Home Tags Donne

Tag: donne

Piccola lunga storia di Giorgia Meloni

Tra le peculiarità e le stravaganze a cui la politica italiana ci ha abituati, c’è adesso quella della candidatura di una donna dell’estrema destra di estrazione fascista alla presidenza del Consiglio. Sarà una distorsione o, se si vuole, un capovolgimento del femminismo; ma, come ha messo in luce Anna Loretoni su “terzogiornale”, è comunque lei la prima a “tagliare il traguardo”. Non c’è stata nessuna finora, nel “mondo progressista” (per usare un’espressione volutamente vaga), che abbia raggiunto posizioni di leadership tali da rendere ipotizzabile un suo accesso a palazzo Chigi. Ciò accade invece a Giorgia Meloni: ed è, come vedremo, il punto di approdo di una storia di lungo periodo, che rende l’Italia un caso a sé (a differenza della Francia, per esempio, dove pure la persistente candidatura di Marine Le Pen alla presidenza della Repubblica ha visto, negli anni, la presenza di figure femminili di tutt’altro segno nella competizione elettorale).

Nel fascismo storico, come si sa, le donne non contavano nulla: erano tutt’al più delle eminenze grigie, come l’amante di Mussolini Margherita Sarfatti. Una “gerarca” donna sarebbe stata una contraddizione in termini. Com’è stato possibile, nella evoluzione postfascista, che una donna sia arrivata a ricoprire un ruolo apicale, e che anzi fosse lei, dopo la defezione di Gianfranco Fini, a rilanciare la tradizione dell’estrema destra italiana, con capacità politiche e una “durezza” che un tempo i suoi camerati avrebbero considerato doti esclusivamente virili? La risposta si articola in due momenti: Meloni è infatti postfascista non meno che postberlusconiana.

Giorgia Meloni premier? Quale femminismo?

Giorgia Meloni potrebbe diventare la prima donna premier nella storia dell’Italia repubblicana. Altre figure femminili hanno ricoperto e ricoprono rilevanti cariche; da Nilde Iotti...

Sentenza regressiva sull’aborto negli Stati Uniti. E in Italia?

La sentenza “Dobbs v. Jackson” della Corte suprema degli Stati Uniti abolisce il diritto costituzionale all’aborto sancito dalla storica sentenza del 1973 “Roe v....

Papa Francesco e il superamento del clericalismo

Per capire cosa abbia fatto papa Francesco nominando tre donne nella Congregazione per i vescovi, di cui due nella commissione incaricata della selezione dei...

Stati Uniti: l’aborto non è più tutelato

Da sempre gli Stati Uniti hanno rappresentato la terra per eccellenza della libertà, nell’immaginario collettivo, con lo Stato come garante dei diritti individuali. Nel...

In una sentenza il futuro dell’aborto negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti si stanno spaccando in due, e negli ultimi giorni la divisione non è soltanto tra democratici e repubblicani, ma tra pro-life...

Aborto: la “marea verde” avanza in America latina

Ci sono quei giorni che rimangono nella memoria storica di un Paese per sempre: come il 25 aprile 1945 in Italia, come l’11 settembre...

Previdenza, si riparte dalla Costituzione

La notizia è arrivata direttamente dal presidente del Consiglio, Mario Draghi: la discussione con i sindacati sulla riforma della previdenza è ufficialmente aperta. Il...

Tunisia, fine dell’eccezione democratica

Non sappiamo ancora chi veramente sia la professoressa di geologia a cui il presidente tunisino Kaïs Saïed, con una mossa a sorpresa, ha affidato qualche giorno fa l’incarico di formare il governo; ma tutto lascia pensare che si tratti soltanto di un’abile mossa per distogliere l’attenzione della comunità internazionale, soprattutto, dalle perplessità suscitate dalla Tunisia del dopo “colpo di mano” del 25 luglio scorso, giorno in cui fu sospesa d’autorità l’attività del parlamento. Se in un articolo, apparso su “terzogiornale” il 3 settembre a firma di Vittorio Bonanni, scrivevamo: “La rivoluzione tunisina dei gelsomini rischia di appassire”, oggi ci sentiamo di dire: l’eccezione tunisina, cioè il tentativo – unico nei Paesi toccati dalla “primavera araba” di dieci anni fa – di costruire una democrazia parlamentare è arrivato al capolinea. Il presidente, dopo aver prorogato sine die la sospensione del parlamento, il 22 settembre ha firmato un decreto che concentra nelle sue mani tutti i poteri, annunciando una “riforma politica” che sarà sottoposta a referendum.

Si va verso un modello plebiscitario basato sulla disintermediazione tipica di una “democrazia diretta” piramidale, che avrebbe nel vertice politico, cioè nella figura dello stesso Saïed e nel suo rapporto con il “popolo”, la massima espressione, a discapito dei partiti, ridotti tutt’al più a elementi di contorno. Saïed, del resto, era stato eletto nel 2019 con lo slogan “il popolo lo vuole”, e con oltre il settanta per cento delle preferenze, proprio come homo novus rispetto alla democrazia dei partiti. Ma il nodo dell’islam politico – che in Tunisia è dato da Ennahda, così come in Egitto era dato dai Fratelli musulmani – resta il principale punto da affrontare quando si discorre di un’evoluzione democratica dei Paesi arabi.

Polizia, quarant’anni dopo la smilitarizzazione

(Questo articolo è stato pubblicato il 2 aprile 2021) Fu davvero una rivoluzione quella legge che quaranta anni fa ha “smilitarizzato” la Polizia di...