• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Dell’Utri a processo per i milioni ricevuti da Berlusconi

Dell’Utri a processo per i milioni ricevuti da Berlusconi

Lo stretto collaboratore dell’imprenditore, diventato poi presidente del Consiglio, avrebbe ottenuto quel denaro in cambio di cosa?

29 Aprile 2026 Stefania Limiti  1077

L’ex braccio destro di Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, è finito di nuovo sotto processo, stavolta insieme con sua moglie Miranda Ratti, per le immense donazioni del suo capo, circa quarantadue milioni di euro, tramite otto comodi bonifici bancari. Lo ha deciso il gup di Milano, Giulia Marozzi, che ha disposto il rinvio a giudizio della coppia accogliendo la richiesta della procura. La prima udienza si terrà il prossimo 9 luglio, davanti alla seconda sezione penale del tribunale. La vicenda giudiziaria nasce a Firenze, dove la locale procura, impegnata nelle indagini sulle stragi del 1993, ipotizzò che Berlusconi avesse comprato il silenzio del suo amico-collaboratore, il quale non ha mai detto una parola, infatti, circa i rapporti dell’impero Fininvest con i vertici di “cosa nostra”.

È stato stabilito giudiziariamente che – in un rigido periodo di tempo, tra il 1974 e il 1992, comunque all’incirca lungo un ventennio – Dell’Utri aveva mediato tra le esigenze dell’imprenditore milanese Silvio Berlusconi e gli interessi del sodalizio mafioso, rafforzandone consapevolmente il potere criminale. Fu Dell’Utri ad assicurare che la villa di Berlusconi venisse protetta dall’amico di sempre, Vittorio Mangano, il noto stalliere, prima ancora uomo d’onore della famiglia di Porta Nuova (Pippo Calò): ebbene, le sentenze non avevano mai inchiodato l’utilizzatore finale, stabilendo che non vi fossero prove dell’attiva e consapevole partecipazione di Berlusconi a quei traffici.

Questo pazzesco gioco delle parti continua ancora oggi: Dell’Utri e signora vorrebbero sostenere che il pesante dono monetario di Silvio sia solo il riconoscimento di una lunga amicizia e un segno d’immensa gratitudine. I magistrati del capoluogo toscano non gli credettero, avviando un’indagine in cui il gup fiorentino aveva però escluso l’aggravante mafiosa, mutando il quadro accusatorio e slegandolo dalle stragi. Il procedimento, nel marzo 2025, è stato poi trasferito a Milano, dove risiede l’ex senatore, su richiesta delle difese, che avevano tutto l’interesse a sganciarlo dall’impianto ben più grave delle indagini sulle stragi.

Il reato in questione oggi è intestazione fittizia di beni: secondo l’ipotesi dell’accusa, Dell’Utri avrebbe omesso di comunicare le rilevanti somme ricevute da Berlusconi in violazione della normativa antimafia, che impone ai condannati per reati di mafia, com’è Dell’Utri (condanna definitiva e pena espiata), di segnalare variazioni importanti del proprio patrimonio (lo prevede la legge sulla confisca dei beni, scritta da Pio La Torre, e varata solo dopo il suo assassinio). Si contesta, tuttavia, non la denuncia dell’intero malloppo della donazione, ma una somma complessiva pari a dieci milioni e 840mila euro, già sottoposta a sequestro preventivo, nel marzo 2024 a Firenze.

Vedremo come proseguirà il processo, se si riuscirà a provare che non si donano quarantadue milioni per semplice amicizia: la questione riguarda reati economici e fiscali, ma ha alle spalle uno dei capitoli più oscuri della storia italiana, quello appunto dell’origine delle fortune del tycoon milanese, che riuscì a convincere il Paese delle sue buone intenzioni. Dell’Utri venne individuato in anni lontani come uno dei canali di collegamento tra “cosa nostra” ed esponenti del mondo economico e politico: il primo rapporto su di lui della Criminalpol risale al 1984, le sue relazioni con il mondo criminale erano state instaurate fin dalla metà degli anni Sessanta, quando venne assunto una prima volta da Silvio Berlusconi in qualità di suo “segretario”, presso la Edilnord, in quel periodo in rapporti con la Banca Rasini (dove aveva a lungo lavorato Berlusconi padre, e dove si serviva Michele Sindona, poi confluita, nel dicembre 1992, nella Banca popolare di Lodi).

Da allora, Dell’Utri ha fatto tanta strada: per un periodo, andò a lavorare con il suo amico Filippo Rapisarda, continuando a onorare un vecchio accordo, sottoscritto nel 1974, che prevedeva il pagamento da parte di Berlusconi di ingenti somme di denaro a “cosa nostra”, soldi che andavano e venivano facilmente. Poi tornò di nuovo con Berlusconi, con cui affrontò la grande cavalcata del potere: la creazione del partito aziendale, la scalata elettorale, mentre intratteneva spericolati rapporti con la famiglia dei Graviano, gli eredi di Totò Riina, che lo chiamavano “il paesano nostro”; in anni lontani, il loro padre Francesco, vecchio capo mafioso, finanziava Berlusconi, lasciando poi la sua rete di contatti ai due figli, Giuseppe e Filippo, “loro sono a disposizione di Dell’Utri”, assicurava il boss Tullio Cannella.

Sono loro, i fratelli Graviano, a volere le stragi del 1993, e il loro arresto fermò la macchina stragista, diventando un passaggio cruciale nel percorso di uscita dalla fase violenta dell’attacco allo Stato. Racconta il pentito Gaspare Spatuzza che, poco prima della loro cattura, nel gennaio del 1994, era andato al bar Doney di Roma, proprio nei pressi dell’albergo dove alloggiava quel giorno Dell’Utri, e aveva visto arrivare il capo Giuseppe Graviano, il suo eroe – lo chiamava Madre Natura – e aveva visto “che gli brillavano gli occhi”: questi gli aveva confidato come il Paese sarebbe stato consegnato, di lì a poco, nelle mani di Berlusconi e Dell’Utri: “Ma chi, quello di Canale 5?”, chiede Spatuzza. “Sì, quello”, risponde il suo capo. Storie rimaste sospese nelle trame della cosiddetta seconda Repubblica, di cui il processo per i quarantadue milioni è una piccola ma non trascurabile appendice.

1.151
Archiviato inArticoli
Tagsintestazione fittizia di beni Marcello Dell'Utri processo Silvio Berlusconi Stefania Limiti

Articolo precedente

Fenomeno Silvia Salis?

Articolo successivo

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Cittadinanza, in arrivo norme aberranti

Legge elettorale: oltre trenta ricorsi alla Corte costituzionale

La legge elettorale e la “terza Repubblica” di Almirante

Legge elettorale, la destra compatta nel voto segreto

Dello stesso autore

Cittadinanza, in arrivo norme aberranti

Legge elettorale: oltre trenta ricorsi alla Corte costituzionale

La legge elettorale e la “terza Repubblica” di Almirante

Legge elettorale, la destra compatta nel voto segreto

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Né ordine né disordine: gli studenti della generazione europea
Stefania Tirini    19 Ottobre 2026
Cittadinanza, in arrivo norme aberranti
Stefania Limiti    16 Ottobre 2026
Legge elettorale: oltre trenta ricorsi alla Corte costituzionale
Stefania Limiti    13 Ottobre 2026
Ultimi articoli
In Marocco prima donna premier per un re che governa
Luciano Ardesi    21 Ottobre 2026
L’ondata di rivolta giovanile
Agostino Petrillo    19 Ottobre 2026
Ex Ilva, quelle piazze da ascoltare
Guido Ruotolo    19 Ottobre 2026
Il Brasile verso il ballottaggio
Claudio Madricardo    16 Ottobre 2026
In India le manifestazioni dell’opposizione
Marco Santopadre    15 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA