• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Una parte del Pd contro la maternità surrogata

Una parte del Pd contro la maternità surrogata

La “gestazione per altri” sta creando divisione nel dibattito interno al partito, che vede la segretaria Schlein favorevole alla pratica. Due appelli, da femministe e intellettuali, con punti di vista diversi

25 Maggio 2023 Vittorio Bonanni  1127

Non bastavano la tormentata questione della guerra in Ucraina, e altri temi che non stiamo qui a elencare, a rendere difficile la vita del Pd, la cui segretaria, Elly Schlein, sta cercando faticosamente di spostare a sinistra. Proprio con il suo arrivo un altro problema – non nuovo per la verità, ma all’interno del Nazareno finora poco discusso – ha fatto irruzione con tutta la sua forza divisiva nella politica come nella società in generale. La “gestazione per altri” o “maternità surrogata”, o ancora “utero in affitto” (vedi qui) che dir si voglia, sta facendo discutere un giorno sì e l’altro pure militanti e dirigenti democratici.

Già il 19 aprile scorso l’ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna, senza preoccuparsi troppo di discuterne all’interno del suo partito, nel corso di una conferenza stampa, si era detta favorevole a una pratica che dovrebbe invece confliggere con alcuni principi cardine della sinistra. Ma tant’è. La sua appartenenza al mondo Lgbtq, nella quasi totale interezza d’accordo con la “gpa”, è più importante di qualsiasi necessario confronto su un tema che, come abbiamo detto, divide le coscienze. Come pure è stato ignorato, malgrado la disponibilità a parole, l’appello di cento femministe provenienti da varie realtà – Udi, Arcilesbica, Libreria delle donne di Milano, Casa delle donne di Pesaro, oltre ad alcuni centri antiviolenza e operatrici della salute delle donne –, le quali sostenendo “non lasciamo questo tema alla destra”, hanno firmato chiedendo alla leader democratica di dichiararsi contro questa pratica, utilizzata da coppie etero e omosessuali per diventare genitori.

Tra le tante criticità segnalate nel lungo testo ce n’è una che da sola dovrebbe agitare i sonni di chi sostiene la “gpa”: “Chi nasce da surrogazione di maternità è privato delle cure materne e non viene allattato ma subito consegnato ai committenti, perché si vuole spezzare l’attaccamento che già sussiste con la puerpera, a prescindere dal legame genetico. Questo – aggiungono le firmatarie – è un danno. Crescendo gli/le sarà negato di conoscere la sua origine materna, deliberatamente scomposta tra produttrice di ovulo ignota e gestante. Questo è un altro danno”. Una presa di posizione dunque netta, tranchant, non condivisa da altre femministe e intellettuali come, tra le tante, Chiara Saraceno e Lea Melandri. “Pensiamo sia necessario che su un tema etico così sensibile, delicato e divisivo, ci si confronti in un dibattito pubblico aperto, spogliandoci di ogni fondamentalismo, di ogni ideologia precostituita, e ascoltando tutte e tutti quelli che su questo tema possano portare saperi, esperienze e pratiche. Ascoltando – aggiunge il gruppo – soprattutto i soggetti coinvolti, le persone in carne e ossa, le nuove relazioni che si creano, le loro vite”.

Come dicevamo, questo dibattito serrato è entrato a piè pari dentro il Pd. La dichiarazione perentoria di Schlein – condivisa anche da Alessandro Zan, fautore della proposta di legge contro l’omofobia – ha suscitato reazioni negative soprattutto tra i cattolici, ma non solo. Il presidente del partito, nonché dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, si è fatto portavoce dell’ala più contraria e cattolica del Pd: “Non sono d’accordo con l’utero in affitto, peraltro non è previsto dalla legge. Sì alla fecondazione assistita o alle adozioni di bambini per gay e single, ma niente maternità surrogata”. Anche il senatoreAlfredo Bazoli ha stigmatizzato la pratica dell’utero in affitto. “Penso che la ‘gpa’ sia una grave violazione della dignità della donna – ha detto Bazoli – e quindi è giusto che sia vietata e sanzionata come reato in Italia. Penso che sia altrettanto giusto che i figli generati in questo modo vengano tutelati, perché non possono ricadere su di loro le colpe dei genitori”.

A ricompattare, almeno per il momento, il partito su questo tema è stata però la proposta di legge di Fratelli d’Italia, la cui prima firmataria è Carolina Varchi, la quale prevede che la “gpa” venga considerata un reato anche se cercata all’estero. Al momento, infatti, è illegale solamente se commessa all’interno dei confini nazionali, ma questo non impedisce alle persone di ricorrervi all’estero e poi tornare in Italia con il figlio avuto tramite surrogata. Anche questa una dichiarazione di principi che, al di là di chi l’ha proposta, non si discosta molto da uno dei due testi delle femministe che abbiamo citato.

Da quanto abbiamo descritto, si evincono due cose: da un lato, una destra compattissima nel contrastare la “gpa” in chiave omofoba e a difesa della famiglia tradizionale; dall’altro, invece, una sinistra, e in questo caso il Pd, nella confusione più assoluta. Essersi riappacificati sul tema del “reato universale” non risolve il problema, perché da parte di chi è favorevole verrà comunque presentato un disegno di legge, che in ogni caso riproporrà il sì a una “gpa” magari regolamentata.

Una divisione e un imbarazzo che stanno attraversando più in generale il popolo della sinistra, il quale, pur non nascondendo le proprie perplessità su una modalità per diventare genitori inimmaginabile fino a qualche anno fa, sembra quasi rassegnato ad accettarla come una prassi difficile da contrastare, sia perché a opporsi è il governo più a destra della storia repubblicana, sia perché – adozione a parte – un suo divieto impedirebbe alle coppie omosessuali composte da due uomini di diventare genitori, introducendo così un inedito “diritto alla genitorialità”, che riguarda, a onore del vero, anche coppie etero, mentre sarebbe invece il minore ad avere diritto ad avere due genitori adeguati a ricoprire questo ruolo. Un caos che il Pd rischia di pagare anche in termini elettorali, vista la presumibile contrarietà di una parte consistente dell’elettorato, anche quello orientato a sinistra, a una prassi per diventare madri o padri così controversa e complicata, tale però da poter rendere paradossalmente più semplice diventare genitori con la “gpa” che con l’adozione. La quale prevede un iter complesso per ottenere un’idoneità non prevista, per ovvie ragioni, dalla maternità surrogata.    

1.134
Archiviato inArticoli
Tagsappello cento femministe area cattolica Pd Chiara Saraceno Elly Schlein femministe gpa Lea Melandri lgbtq maternità surrogata Pd stefano bonaccini utero in affitto Vittorio Bonanni

Articolo precedente

All’Antimafia una presidente invisa alle associazioni dei parenti delle vittime

Articolo successivo

Annunziata annunzia che non c’è più la Rai

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

Fascisti col vento in poppa nella penisola iberica

In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento

Ah, vecchie care espulsioni!

Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato

Dello stesso autore

Fascisti col vento in poppa nella penisola iberica

In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento

Ah, vecchie care espulsioni!

Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
Ultimi articoli
Fascisti col vento in poppa nella penisola iberica
Vittorio Bonanni    11 Febbraio 2026
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)
Paolo Andruccioli    11 Febbraio 2026
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA