• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Fine vita, Brad Pitt o Barabba?

Fine vita, Brad Pitt o Barabba?

18 Settembre 2025 Paolo Barbieri  958

L’Italia avrà prima o poi una legge sul suicidio assistito? La risposta è “ni”. Al Senato i relatori del disegno di legge sul fine vita, due esponenti della maggioranza governativa, hanno presentato i loro emendamenti al testo in discussione, senza andare troppo incontro alle critiche già espresse dalle forze di opposizione presenti in parlamento. Forze che su questi temi (come su quasi tutto il resto, per la verità) è difficile immaginare arroccate su posizioni estreme o anche solo radicali. Intanto, la scadenza per i subemendamenti, cioè per le proposte di modifica agli emendamenti dei relatori, è stata fissata con un certo comodo al 23 settembre, mentre sulla tempistica dei lavori incombe la minaccia della sessione di bilancio, che in genere blocca il percorso dei provvedimenti ordinari. Va ricordato che, all’origine del testo in discussione, c’è un disegno di legge di opposizione (primo firmatario Alfredo Bazoli del Pd) che prendeva le mosse da quello già esaminato, ma non portato a termine, nella scorsa legislatura.

Oggetto del provvedimento (del quale ci eravamo già occupati qui) è l’accertamento dei requisiti che devono avere i malati che chiedono di essere aiutati a morire per essere sicuri che chi li aiuta a farlo non vada incontro a conseguenze penali. Malati che devono essere in grado di esprimere la propria volontà ma non di eseguirla, in un perimetro che di fatto è stato delimitato dalla Corte costituzionale con la sentenza 242 del 2019, quasi sei anni fa. Fra le altre cose, i giudici delle leggi osservarono che “il divieto assoluto di aiuto al suicidio finisce per limitare ingiustificatamente nonché irragionevolmente la libertà di autodeterminazione del malato nella scelta delle terapie, comprese quelle finalizzate a liberarlo dalle sofferenze”. Stabilirono anche la centralità del Servizio sanitario nazionale nella procedura: è incostituzionale, si legge nella sentenza, la norma vigente “nella parte in cui non esclude la punibilità di chi (…) agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”.

Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia e Pierantonio Zanettin di Forza Italia, i due relatori nelle commissioni riunite Giustizia e Affari costituzionali del Senato, hanno invece ribadito con nettezza, nelle loro ultime proposte, il divieto assoluto all’erogazione dell’assistenza al suicidio attraverso le strutture, il personale e i farmaci del Servizio sanitario nazionale. Hanno sostituito formalmente la loro precedente, e contestata, proposta di istituire un nuovo Comitato nazionale per la valutazione dei requisiti dei malati che faranno richiesta, con il già esistente Coordinamento dei comitati etici regionali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici previsto da una legge del 2017; coordinamento che però in questo caso andrebbe comunque integrato da altri componenti. In ogni caso – dicono le opposizioni –, nel rimbalzo fra il livello nazionale e quelli territoriali, la tempistica delle valutazioni delle domande rischia di allungarsi fino a centocinquanta giorni.

Punto decisivo dei testi dei relatori resta la dichiarazione di principio sulla inesistenza di un “diritto” a essere assistiti e il conseguente “no” all’utilizzo di strutture, farmaci e personale del Servizio sanitario nazionale; il che determina anche il rischio molto concreto di una selezione per censo: solo chi potrà permetterselo, una volta superate le forche caudine dell’esame dei comitati etici, pagherà uno specialista e potrà porre fine alle sue sofferenze. Ma chi può permetterselo, già adesso ha la possibilità di andare all’estero. Tutti gli altri si affideranno, se ci credono, alla misericordia di Dio. Ecco perché alla domanda se l’Italia avrà una legge sul fine vita la risposta più logica sembra essere “ni”, il che non esclude che in qualche modo possa trovare compimento la orgogliosa rivendicazione del presidente della commissione Affari sociali di palazzo Madama, Francesco Zaffini, senatore di Fratelli d’Italia: “La sinistra non è mai riuscita a fare una legge mentre il centrodestra la legge la farà”. Ma, nonostante la delicatezza del tema, rischia di essere una legge della sola maggioranza, visto che le voci che si sono levate dalle opposizioni hanno indicato come “più lontane” le ipotesi di una mediazione.

Dietro le barricate normative delle destre, ci sono le pressioni delle lobby cattoliche più oltranziste, e in generale la rigidità dottrinaria della Chiesa sui temi etici. Ma non si deve immaginare un esercito di rozzi fanatici crociati: sarebbero forse più facili da sconfiggere, se non altro perché nel 2025 anche le forze di destra devono fare i conti con una sensibilità maggiore della popolazione su questi temi. Nel campo di chi avverte dei rischi che sono connessi a una possibile legge sul fine vita, ci sono invece posizioni di grande raffinatezza. Un esempio molto interessante, per la competenza tecnica e la capacità narrativa messa in campo, si legge sul quotidiano dei vescovi italiani “Avvenire”, con la firma di Matilde Leonardi, neurologa, docente dell’Università cattolica e componente del Comitato nazionale per la bioetica. Il cuore del ragionamento della scienziata è che, in alcune malattie, la volontà suicidaria viene indotta da alterazioni neurologiche o neurofisiologiche, e quindi da una distorsione patologica dell’umore che devia la capacità “di prendere decisioni libere e consapevoli”, indicata dalla Consulta come la base per esercitare il diritto all’autodeterminazione del malato. L’autrice dell’articolo immagina una scena sul modello evangelico della scelta della folla tra Gesù e Barabba: in questo caso si tratta di due aspiranti suicidi. Il primo è il famoso attore Brad Pitt: quando manifesta il proposito di togliersi la vita, la folla si oppone e lo convince a desistere; il secondo è un disabile, nei cui confronti la folla è più comprensiva e lascia che compia il suo gesto. “Ecco il pregiudizio che attraversa la nostra società: la vita malata, fragile, è percepita come meno degna di essere difesa”, scrive la scienziata.

Si vorrebbe naturalmente credere alla buona fede di chi sostiene queste tesi, se non fosse che abbiamo letto a quale tipologia di persone la sentenza della Corte chiede che si riconosca la possibilità di mettere fine alle proprie sofferenze, quindi non si vede come il caso di un ipotetico Brad Pitt possa rientrare nel ragionamento. Il rischio concreto è invece quello di considerare la “vita malata, fragile”, per usare le stesse parole dell’articolo di “Avvenire”, meno degna di decidere per se stessa.

Insomma, magari alla fine la legge verrà fatta: ma ai malcapitati latori di una richiesta di autorizzazione per il suicidio assistito, i quali vorranno documentare che stanno troppo male per andare avanti, potrebbe essere fatto notare (dalle competenti autorità riunite nel Coordinamento dei comitati etici) che stanno troppo male perché la loro scelta possa essere giudicata libera e consapevole; e che la loro richiesta non è la rivendicazione di un diritto ma la manifestazione di un sintomo. Con tanti saluti alla sentenza della Consulta e alla “libertà di autodeterminazione del malato”.

943
Archiviato inEditoriale
Tagsddl al senato fine vita Paolo Barbieri suicidio assistito

Articolo precedente

Messico, i successi di Claudia Sheinbaum

Articolo successivo

Il futuro incerto dell’Indonesia

Paolo Barbieri

Articoli correlati

Salvini, il congresso ultima trincea

Vannacci in Calabria

I due volti di Conte

Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno

Dello stesso autore

Salvini, il congresso ultima trincea

Vannacci in Calabria

I due volti di Conte

Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Né ordine né disordine: gli studenti della generazione europea
Stefania Tirini    19 Ottobre 2026
Cittadinanza, in arrivo norme aberranti
Stefania Limiti    16 Ottobre 2026
Legge elettorale: oltre trenta ricorsi alla Corte costituzionale
Stefania Limiti    13 Ottobre 2026
Ultimi articoli
In Marocco prima donna premier per un re che governa
Luciano Ardesi    21 Ottobre 2026
L’ondata di rivolta giovanile
Agostino Petrillo    19 Ottobre 2026
Ex Ilva, quelle piazze da ascoltare
Guido Ruotolo    19 Ottobre 2026
Il Brasile verso il ballottaggio
Claudio Madricardo    16 Ottobre 2026
In India le manifestazioni dell’opposizione
Marco Santopadre    15 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA