un processo di riforme, culminato con la legge 903/77 con cui il parlamento ratificò la parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Eppure, dati Istat alla mano, il cosiddetto gender pay gap – cioè il differenziale retributivo di genere che misura le sperequazioni tra donne e uomini a parità di mansioni – continua a esistere nel nostro Paese.

Polizia, quarant’anni dopo la smilitarizzazione

Fu davvero una rivoluzione quella legge che quaranta anni fa ha “smilitarizzato” la Polizia di Stato. Un movimento democratico dal basso, le migliori energie...

8 marzo: si fa presto a dire “auguri!”

Non bastano gli auguri per tutte le donne che oggi vivono la ricorrenza della loro festa, perché la fase terribile che stiamo vivendo – complici la crisi economica che ci accompagna da più di un decennio e un anno di pandemia che ci sta mettendo in ginocchio sotto tutti i punti di vista – corrisponde a un periodo nero per il mondo femminile. Una crisi che, dal punto di vista occupazionale, ha colpito principalmente i lavoratori autonomi e quelli a tempo determinato. E proprio per questo ha inciso negativamente sull’occupazione femminile. Basti pensare che, pur in presenza del blocco dei licenziamenti, che resterà in vigore fino alla fine di marzo, i dati Istat 2020 ci dicono che su 101mila lavoratori che hanno perso il lavoro a dicembre (-0,4% rispetto a novembre), ben 99mila sono donne e solo duemila uomini.

Non solo le donne, tra i lavoratori, sono le più colpite dal Covid e hanno lavori più precari o irregolari, ma detengono anche un altro primato: sono quelle che continuano a morire per mano del partner o dell’ex. Solo tra gennaio e febbraio si contano in Italia già dodici donne uccise, dodici femminicidi, un problema culturale che abbiamo già toccato su terzogiornale. Non c’è quindi molto da festeggiare in questo 8 marzo 2021.

Quel nuovo welfare che passa anche dai Tampax. L’esempio francese

Il modo di contenere il flusso mestruale ha cambiato, nei secoli, la vita delle donne. Dall’antichità, in cui si usavano lana, tessuti, pelli di animali, papiro ammorbidito, per citare solo alcuni metodi, fino ad arrivare alla “rivoluzione” introdotta dall’uso degli assorbenti: esterni, con l’adesivo, e soprattutto interni, come i Tampax. Si può dire che l’emancipazione della donna sia stata accompagnata dalla possibilità, data dall’utilizzo di questo nuovo dispositivo per l’igiene intima, di governare quei giorni in cui, prima, era costretta a casa. Dopo l’introduzione degli assorbenti, le donne hanno potuto finalmente uscire di casa, essere autonome, controllare la propria vita, lavorare e svolgere tutte le mansioni che svolgevano nei giorni di assenza del ciclo. La libertà di movimento è anche una forma di libertà di pensiero.

Ma oggi, nel 2021, ci si scontra ancora con quell’escalation negli anni della tassazione degli assorbenti, un bene di largo consumo necessario, basilare nella vita di qualsiasi donna in età fertile, che sono tassati con aliquota al 22 per cento, come i beni di lusso. Al contrario, il rasoio da barba è tassato al 4 per cento. Come si può associare un assorbente ad un prodotto di élite? Una condizione che si aggiunge come altro importante elemento di difficoltà economica nel periodo delicato in cui stiamo vivendo.

Papa Francesco e le donne all’altare. La nuova liturgia

Con la sua recente riforma Francesco ha dato (o meglio ridato) vita a una Chiesa nella quale donne con il camice bianco e i...

Il 25 novembre visto dagli uomini

Il 25 novembre, Giornata mondiale della violenza contro le donne, funestata da altri due femminicidi, uno in Calabria e l’altro in Veneto, che si...