• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » Diritti umani? Chi se ne frega!

Diritti umani? Chi se ne frega!

5 Aprile 2022 Rino Genovese  2023

La guerra si sta incistando nel cuore dell’Europa. C’è uno stallo: i russi non sono riusciti a piegare la resistenza ucraina e ad andare avanti; gli ucraini hanno dimostrato di essere in grado di rispondere con controffensive locali, ma non possono ricacciare indietro gli invasori. Se le cose stanno così, la guerra durerà. L’appoggio occidentale all’Ucraina ne costituisce il “polmone esterno” in fatto di rifornimenti, armamenti, intelligence. Le speranze di una tregua – per tacere di quelle di una “pace armata” – si allontanano. Ciò non significa che, nei prossimi mesi, scoppi un conflitto mondiale, o che la Russia decida di usare l’arma nucleare tattica; più probabile è che si continui in una sorta di guerra di posizione, con qualche prolungato assedio, come a Mariupol’. Un po’ come se l’intero territorio ucraino diventasse ciò che per otto anni è stato il Donbass: una guerra (semi)dimenticata.

In questa situazione, aumentano le probabilità di crimini di guerra. La guerra è un crimine in sé: ma le rappresaglie contro i civili, i massacri, com’è avvenuto probabilmente nei dintorni di Kiev, rinvierebbero al giudizio di quella famosa giustizia penale internazionale che ha trovato, purtroppo, una realizzazione solo molto parziale con la Corte dell’Aia. I principali Paesi i cui dirigenti e militari potrebbero essere processati, cioè gli Stati Uniti e la Russia, non vi aderiscono. Quando il leader serbo Milošević fu portato a processo – dopo che la Nato, e nel suo quadro l’Italia, avevano bombardato Belgrado, senza neanche uno straccio di mandato da parte dell’Onu – era ormai un uomo sconfitto e isolato all’interno del suo stesso Paese. Molti anni dopo, nel 2020, anche il dirigente albanese-cosovaro Hashim Thaçi finirà davanti al tribunale dell’Aia: a dimostrazione che, nelle guerre, i crimini sono perpetrati in genere da ambedue le parti. Non sarà questa, però, la sorte di Putin e dei suoi, che non soltanto hanno un avvocato che si chiama arma nucleare, ma che – se anche dovessero cadere – molto difficilmente verrebbero consegnati dai successori a un tribunale internazionale che, nel loro caso, dovrebbe essere una specie di Norimberga ad hoc.

Dunque la guerra e le sue efferatezze possono proseguire nella quasi certezza dell’impunità. Dei diritti umani, del resto, chi se ne frega! La ricerca di una condizione “di civiltà” (per usare un’espressione roboante), che si è fatta strada a poco a poco nella coscienza di tanti – l’idea, cioè, che bisognerebbe rispettare almeno qualche regola elementare, anche in guerra –, in fin dei conti uno standard minimo di ripudio della crudeltà rispetto a ciò che si potrebbe esigere nel senso della costruzione di una “pace perpetua”, non interessa i potenti. Unicamente papa Bergoglio se ne fa interprete in modo conseguente, con le sue proteste a trecentosessanta gradi, sia contro le guerre sia per l’accoglienza ai migranti. Eppure il diritto “positivo”, non quello “naturale” cristiano, sta alle spalle di un’idea – o di un’utopia – come l’attuazione di una giustizia penale internazionale. Si tratta infatti di una conquista lenta che – per poter funzionare davvero – richiederebbe condizioni politiche differenti da quelle di oggi. Richiederebbe un ruolo molto più centrale dell’Onu. È invece sotto gli occhi di tutti l’impotenza delle Nazioni Unite che, al di là dell’approvazione di una mozione contro la Russia per la sua aggressione all’Ucraina, non sono andate e non possono andare.

Anziché cercare di mettere mano a una riforma dell’Onu, in tutti questi anni che ci separano dalla caduta del Muro di Berlino, l’Occidente – gli Stati Uniti e la Gran Bretagna in testa – ha pensato piuttosto a sminuirne il ruolo. Una ventina di anni fa, si è arrivati perfino alla sceneggiata delle false prove riguardo alle armi di distruzione di massa che l’Iraq di Saddam Hussein avrebbe avuto – al solo scopo di giustificare un’aggressione contro quel Paese. E si può toccare con mano cosa avrebbe significato, al contrario, mandare sotto processo personaggi come Bush jr. e Tony Blair (campione, quest’ultimo, di molta “sinistra” italiana), che di quella stagione di ridicolizzazione dell’Onu furono i protagonisti. Oggi un Occidente privo di autorità morale grida al vento la propria protesta e la propria indignazione per quanto sta avvenendo in Ucraina.

2.053
Archiviato inEditoriale Ucraina
TagsCorte dell'Aia diritti umani giustizia penale internazionale guerra Occidente Onu Rino Genovese Russia Ucraina Vladimir Putin

Articolo precedente

Le possibili conseguenze economiche della guerra

Articolo successivo

Caso Cucchi: dalla Cassazione l’ultima parola

Rino Genovese

Articoli correlati

Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)

Stupidità e autoritarismo

Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)

Breve riflessione sul riformismo

Dello stesso autore

Stupidità e autoritarismo

Breve riflessione sul riformismo

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Referendum, il “sì” con il fiato corto (e i “quindici” stappano una bottiglia)
Luca Baiada    10 Febbraio 2026
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Ultimi articoli
In Congo la pace di Trump vacilla, gli affari no
Luciano Ardesi    12 Febbraio 2026
Fascisti col vento in poppa nella penisola iberica
Vittorio Bonanni    11 Febbraio 2026
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Essere “latino”: Bad Bunny e la spettacolarizzazione dell’identità
Paulina Sabugal Paz    12 Febbraio 2026
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
Ultime analisi
Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)
Paolo Andruccioli    11 Febbraio 2026
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA