• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » In Russia si prova a censurare l’arte

In Russia si prova a censurare l’arte

Il progetto, ora sospeso perché osteggiato da troppi tra gli addetti ai lavori, vorrebbe promuovere soltanto la conservazione dei valori tradizionali nelle opere. Un colloquio con Giovanni Savino, docente a Mosca

16 Febbraio 2022 Giancarlo Castelli  2306

Qualcuno l’ha definito “inefficace”. Qualcun altro l’ha considerato semplicemente “censura”, senza troppi giri di parole. Il progetto, dal lungo e impegnativo nome “Fondamenti della politica di Stato per la conservazione e il rafforzamento dei valori morali e spirituali della tradizione russa”, ha fatto talmente discutere in Russia, all’interno e non solo della comunità artistica e culturale, che per ora si è deciso di sospenderlo.

Il provvedimento, un vero e proprio ukaz di Putin, era stato varato lo scorso dicembre e poi pubblicato sul sito del ministero della Cultura per essere sottoposto all’attenzione di tutti coloro che, a vario titolo, operano nel campo della cultura, dell’arte e dello spettacolo. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Interfax, più della metà di coloro che erano stati invitati a esprimere opinioni, ed eventualmente critiche al progetto, si è espressa a favore: 100.760 i pareri favorevoli, 78.928 i contrari. Una cifra comunque tutt’altro che marginale, quest’ultima. Tanto da spingere i promotori a ripensarci e a congelare, provando a ridiscutere il progetto.

Tra i “grandi nomi” contrari spiccano quelli del direttore del prestigioso teatro Bolshoj, Vladimir Urin, e quello dell’Unione dei direttori di teatro (Std), Aleksandr Kaljaghin. In cosa consiste il decalogo elaborato su input del Cremlino dall’Istituto scientifico per i beni culturali e naturali “D.S. Likhaciòv”?

Il documento contiene una serie di enunciazioni molto generiche, a volte anche troppo. Nell’elenco dei valori tradizionali si trovano, come in un indice: “vita”, “diritti e libertà dell’uomo”, “patriottismo” fino a “umanismo”, “carità”, “forza della famiglia” e, ancora, un generico “alti valori morali”, e un poco chiaro “collettivismo”. Nel decalogo c’è anche un elenco di disvalori quali “egoismo”, “immoralità”, “negazione degli ideali di Patria”, e così via. Quali sono le fonti di tale immoralità? “L’estremismo”, “i terroristi”, “gli Stati Uniti e i loro alleati” ecc. Insomma, una specie di parodia dello stereotipo del perfetto bigotto.

“Sembra il prontuario di una qualunque corrente di destra della Dc italiana del dopoguerra”, chiosa Giovanni Savino, docente di Storia contemporanea dell’Istituto di scienze sociali presso l’Accademia presidenziale russa a Mosca, dove vive dal 2005. “Nelle élite russe c’è una percezione falsata di ciò che si muove oggi nella società – continua Savino –, basti pensare al piano vaccinale che è stato rispettato soltanto da un 60% circa della popolazione, nonostante i solleciti richiami delle autorità”.

Savino cita il sociologo Zygmunt Bauman: “Retrotòpia, ovvero l’ossessione di ricostruire il passato”. Del resto – continua il professor Savino – la cartina di tornasole che mostrerebbe il carattere obsoleto del decalogo applicato oggi nel 2022, è evidente: “I primi a non rispettare quei valori morali sarebbero proprio le élite di potere russe: portare i soldi nei paradisi offshore sarebbe da considerare patriottico? Oppure, lo stuolo di divorzi e amanti che gli uomini di potere più o meno tengono nascoste negli armadi, come si concilierebbe con la retorica sulla famiglia tradizionale?”. Il codice dei valori contenuto nel decalogo sarà quindi – secondo Savino – completamente inapplicabile.

Tra le voci critiche del progetto, oltre a quella del citato Kaljaghin (“L’arte è un riflesso della vita, con i suoi difetti e virtù. Ora all’improvviso ci vogliono proporre soltanto la conservazione dei valori tradizionali nelle opere artistiche e culturali. Quindi tutti gli altri temi non potranno essere trattati? Ma com’è possibile pretendere questo?”), c’è anche quella di Andrej Makarevich, forse il decano dei gruppi rock (i suoi “Mashina Vremeni”, la “Macchina del tempo” hanno attraversato diverse generazioni di sovietici e russi), chitarrista e cantante oggi 69enne che ha comunque mantenuto la sua verve da rocker, che pubblica un’opinione sulla sua pagina Facebook: “Ma quale stronzo di anonimo burocrate può spiegare a noi ciò che deve essere considerato bello e anche come amare la Patria? Io lo so meglio di lui e se vuole imparare, si legga le mie opere”.

Probabilmente anche il giovane Raskol’nikov, di Delitto e castigo di Dostoevskij, avrebbe avuto difficoltà a superare la (tentata e forse abortita) censura nell’anno domini 2022.

2.317
Archiviato inArticoli
Tagsarte censura cultura Giancarlo Castelli Giovanni Savino Russia

Articolo precedente

“Dolce morte”: ora tutto dipende dal parlamento

Articolo successivo

Il ruggito del leone Biden

Giancarlo Castelli

Articoli correlati

“La Russia? Non è più un nostro nemico”

Accordo di cooperazione militare tra la Russia e i talebani

L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale

Un film contro tutte le guerre

Dello stesso autore

Prilepin e gli altri

L’opposizione a Putin si divide

Guerra in Ucraina: aspettando l’inverno

Russia “rosso-bruna”

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Cosa si sa delle università telematiche
Paolo Barbieri    21 Luglio 2026
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA