• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Diritto alla resistenza. Un dialogo

Diritto alla resistenza. Un dialogo

1 Aprile 2022 Riccardo Cristiano  1497

In una recente e persuasiva risposta, Rino Genovese mi ha fatto notare che, in un precedente articolo per “terzogiornale”, avevo scritto che il nostro problema è non credere più: ma se davvero il problema fosse che non crediamo più in nulla – ha osservato –, allora avrebbe ragione il patriarca di Mosca, che giustifica la guerra dicendo che la legge di Dio è sfidata dall’Occidente, e per questo essa va combattuta e vinta. All’opposto, si potrebbe contraddirlo dicendo che la volontà di Dio, la sua vera legge, ci chiedono di sconfiggere Putin. Ma non si crede soltanto in Dio, che non sapendo se esista si può solo “credere che esista” o “credere che non esista”. Altrettanto può valere per la libertà, per l’uguaglianza, per la fraternità. Esistono? Forse non esistono, o potrebbero esistere se noi crediamo che esistano e che possano esistere, o addirittura che debbano esistere. Si crede, o non si crede, oltre che in Dio, in molte altre cose. Questa guerra, come spesso accade con le guerre, ci pone purtroppo davanti alla domanda: in che cosa crediamo?

Da tempo il dibattito principale, molto ideologico, riguarda una domanda: è giusto o sbagliato armare gli ucraini? La discussione è ideologica perché pochi l’hanno riferita a un caso concreto: un signore, residente a Mariupol’, si trova i tank russi non distanti da casa. È giusto mandargli un’arma idonea a respingere l’assalitore? La questione diviene ideologica quando si esce dal contesto materiale e si entra in quello immateriale. Perché è arrivato quel carro armato? Cosa ha fatto il governo del Paese in cui quel signore risiede per provocare l’aggressore? Quale imperialismo ha mosso il tutto? Ciò è importante, anzi importantissimo, ma appartiene al mondo delle idee, le nostre. Tutti vorremmo conoscere la verità, ma abbiamo idee diverse al riguardo, nessuno di noi conosce la Verità. L’unica che conosciamo per certa è quella del tale signore con il carro armato davanti a casa.

Se cerchiamo di districare la matassa dei fatti e delle cause, dobbiamo ricorrere necessariamente alle idee, decisive per formarci un’opinione intorno a questo conflitto, e quindi una su cosa fare: al centro di tutto, c’è un espansionismo o un altro espansionismo? Per decidere da che parte stare, è decisivo capire, formarsi un’idea. Questa idea ci allontana dal tale signore: lui non vuole lasciare casa sua, io che faccio? Lo aiuto o ritengo che farlo sia rischioso, nel senso che il suo evidente diritto a difendersi può però poi provocare un conflitto più vasto, provocando danni maggiori, ledendo altri diritti?

Questa domanda ci obbliga a una valutazione. E nella valutazione può entrare, oltre al futuro, anche il passato. Qui l’ideologia diventa padrona del campo. In un personale giudizio su torti e ragioni, provocatori e provocati, entrano in ballo considerazioni soggettive, simpatie e antipatie, vicinanze e distanze, visioni e opposizioni. È inevitabile, ma ci allontana dalla realtà che è più reale di ogni idea.

In questo allontanamento si avverte un rischio pressante. Lontani dalla realtà materiale, fisica, concreta, le idee trasferiscono la guerra nel nostro immaginario e, di qui, nella nostra realtà, condizionata da altri immaginari. E allora diviene importante capire che guerra divenga questa guerra. Una guerra trasferita dal suo alveo nel nostro diviene un’altra cosa. Diviene una guerra che risponde ad altre guerre, che noi riteniamo coinvolgerci, giustamente o ingiustamente. Per esempio, ed è abbastanza evidente, quella dell’establishment americano che si vendica di qualcuno che ha sfidato il loro sistema elettorale, cioè Putin. Ma non è il Putin che ha invaso l’Ucraina, è il Putin dell’interferenza con il voto americano, fino al “quasi golpe” di Trump. È una reazione, ma è un’altra guerra.

E ci sarà ancora un’altra guerra, quella per il mercato del gas: comprensibile per quanto cinica, ma anche qui, un’altra. Poi c’è la guerra contro le élite, la teoria di “grande reset” globalista, di cui parlano tutte le destre sovraniste, e che alcuni scorgono dietro il “necessario” intervento russo, al fine di evitare di essere travolti dal Piano malevolo. Si entra così nel diffusissimo complottismo, che resta anche nel mondo di altre guerre. Che possiamo vedere, immaginare, o perfino trovare citate sui nostri giornali. La malvagità assoluta dei russi, per esempio, eterno nemico, l’orso che ha già prodotto il mostro sovietico. Ma cosa c’entra l’Unione sovietica che, in fin dei conti, prima rese l’Ucraina una Repubblica autonoma e poi le diede la Crimea? E la malvagità ovviamente del demone americano? Anche qui, non di Biden, ma dell’America in sé, o della Nato.

Ciò impone la centralità di una parola: resistenza. Ai russi, all’orso, bisogna resistere. All’America, alla Nato e ai loro piani malvagi, bisogna resistere. Anche cancellando la reale resistenza del signore di Mariupol’, che magari non ha neanche votato per Zelensky, ma che vorrebbe restare a casa sua. Ecco, questa resistenza sparisce davanti alle resistenze ideologiche, mentre solo essa è concreta. Questa resistenza non giudica i russi, e non sposa ogni politica ucraina. È la resistenza di un essere umano, nei suoi diritti più semplici. Si può credere in questo?

In un’accalorata surenchère televisiva Michele Santoro ha affermato che le immagini che giungono dall’Ucraina sono “insopportabili”. Ha ragione. Ma quelle immagini sono immagini per noi. Per altri sono i loro corpi, le loro case, la loro vita. Non possono essere fermate perché comunque, per loro, resteranno realtà viva. Questa realtà può solo essere sostituita da un’altra realtà. Non può sparire, può subentrare qualcosa di altro, di nuovo. Non c’è sparizione possibile dell’immagine, ma c’è solo l’ingresso di una nuova immagine. Quale?

Si tratta di scegliere: se crediamo nel diritto di quell’essere umano a resistere o no. Se ci crediamo – non nel nome del nostro interesse, ma del suo diritto a vivere come meglio ritiene –, crederemo nella sua libertà, uguale alla nostra in quanto fratelli. Questo diritto andrà tutelato e reso possibile in modi diversi: l’immagine che esce non può determinare quale immagine subentri. Il nostro realismo, la nostra coscienza, la nostra visione potranno cambiare, produrre esiti diversi, ma il punto di partenza è questo. Non l’insopportabilità dell’immagine, di cui ha detto Michele Santoro, ma la necessità di vederla.   

1.512
Archiviato inEditoriale Ucraina
Tagsguerra resistenza Riccardo Cristiano Rino Genovese Russia Ucraina

Articolo precedente

Russia “rosso-bruna”

Articolo successivo

Difesa europea, una chimera?

Riccardo Cristiano

Seguimi

Articoli correlati

La Francia di nuovo in fiamme

No alle primarie, in Francia come in Italia

Escissione amore mio

La Corea del Nord rafforza i legami con la Russia

Dello stesso autore

Il nuovo papa è l’anti-Trump

Becciu, processo al clericalismo

Perché Bergoglio sarebbe andato a Dubai

Bergoglio papa della “rivoluzione pluralista”

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
No alle primarie, in Francia come in Italia
Rino Genovese    25 Settembre 2026
Quote, la scuola ridotta a un numero
Stefania Tirini    23 Settembre 2026
Ultimi articoli
Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere
Vittorio Bonanni    2 Ottobre 2026
Lula o Bolsonaro figlio? Il Brasile al bivio
Claudio Madricardo    1 Ottobre 2026
Vannacci in Calabria
Paolo Barbieri    30 Settembre 2026
Per chi suona la campana a Madrid
Agostino Petrillo    29 Settembre 2026
In Marocco i giovani disertano le urne
Luciano Ardesi    29 Settembre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA