• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Opinioni » Una campagna elettorale sottotono

Una campagna elettorale sottotono

Alcuni titoli per un programma di attacco che non c’è

21 Maggio 2024 Michele Mezza  981

Il nostro diario sulla marcia di avvicinamento del faccia a faccia fra Meloni e Schlein è stato interrotto dalla decisione dell’Agcom, scontata in base alle norme sulla violazione delle regole della “par condicio”, che sarebbe stata indotta da quell’evento. Ora, sembra incredibile, ma senza lo show non si sa come andare avanti, se non polemizzando sul divieto dello show medesimo. La maggioranza si trova schiacciata dalle proprie contraddizioni, soprattutto nell’accentuata divaricazione fra le velleità centriste di Forza Italia e le derive estremiste della Lega e degli stessi Fratelli d’Italia: senza poter caricare l’attesa per la discesa in campo della premier, non ha linguaggi per parlare direttamente al Paese, se non quello delle clientele da soddisfare, spezzettando provvedimenti e leggi di spesa, che ci stanno facendo rapidamente superare ogni linea rossa delle emergenze contabili agli occhi di una preoccupatissima Europa.

Le opposizioni sono ancora più distanziate e contrapposte proprio per via della tentazione bipartitista che il Pd aveva coltivato, con l’aura del grande duello vendicatore, e che inevitabilmente sacrificava i 5 Stelle già depressi dai risultati mediocri, senza contare il rissoso campicello dei centristi, che rotolano nella polvere abbracciati nella permanente rissa fra Renzi a Calenda.

In questo quadro, e in uno scenario globale quanto mai drammatico per i crescenti pericoli di una generalizzazione del conflitto fra le superpotenze, con le crisi regionali che tendono a complicarsi, dal Medio Oriente al Corno d’Africa, alla Libia e all’Iran, con immancabili ripercussioni nel bacino del Mediterraneo, la politica si trova priva di temi e argomenti mobilitanti. Ormai, dopo l’eliminazione dal “tavolo feticcio” del duello fra le due condottiere, rimangono solo gli ultimi sondaggi, prima del silenzio elettorale, ad accendere le tensioni fra i diversi schieramenti. Sondaggi che si giocano tutti sullo spostamento minimo di pochi decimali, e che fanno però gridare alla grande svolta.

Ma i blocchi rimangono sostanzialmente immobili: il partito meloniano di qualche punto sotto il 30%, con i due alleati minori, i salviniani e i berlusconiani, all’8%, che cercano di ingaggiare un duello a cui non bada nessuno; il Pd attorno a un mediocre 20%, stima che rischia di essere sopravvalutata, per alcuni effetti di traino sia delle candidature dell’Alleanza verdi-sinistra – dalla Salis a Marino, all’ex sindaco di Riace, Lucano – sia di centro, con l’intesa fra Renzi e Bonino, e con Calenda, che ogni giorno annunciano scippi di consiglieri che si precipitano da una parte e dall’altra, tutti galleggiando sulla soglia fatidica del 4%; mentre Santoro, dopo avere tanto tuonato, sembra lontano dal quorum. Le ultime rilevazioni rendono però noto che gli effetti delle inchieste giudiziarie, prima in Puglia e poi in Liguria, potrebbero provocare sommovimenti con spostamenti di voti all’ultimo momento. Non si capisce, tuttavia, in quale direzione, visto che l’unica “par condicio” meticolosamente osservata è quella degli scandali che si moltiplicano nei due campi.

Uno spettacolo desolante, che colpisce soprattutto a sinistra, dove ogni ambizione di rinnovamento o di contrapposizione ai pericoli di una destra montante, che pure vengono declamati, non riescono a radicarsi sul territorio né a tradursi in problematiche concrete e in interessi sociali. La segretaria, con i suoi ondeggiamenti, occhieggia all’astensionismo di sinistra, con mosse come la firma del referendum della Cgil sul Jobs Act, oppure fa la voce grossa in difesa dei diritti civili, che la destra, esattamente per motivi opposti, ciò per risucchiare al voto quote di astensionismo qualunquista, mostra ogni tanto di voler comprimere. Al di là di queste fiammate, niente viene seriamente attaccato. La gestione molliccia e residuale del Pnrr, la grande occasione che si sta rivelando una disillusione, non viene presa di petto. Il bubbone devastante della sanità, ormai umiliata sia nella quantità sia nella qualità delle prestazioni, con la fuga di migliaia di medici e infermieri, che hanno capito che solo all’ombra di granducati privati si può lavorare, rientra appena debolmente nelle emergenze da denunciare. Il vuoto della politica industriale, a cui si assiste con la beffarda vicenda di Stellantis (vedi qui), non è motivo per una campagna sullo spessore economico e produttivo che conserverà il Paese.

In tutto questo, la destra ha lanciato pacchianamente una campagna acquisti sull’intera galassia digitale, cercando di occupare l’intelligenza artificiale come ha fatto con la Rai. Un tentativo ridicolo, basato sulla mobilitazione di risorse miserabili – un miliardo, mentre solo OpenAi parla di una raccolta di settemila miliardi di dollari per la transizione alla nuova generazione di sistemi generativi –, e che permetterebbe alla sinistra di inchiodare i buffi personaggi del governo, come il ministro Urso o il sottosegretario Butti, che giocano a una Silicon Valley all’amatriciana, aprendo un canale di comunicazione con circa un milione e mezzo di tecnici e ricercatori che lavorano direttamente in Italia nell’indotto di questo segmento strategico. Rimane invece la saltuaria lamentazione per i riders, i lavoratori controllati da algoritmi, che sono solo uno dei tanti effetti di una privatizzazione senza negoziazione sociale del ciclo digitale.

Ci accorgiamo che abbiamo elencato almeno i titoli di un programma di attacco, che potrebbe – o meglio, avrebbe potuto – portare le opposizioni ad assediare un governo compromesso e spaesato. Ma non ci sono interlocuzioni a sinistra. Se non i nomi delle candidature che stanno sbiadendo: da Lucia Annunziata a Cecilia Strada, al temuto, ma rimasto muto, ex direttore dell’“Avvenire”, Tarquinio. Del resto la politica rimane una scienza esatta, non permette di giocare con la sabbia. Se continui a fare castelli in riva al mare, è poi implacabile l’onda della realtà che te li disfa.

994
Archiviato inOpinioni
Tagscampagna elettorale 2024 elezioni europee Michele Mezza opposizioni sinistra

Articolo precedente

Bande criminali dall’America latina all’Europa

Articolo successivo

Il “no” del governo Meloni alle persone Lgbtqia+

Michele Mezza

Articoli correlati

Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia

Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali

In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

In Spagna la nuova sinistra andalusa

Dello stesso autore

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Est/Ovest: la contesa è sul conflitto sociale

Musk, le privatizzazioni, la sicurezza militare e l’Europa

Le dimissioni di Belloni e la nuova tecno-destra all’attacco

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, verso l’ok al Senato
Stefania Limiti    11 Settembre 2026
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Ultimi articoli
Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno
Paolo Barbieri    14 Settembre 2026
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA