• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Fine del Grillo parlante?

Fine del Grillo parlante?

19 Gennaio 2022 Guido Ruotolo  1390

Muto, finora. Non ha ancora reagito forse perché consigliato dai suoi legali, forse perché tramortito dalla valanga di accuse che, al di là della loro fondatezza, ne mettono in crisi l’integrità. Aveva già conosciuto il disonore, quando si ritrovò il figlio Ciro indagato perché coinvolto in uno stupro di gruppo, e poi mandato a processo insieme ai suoi amici. Quella vicenda, strumentalizzata dai suoi avversari, nei fatti è stata il crollo della sua tanto decantata diversità.

Adesso Beppe Grillo è diventato “uno qualunque” finito negli ingranaggi della giustizia, finito sotto inchiesta della procura di Milano per “traffico di influenze”. Al di là della vicenda processuale (bisognerà aspettare la fine delle indagini per capire se le accuse ipotizzate nei confronti del fondatore dei 5 Stelle reggeranno), quello che sta andando in scena in queste ore è la “omologazione” del leader politico tanto diverso dal sistema.

Il comico è andato in pensione da tempo. Abbiamo conosciuto il condottiero di battaglie contro il potere. E un moderno Torquemada, specializzato in requisitorie che si concludevano con condanne durissime. Non ha risparmiato nessuno, Beppe Grillo, in questi anni. Le vecchie e le nuove classi dirigenti sono finite al rogo. Grillo ha saputo costruire il consenso di massa e nello stesso tempo la gestione solitaria del potere puntando il dito contro la classe dirigente. Ha cercato di destrutturare e rifondare il sistema, abbattendolo per via referendaria. E ha saputo portare il suo movimento a un pieno di voti alle ultime politiche (32% di consensi).

Grillo è stato il peronista di casa nostra. Che ha governato il suo movimento senza democrazia, e ha saputo farsi gioco della fine del sistema dei partiti. Oggi che è entrato nella stanza del potere, il movimento si è trasformato nel partito della coabitazione dei leader. Beppe Grillo, il vate, il “cattivo maestro” delle generazioni arrabbiate e bisognose di miti ed eroi. E poi il pragmatico Luigi Di Maio e l’avvocato nato premier, Giuseppe Conte.

Messo in disparte, Beppe Grillo è come se avesse aspettato da tempo lo tsunami che lo avrebbe colpito. In queste ore si fa festa nei palazzi del potere e dei poteri sconfitti. Avvoltoi e corvi brindano per la caduta di Grillo negli abissi della giustizia.

Tutto ciò accade alla vigilia delle elezioni del capo dello Stato. La crisi dei 5 Stelle si aggrava, mentre Conte non riesce a governare l’orientamento di senatori e deputati. Caos si aggiunge a caos. E il Pd, suo alleato, vede con preoccupazione e sgomento quello che sta accadendo in queste ore. Il fondatore dei 5 Stelle conosce adesso lo stesso trattamento che lui ha riservato in questi anni ai leader del potere e del sistema che ha cercato di combattere.

È forse questo il peccato più grave commesso da Grillo, al di là degli esiti processuali che avranno le diverse inchieste. Grillo ha fatto sue le modalità del potere, al di là se queste pratiche siano effettivamente comportamenti illeciti e penalmente perseguibili.

L’ex premier Giuseppe Conte si augura che Grillo sappia dimostrare la sua innocenza. Fa impressione leggere questa dichiarazione. Che fino a ieri era la formula classica di solidarietà degli altri partiti nei confronti dei leader finiti sotto inchiesta. Ma da oggi anche dei 5 Stelle.

1.405
Archiviato inEditoriale
Tags5 stelle Beppe Grillo Guido Ruotolo processo

Articolo precedente

Prezzo dell’energia e inflazione, un rovello per l’Italia e l’Europa

Articolo successivo

Caso Shalabayeva. A Perugia il processo di appello

Guido Ruotolo

Articoli correlati

Ordine pubblico e democrazia

Ex Ilva, nuove iniziative di lotta

Tutto l’amianto dell’ex Ilva

La troppo lunga storia del 41-bis

Dello stesso autore

Ordine pubblico e democrazia

Ex Ilva, nuove iniziative di lotta

Tutto l’amianto dell’ex Ilva

La troppo lunga storia del 41-bis

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA