• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Tajani cameriere di casa Berlusconi

Tajani cameriere di casa Berlusconi

13 Aprile 2026 Rino Genovese  628

C’è poco da fare, uno può credersi capo di partito, perfino ministro degli Esteri, essere stato addirittura presidente dell’europarlamento, ma essere poi sempre rimasto un cameriere, al massimo, diremo così, un maggiordomo. È quanto capitato all’ex giovane monarchico, mezzo fascista, a nome Antonio Tajani, uno dei personaggi più vuoti dell’attuale armata Brancaleone di governo, di recente chiamato a rapporto dai suoi padroni, gli eredi dell’impero berlusconiano.

Resta una delle anomalie più macroscopiche di tutte le cosiddette democrazie occidentali: Mediaset è un oligopolio che non si limita a essere un gruppo di attività economiche incentrate sul delicato nodo dell’editoria e dell’informazione – vera forma di egemonia dispiegata, questa, senza bisogno di ricorrere al mezzuccio delle nomine in posti di preminenza nelle istituzioni culturali, come fa l’underdog Meloni –, no, ha un suo partito, nato come possedimento personale ed evoluto a partito di famiglia. In Francia, l’editore di estrema destra Bolloré (sponsor tra l’altro del “vampiro” Éric Zemmour) non arriva a tanto. Ha reti televisive, giornali, ma non una sua propria formazione politica: così, almeno formalmente, l’autonomia della politica – quest’araba fenice… – è salva. In Italia, invece, la politica è stata a lungo dominata, nel ventennio berlusconiano, da un’agenzia privata, che – nella colpevole mancanza di una legge sul “conflitto di interessi” e di un’altra sull’organizzazione dei partiti – ha fatto il bello e il cattivo tempo, prendendo parte, in modo determinante, a governi di vario colore. Nemmeno i puri antiberlusconiani a 5 Stelle hanno fatto qualcosa per riparare all’anomalia. E la morte del suo fondatore non ha modificato nella sostanza la situazione.

Che un carisma potesse essere ereditato lo pensava già Max Weber: da Gesù Cristo, infatti, sono venute fuori le sette e le chiese cristiane. Ma che una mediocre investitura di tipo plebiscitario – come quella tributata, nella qualunquistica Italietta del dopo Tangentopoli, al protagonista di multiformi attività economiche probabilmente connesse con la mafia, padrone infine di reti televisive nazionali grazie ai favori dell’amico Bettino Craxi – potesse arrivare a essere anch’essa ereditaria, neppure Weber l’aveva previsto. Eppure la stessa esistenza del personaggio Tajani sta lì a dimostrarlo. Con un sistema di vassallaggio, basato in parte sul “nome del padre” e, per un’altra, sul semplice potere del denaro (Forza Italia non esisterebbe senza le fideiussioni bancarie garantite dai Berlusconi), l’oligopolio di cui Tajani è un servo è emblema di quello che può essere detto il capitalismo feudale. È del resto una delle grandi tendenze del capitalismo da sempre: dare vita non a quel mondo di cui chiacchierano i liberali, tutt’al più a un insieme di potentati organizzati gerarchicamente.

Ma che cosa è andato a fare Tajani nella sede di Mediaset? Non lo sappiamo precisamente; possiamo solo ipotizzare che i suoi padroni, scontenti del risultato del referendum su cui tanto avevano puntato, stiano pensando di esautorare, a poco a poco, il fidato maggiordomo: o per sostituirlo con un altro o per ripetere – quale dei due, il figlio o la figlia? – la famosa “discesa in campo” del padre (altra peculiarità tutta italiana che la politica abbia mutuato parte del suo lessico dal gioco del calcio). Per il momento, però, ci si sta limitando a fare fuori i precedenti capigruppo parlamentari: al Senato, al posto di Gasparri, è già arrivata l’amica di famiglia Stefania Craxi (bel passaggio di consegne! da un ex esaltatore di Mussolini, traditore del Partito socialista, alla figlia del suo definitivo distruttore), e alla Camera vedremo.

Sarà da seguire con attenzione questa vicenda. Perché – lo stratega Matteo Renzi lo ha già detto chiaramente – il partito berlusconiano potrebbe fungere da ago della bilancia, centro di quello pseudo-grande centro, di cui vagheggiano da alcuni secoli i centristi delle diverse sponde. E ciò senza neppure rompere l’alleanza di destra alle prossime elezioni; no, successivamente, in parlamento, accogliendo infine l’invito a nozze del criptoberlusconiano fiorentino, per condizionare, o meglio impedire, qualsiasi possibile politica di sinistra.

630
Archiviato inEditoriale
TagsAntonio Tajani Bettino Craxi capitalismo feudale Mediaset Rino Genovese Stefania Craxi

Articolo precedente

Una critica delle primarie

Articolo successivo

Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra

Rino Genovese

Articoli correlati

Ridiventeremo filocinesi?

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Meloni, una frana che non si ferma

Dello stesso autore

Ridiventeremo filocinesi?

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Meloni, una frana che non si ferma

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ridiventeremo filocinesi?
Rino Genovese    15 Maggio 2026
Legge elettorale o legge di distrazione di massa?
Paolo Barbieri    13 Maggio 2026
Disfatta laburista o fine di un sistema politico?
Agostino Petrillo    11 Maggio 2026
Ultimi articoli
In Spagna la nuova sinistra andalusa
Vittorio Bonanni    20 Maggio 2026
Il Brasile di Lula e quello di Bolsonaro figlio
Claudio Madricardo    19 Maggio 2026
Conte apre al centro, per fare cosa?
Paolo Barbieri    18 Maggio 2026
L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale
Vittorio Bonanni    14 Maggio 2026
Quando il teatro è veramente politico
Katia Ippaso    14 Maggio 2026
Ultime opinioni
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA