• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » La privatizzazione della guerra secondo Musk

La privatizzazione della guerra secondo Musk

11 Settembre 2023 Michele Mezza  1006

Nelle prime ore dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022, quando la famigerata colonna di blindati di oltre 65 km sembrava marciare inesorabilmente su Kiev, e persino gli esperti americani avevano stimato in poche ore la possibile resistenza ucraina, il vicepremier ucraino Fiodorov lanciò il famoso appello a Elon Musk, mutando il corso della guerra (e forse di tutte le guerre future): “Mentre stai colonizzando Marte ci stanno massacrando”. Il magnate rispose a stretto giro di Twitter: “Ditemi a chi posso inviare i dati sui miei diciottomila satelliti”. La risposta del governo ucraino diede il senso di quella nuova idea di conflitto che ha mutato completamente le relazioni geopolitiche fra i singoli Paesi: “Mettili in rete”.

Si affacciò sulla scena, per la prima volta, una inedita combinazione bellica, composta da potenze tecnologiche private, come Space X (la compagnia spaziale di Musk oggi dispone di più di ventiquattromila oggetti orbitanti in grado di scannerizzare il movimento su tutta la superficie terrestre di qualsiasi elemento che si sposti), e da un’attivazione della società civile che, forte di tecniche che decentrano verso il singolo individuo una potenza operativa fino a oggi riservata solo ai grandi apparati militari o civili. Questa forma di combattimento, basata sullo scambio rapido e molecolare di dati, sorprese e sbaragliò, nella prima fase dell’operazione speciale concepita da Putin, le preponderanti forze russe.

La forza devastante di quella colonna di carri armati, che sembrava destinata a occupare in pochi giorni la capitale ucraina, fu neutralizzata proprio grazie a una formicolante azione di localizzazione di ogni singolo mezzo blindato da parte dei satelliti di Space X, che  trasmettevano i dati Gps in rete: dati che poi venivano ripresi e diffusi dai cittadini ucraini mediante le ordinarie attività digitali, con i social che usavano nella vita quotidiana, creando un sistema di tiro al bersaglio implacabile, che scompaginò  la strategia russa basata ancora sulla massa di impatto dei mezzi corazzati. Da quel momento, i satelliti di Musk divennero un corredo irrinunciabile della resistenza ucraina, e poi, via via che la guerra mutava di segno, sostennero anche le azioni di contrattacco.

Lo stesso Dipartimento di Stato statunitense, che pure aveva sempre giocato con le compagnie americane che coprivano o sostituivano gli apparati ufficiali nei teatri di azione, come ben ricordiamo in Sudamerica o nei Paesi asiatici, comprendeva che questa volta il rapporto fra governo centrale e gruppo privato era quasi simmetrico, se non proprio alla pari. Si era ormai alle prese con una privatizzazione della guerra, così come, negli anni precedenti, abbiamo assistito – quasi fosse una parte dello showbiz e non una strategia bellica – alla privatizzazione dello spazio promossa proprio da Musk, ma seguita ormai da altri grandi gruppi industriali, come Amazon di Bezos.

Nei giorni scorsi, lo stesso Musk ha fatto filtrare la notizia che, nella tarda primavera, la sua compagnia spaziale non ha assicurato la copertura dal cielo alle forze ucraine che avevano elaborato un piano per colpire massicciamente la flotta russa nel Mar Nero. Un’operazione, fanno sapere i collaboratori del proprietario di Twitter, che avrebbe potuto spingere il Cremlino addirittura a una rappresaglia nucleare. Se ne deduce, viceversa, che altre azioni della controffensiva di Kiev siano state appoggiate da Space X perché ritenute non squilibranti.

Si ratifica così il potere discrezionale di una proprietà privata, che arriva ormai non solo a integrare le forze convenzionali di un Paese – cosa che abbiamo visto nella storia, dai primi mercenari alle bande dei condottieri medievali, fino alla brigata Wagner, che affianca Mosca nelle sue scorribande in Africa e nella stessa Ucraina –, ma addirittura a interferire sulle strategie e i livelli di violenza che arrivano a sfiorare le mobilitazioni nucleari.

Nel caso di Musk riguardo al Mar Nero, il ruolo del magnate è stato di moderazione, ma in altri casi è stato invece di garante delle aspettative di vittoria ucraine. Ora, il punto da stabilire è quale sia il limite che debba costringere una proprietà privata, di questo stiamo parlando, a ricondursi sotto la sovranità di un’istituzione pubblica che, per quanto possa essere guidata da logiche imperiali o totalitarie, rimane comunque un potere più giustificato di un interesse esclusivamente speculativo.

Si pone così, nella maniera più eclatante, il nodo di chi oggi si trovi realmente alla guida del pianeta. La guerra è un caso estremo, sotto gli occhi di tutti. Ma ogni giorno assistiamo a situazioni in cui poteri privati interferiscono e alterano politiche pubbliche. Pensiamo all’andamento dei mercati finanziari e monetari, o al sistema sanitario, o all’insieme della ricerca scientifica e tecnologica.

Le ultime proposte in materia di intelligenza artificiale, per esempio, pongono in discussione la capacità di autonomia di ogni singolo essere umano, nei confronti di sistemi che palesemente si basano sulla possibilità di intervenire e deviarne il libero arbitrio. Si realizza così l’ultima intuizione di Carl Schmitt, che proprio in punto di morte integrò e corresse la sua definizione di Stato – quel sistema capace di proclamare lo stato di emergenza – aggiungendo: uno Stato deve avere il controllo delle onde elettromagnetiche. Eravamo nell’anno simbolo 1984. Il termine “onde elettromagnetiche” indicava l’insieme dei processi allora debuttanti della comunicazione digitale.

Oggi siamo al dualismo finale: chi decide lo stato di emergenza di ogni singolo individuo? Le pubbliche istituzioni o il miliardario di turno? Due domande che potrebbero essere un utile contributo per ridare identità e funzione a una nuova idea di sinistra.

1.018
Archiviato inEditoriale
TagsElon Musk guerra Ucraina Michele Mezza poteri privati privatizzazione della guerra sinistra Space X

Articolo precedente

“Noi puniamo!”. Prova di forza del governo a Caivano

Articolo successivo

Il nostro Cile

Michele Mezza

Articoli correlati

Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali

Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra

“La Russia? Non è più un nostro nemico”

In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

Dello stesso autore

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Est/Ovest: la contesa è sul conflitto sociale

Musk, le privatizzazioni, la sicurezza militare e l’Europa

Le dimissioni di Belloni e la nuova tecno-destra all’attacco

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Cosa si sa delle università telematiche
Paolo Barbieri    21 Luglio 2026
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA