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Direzione del Pd. Egemonizzati dalla destra sempre

Quindi, da destra, è partita la retorica sulla sinistra che passa di sconfitta in sconfitta, perché avrebbe perso il contatto con il popolo. La...

La ritirata di Truss

I sogni muoiono all’alba, recitava il titolo di un vecchio film. E così, nel giro di pochi giorni e poche convulse notti di consultazioni, si è sgonfiato l’ambizioso programma iperliberista di Liz Truss. Abbandonata dal suo stesso partito, la nuova prima ministra inglese si è trovata nella difficile condizione di dovere combattere su più fronti: non solo quello della fronda interna, rappresentata dai sostenitori del rivale Rishi Sunak e dai nostalgici di Boris Johnson, che tutto sommato “le sparava meno grosse”, ma anche sull’inatteso fronte esterno rappresentato dal Fondo monetario internazionale, da cui è giunto un severo monito. Al Fondo non garbava, infatti, una politica fiscale come quella prevista dal piano Truss-Kwarteng, che avrebbe finito per confliggere con la politica monetaria, da mesi perseguita dalla Banca d’Inghilterra, per contrastare un’inflazione senza precedenti, che supera ormai il 10%.

Inoltre, la ricetta, ispirata non solo a precedenti progetti della prima ministra, ma suggerita – si mormora – da qualche think tank americano di estrema destra, che prevedeva di redistribuire la ricchezza verso l’alto, con il taglio delle aliquote ai ricchi e la riduzione della spesa pubblica e dell’assistenza sociale, faceva temere possibili disordini: cosa che non ha mancato di mettere in allarme perfino le agenzie di rating. A dare la mazzata finale, ci si sono messi i mercati finanziari, che hanno giudicato la manovra rischiosissima, in buona parte costruita su nuovo debito, scatenando una tempesta monetaria che ha portato a un rapido crollo della sterlina, faticosamente arginato dalla Banca d’Inghilterra. Curiosamente, quello che avrebbe dovuto essere l’avversario politico principale, cioè il Partito laburista, si è limitato a godersi l’autoaffondamento della barca di Truss stando alla finestra, senza intervenire criticamente, se non in maniera piuttosto timida, probabilmente già soddisfatto dei sondaggi, che lo danno ormai stabilmente in grande vantaggio rispetto ai conservatori.

Ricordo di Pietro Ingrao

Sette anni fa, il 27 settembre, moriva Pietro Ingrao. Oggi vorrei ricordare che, già negli anni Settanta, Ingrao aveva individuato l’inizio della crisi dei...

Sanità pubblica, cos’è?

Il mondo intero ha vissuto una pandemia lunga quasi tre anni, descritta come avvenimento epocale non solo per l’entità e la gravità dell’infezione, ma anche per le riflessioni che ha suscitato sugli stili di vita, sui modelli di crescita e di socialità – assieme a quelli complessivi circa libertà, autorità e democrazia. Ma, nell’Italia che si avvia alle elezioni, i temi del Covid-19 e della sanità sono scomparsi. Nessuno ne parla, dopo quasi centottantamila morti e la crisi terribile che le strutture sanitarie hanno dovuto subire fra il 2020 e il 2022. Tutto sembra essere alle spalle e, al limite, viene descritto come un brutto periodo dal quale si è usciti con la classica tenacia degli italiani, grazie alla loro voglia di tornare a vivere e divertirsi. Questo è il livello del nostro dibattito pubblico sul virus e sulla sanità.

La pandemia e la drammatica crisi della sanità nel nostro Paese potevano e dovevano essere l’occasione per riflettere sull’idea di pubblico per le sinistre, soprattutto in campagna elettorale. Nessuno lo sta facendo – e ciò è paradigmatico della povertà politico-culturale di una compagine politica. Eppure, in Italia, abbiamo vissuto, specialmente nei primi mesi della pandemia, momenti tragici. Da varie testimonianze, sappiamo come – soprattutto in Lombardia – vi siano state famiglie che hanno dovuto scegliere quale familiare ricoverare, perché la disponibilità di posti letto non era sufficiente a curare tutti. In quelle famiglie, i vecchi hanno scelto di morire a casa per far ricoverare in ospedale chi era più giovane.

Quando rinasce la voglia di un nuovo partito

(Questo articolo è stato pubblicato il 10 marzo 2021) Ogni tot anni ci si accorge che il partito in cui si sta non va...

Quando rinasce la voglia di un nuovo partito

Ogni tot anni ci si accorge che il partito in cui si sta non va e si fanno seminari, riunioni, convention, appelli per costruirne...

Salto di qualità in America

I populismi mettono sotto stress le istituzioni democratiche, è cosa nota, ma il salto di qualità che si è prodotto nella giornata del 6...