• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Prezzo dell’energia e inflazione, un rovello per l’Italia e l’Europa

Prezzo dell’energia e inflazione, un rovello per l’Italia e l’Europa

Non una semplice congiuntura, ma un fenomeno di lungo periodo che potrebbe ridare fiato all’ortodossia ordoliberista. E senza un’imposizione fiscale da parte degli Stati sulle ricchezze e le imprese multinazionali, chi pagherà i costi della transizione ecologica?

18 Gennaio 2022 Paolo Barbieri  1683

Verso la fine del 2021 almeno dieci navi cariche di gas liquefatto proveniente dal Nordamerica, originariamente destinate ai porti asiatici, sono state deviate verso l’Europa, grazie all’impennata dei prezzi che ha reso più attrattivi i mercati del vecchio continente. Sembra l’immagine di un film: è il modo in cui l’agenzia di stampa Reuters, sul suo sito, ha raccontato di recente uno degli aspetti del drammatico rialzo dei prezzi dell’energia e delle materie prime per produrla. Già nei primi giorni di gennaio la tendenza si è invertita, a quanto pare, e i comandanti hanno rimesso la prua verso l’Asia. Rimane però l’allarme: il prezzo della ripresa economica post-pandemia (o forse sarebbe più corretto dire in corso di pandemia) rischia di costare molto salato a tutti noi. Che fare? Se il “Sole 24 Ore” denuncia, usando un lessico che i vangeli associavano a Satana, la “tentazione della politica di tassare i profitti dell’energia”, ci sentiamo subito un po’ peccatori, convinti come siamo della funzione di riequilibrio sociale che l’articolo 53 della Costituzione affida al sistema tributario. Il giornale di Confindustria ricorda, con un certo allarme, la breve avventura della Robin Tax sulle rendite petrolifere, varata dall’allora ministro Giulio Tremonti e censurata qualche anno dopo dalla Corte costituzionale. Ci sembra un segnale positivo che il governo Draghi stia (pur con una certa flemma) riflettendo su questo tema: c’è la spinta dei partiti della maggioranza, e in particolare del leader leghista Matteo Salvini, a corto di “emergenza sbarchi” in questa stagione.

Tasse o finanza creativa, le idee in campo

Gli interventi in cantiere potrebbero essere di vari tipi: la “sterilizzazione” degli incassi extra che lo Stato realizza sull’Iva grazie agli aumenti delle bollette di luce e gas, e una tassa sugli extraprofitti realizzati dalle compagnie energetiche, iniziativa contro la quale i big del settore, Enel compresa, stanno facendo comunicazione e azioni lobbistiche, anche a livello europeo, fin dallo scorso autunno. Ma c’è anche la creativa trovata di una “cartolarizzazione” illustrata dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, “una misura di indebitamento per spostare una parte degli oneri a cinque o dieci anni”. Insomma, un calcio in avanti alla lattina. Sarebbe un rischio, tuttavia, coltivare l’illusione che l’esplosione dei prezzi energetici rappresenti una fiammata passeggera e che basti un ennesimo decreto governativo per risolvere il problema.

Per ora c’è comunque l’esempio della Francia, che ha già annunciato pesanti interventi, limitando al 4% l’aumento della bolletta elettrica di febbraio, rispetto al 44% previsto in base all’andamento del mercato, e imponendo al colosso Edf, ancora in larga parte di proprietà statale, l’aumento della fornitura ai concorrenti di energia prodotta da nucleare e venduta ai concorrenti a prezzo fisso. La qual cosa ha provocato anche un brusco scossone al ribasso nel valore delle azioni Edf. Il ministro Le Maire, in ogni caso, ha promesso rigidi controlli per evitare che il beneficio venga incamerato dalle altre compagnie in termini di maggiori profitti invece che dagli utenti come sconto in bolletta.

In Italia, dov’è da anni in corso il progressivo passaggio al cosiddetto “libero mercato”, l’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), in una recente rilevazione sull’evoluzione di questo mercato, ha spiegato che “nel settore elettrico per il cliente tipo domestico residente, nei 18 mesi analizzati (gennaio 2020 – giugno 2021) erano disponibili in media 64 offerte più convenienti della maggior tutela, pari al 4,72% delle offerte a disposizione. Di queste, 15 erano a prezzo variabile e 49 a prezzo fisso. Con riferimento invece al settore del gas, per il cliente tipo domestico erano disponibili in media 65 offerte più convenienti del servizio di tutela, pari al 9,82% delle offerte a disposizione. Di queste, 32 erano a prezzo variabile e 33 erano a prezzo fisso”. Tradotto in italiano corrente, nove offerte su dieci per il gas e diciannove su venti per l’elettricità peggiorano le condizioni per i consumatori.

La sete di gas e il boom delle esportazioni Usa

Nelle previsioni autunnali della Commissione dell’Unione europea, diffuse a novembre, si legge che “in Europa, il prezzo all’ingrosso del gas è aumentato più che in altri hub regionali (per esempio gli Usa), a causa della riduzione delle scorte dopo un inverno freddo, forniture limitate dalla Russia e una produzione eolica e idroelettrica eccezionalmente debole. Anche le forniture di gas naturale liquefatto per via marittima si sono ristrette a seguito di una crescente domanda dall’Asia”. Rimane bloccata l’apertura del gasdotto North Stream 2 fra la Russia e la Germania, formalmente per ragioni legali, più realisticamente per il suo forte significato geopolitico. E per una interessante coincidenza, nel citato articolo dell’agenzia di stampa Reuters si spiega appunto che “la domanda europea alle stelle ha portato le esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto a un record a dicembre”. Da qualche parte bisogna pure comprare, e al momento è in corso un braccio di ferro commerciale (con le navi cariche che appunto orientano la rotta a seconda dell’andamento dei prezzi) fra Europa e Asia per l’accaparramento delle forniture dello shale gas nordamericano, peraltro molto discusso negli Stati Uniti e in Canada per l’impatto ambientale di questo metodo estrattivo.

Il boom dei prezzi frena il Pil

Un’analisi pubblicata recentemente da Bloomberg stima che la crisi energetica, a livello europeo, “potrebbe ridurre fino all’1% il prodotto interno lordo. L’impatto varierà tra i paesi e il sostegno del governo potrebbe significare una ricaduta meno estrema”. Elaborando dati di un sondaggio commissionato dalla Commissione europea, Bloomberg prevede una contrazione della propensione al consumo delle famiglie, specialmente nell’Europa dell’Est, “dove ci sono i primi 10 Paesi in termini di quantità di spesa dei consumatori assorbita dalle bollette energetiche”.

Ma l’impatto rischia di essere pesantissimo anche da noi. A lanciare l’allarme (a parte Salvini) sono stati molti osservatori. Tra questi, il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, che ha parlato in più occasioni del rischio che, nel 2022, una famiglia italiana “a causa di questi aumenti irrazionali” possa spendere dai 700 ai 1.200 euro in più sull’anno, fra la bolletta del gas e quella dell’elettricità. Agli effetti diretti, naturalmente, si aggiungeranno quelli indiretti, perché le imprese scaricheranno inevitabilmente i maggiori costi sui prezzi al dettaglio, appesantendo ulteriormente il carico sui consumatori. Tutto questo in una fase nella quale gli indicatori sulla ripresa segnalano la fragilità del mercato del lavoro, che si indirizza – anche a causa delle scelte fatte dall’attuale governo – prevalentemente verso contratti precari e a termine; e, per altri versi, mentre si segnala il diffuso allarme per il rialzo dell’inflazione, che rischia di alimentare la riscossa dei custodi dell’ortodossia ordoliberista contro l’interventismo della Bce sui mercati finanziari e quello degli Stati a sostegno dell’economia reale e delle fasce sociali maggiormente colpite dalla crisi.

Se l’inflazione minaccia il futuro “verde”

Abbiamo ricordato all’inizio l’attivismo del leader leghista Salvini sulla questione del caro bollette. Ma il tema di come rispondere al rialzo dei prezzi dell’energia ha riaperto il dibattito più generale su come aumentare le risorse disponibili. Lo stesso Salvini e il ministro Cingolani si sono fatti portavoce del ritorno in auge (in versione moderna e sicura, come sempre in questi casi) del nucleare, che in teoria in Italia sarebbe stato archiviato definitivamente da due referendum popolari. È di pubblico dominio il dibattito europeo sull’inserimento di gas e nucleare nella “tassonomia verde”, cioè fra le fonti finanziabili perché amiche dell’ambiente. In casa nostra, è Confindustria a premere per un rinnovato slancio sulle trivellazioni. Il “Sole 24 Ore” ha ricordato recentemente che in Italia si estraggono 4 miliardi di metri cubi a fronte di un consumo di 72, in passato erano circa 20. “Nel giro di 12-15 mesi – ha spiegato il delegato all’energia dell’associazione degli industriali, Aurelio Regina – si potrebbe arrivare a una produzione di 8 miliardi di metri cubi da destinare all’industria, con un investimento di circa 2 miliardi, senza nuove perforazioni. Serve un decreto, stiamo insistendo”.

Ma è più in generale lo scenario del futuro quello che preoccupa: Isabel Schnabel, che nella cabina di comando della Banca centrale europea supervisiona le operazioni di mercato, ha lanciato un allarme che secondo alcuni osservatori potrebbe preludere al ritorno di una spinta anti-inflazionistica (a favore di un rialzo dei tassi) in Europa. “Mentre in passato – ha osservato l’economista tedesca – i prezzi dell’energia spesso sono diminuiti con la stessa rapidità con cui sono aumentati, la necessità di intensificare la lotta ai cambiamenti climatici può implicare che i prezzi dei combustibili fossili ora non solo dovranno rimanere elevati, ma anche continuare a crescere se vogliamo soddisfare gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima”. E quindi, senza la capacità di ricostituire la forza fiscale degli Stati sulle grandi ricchezze e le grandi imprese sovranazionali, chi pagherà il costo della pur necessaria transizione ecologica?

1.698
Archiviato inArticoli
Tagsenergia Europa Francia inflazione Italia Paolo Barbieri transizione ecologica

Articolo precedente

Elezioni in Costa Rica, possibile ritorno al passato

Articolo successivo

Fine del Grillo parlante?

Paolo Barbieri

Articoli correlati

Equità fiscale e testardaggine

Salario minimo, la Puglia batte Meloni

Ma di chi è l’oro dell’Italia?

Sulle carceri chiacchiere natalizie a destra

Dello stesso autore

Equità fiscale e testardaggine

Salario minimo, la Puglia batte Meloni

Ma di chi è l’oro dell’Italia?

Sulle carceri chiacchiere natalizie a destra

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA