• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Una “road map” di opposizione

Una “road map” di opposizione

6 Settembre 2023 Antonio Floridia  1503

Un anno fa si consumava un delitto (o meglio, un suicidio) politico: le forze che, per brevità, possiamo definire come della “non-destra” (ogni altra definizione “in positivo”, oltre che logorata, appare al momento insufficiente o parziale) si consegnavano divise e inermi alla più che annunciata vittoria di Giorgia Meloni. I dettagli di cronaca di quei giorni sono noti, ma saranno forse gli storici del futuro a dover ricostruire per intero lo scenario in cui maturarono quegli eventi, con il peso che ha avuto la guerra iniziata pochi mesi prima. Oggi ciò che conta politicamente è altro: si sta veramente pensando a evitare un remake del 25 settembre 2022?

Proviamo a mettere alcuni punti fermi. Il primo è quello dato dai vincoli del sistema elettorale. È assai improbabile che l’attuale legge elettorale possa cambiare, e quindi rimane la necessità di costruire una coalizione preventiva, se si vuole che le elezioni siano davvero aperte e competitive. Per una volta, possiamo anche mettere da parte i consueti, e spesso ben giustificati, lamenti sugli errori e i limiti delle “non-destre”; i principali protagonisti stanno dimostrando una certa saggezza politica: da un lato, si cercano e si stanno trovando terreni programmatici comuni; dall’altro, si stanno evitando (tra Conte e Schlein, soprattutto) polemiche dirette e distruttive sui temi più divisivi, che avrebbero il solo risultato di lasciare macerie alle spalle.

Quindi, una road map sembra obbligata: proseguire in una paziente opera di mediazione e di convergenza, su quanti più possibile argomenti, che faccia crescere agli occhi dell’opinione pubblica la credibilità di un possibile schieramento alternativo. Basterà? No, di certo. Resteranno alcuni temi su cui è difficile ipotizzare un vero e completo accordo politico, a cominciare purtroppo dalla questione della guerra in Ucraina. L’unica possibile via, allora, sarà quella di percorrere la strada che non si è saputo, o voluto, percorrere lo scorso anno: un ampio accordo elettorale che non implichi, necessariamente, una convergenza politica e programmatica integrale.

Troppo astruso? Non direi. Sarebbe davvero così incomprensibile se ci si rivolgesse agli elettori dicendo: “È vero, su molte cose siamo d’accordo, su altre la pensiamo diversamente: ma pensate che, solo per questo, dovremmo (un’altra volta!) regalare alla destra la vittoria su un piatto d’argento! Con questo accordo ci proponiamo di neutralizzare le gravi distorsioni della rappresentanza prodotte da questa legge elettorale: vogliamo semplicemente che ogni forza politica abbia un peso in parlamento pari al suo effettivo consenso nel Paese. Non possiamo permettere che si ripeta quanto accaduto nel 2022, quando una coalizione con il 44% dei voti ha ottenuto il 60% dei seggi alla Camera. Qualcuno dirà: e poi con il governo che succede? Si vedranno i rapporti di forza in parlamento, e saranno gli elettori a definirli con il loro voto: siamo in una democrazia parlamentare, è una pura sciocchezza dire che bisogna conoscere il nome del “vincitore” la sera stessa delle elezioni.

Certo, un discorso di questo tipo presuppone un altro elemento che lo rafforzi: che le forze della “non-destra” presentino subito una proposta di riforma elettorale in senso proporzionale, che abbia al suo centro anche un tema che potrebbe risultare molto apprezzato e popolare nell’opinione pubblica: ridare agli elettori un potere di scelta sugli eletti. Così come si è fatto sul salario minimo, si potrebbe presentare un disegno di legge condiviso, su cui lanciare una campagna politica nel Paese. La destra direbbe di no? È certo, e altamente probabile che faccia le barricate per difendere un sistema elettorale perfettamente calibrato sulle sue esigenze. Ma quanto meno si porrebbero la basi per giustificare ulteriormente, quando sarà il momento, un accordo elettorale di tutte le opposizioni: “Non avete voluto cambiare la legge elettorale? Bene, ma non penserete che allora noi ci si debba arrendere mani e piedi legati alla vostra prepotenza?”. Si eviterebbe così, tra l’altro, di ripetere l’incresciosa e imbarazzante situazione in cui si trovò avviluppato il Pd di Letta, lo scorso anno: chiedere il “voto utile” a causa di una legge che portava il nome del suo stesso ex capogruppo! Con quale credibilità, si è visto…

Oggi ci sono forse le condizioni politiche per un accordo delle opposizioni su una proposta di riforma elettorale in senso proporzionale: da ultimo anche Carlo Calenda, in un’intervista del 18 agosto, ha detto “finiamola con questo bipolarismo, torniamo al proporzionale” (e ciò, va notato, nel momento in cui Renzi ripropone la sua aberrante proposta del “sindaco d’Italia”: preda, evidentemente, di un’insopprimibile coazione a ripetere). Ma anche dentro il Pd si impone un chiarimento e occorre che emerga pienamente un dibattito finora rimasto ovattato da troppi diplomatismi interni: i fautori della “cultura del maggioritario” dovrebbero finalmente prendere atto che questa prospettiva ha portato lo stesso Pd in un vicolo cieco. Una effettiva capacità di direzione politica, da parte di questo partito, potrà esprimersi solo in un contesto strategico completamente diverso, con la costruzione di un’alleanza che non potrà che essere plurale. Meglio pensarci per tempo.

1.521
Archiviato inEditoriale
Tagsaccordo elettorale Antonio Floridia coalizione di opposizione legge elettorale non-destra opposizione Pd proporzionale riforma elettorale sinistra

Articolo precedente

Legge di Bilancio 2024: “colpa di quelli di prima”

Articolo successivo

La “Barbie” di Greta Gerwig

Antonio Floridia

Articoli correlati

Legge elettorale: la destra a folle velocità verso le elezioni

In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

In Spagna la nuova sinistra andalusa

Legge elettorale o legge di distrazione di massa?

Dello stesso autore

Dopo le europee

Risultati elettorali, istruzioni per l’uso

5 Stelle e Pd: il partito personale e quello feudale

Congresso Pd: istruzioni per capirne il senso

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
La questione delle “città intelligenti”
Agostino Petrillo    3 Giugno 2026
Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    1 Giugno 2026
Nucleare, Europa e fisco, le alleanze pericolose
Paolo Andruccioli    29 Maggio 2026
Ultimi articoli
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Stragi del 1993: archiviazione per Dell’Utri (e Silvio)
Stefania Limiti    5 Giugno 2026
Israele verso il voto
Eliana Riva    5 Giugno 2026
Accordo di cooperazione militare tra la Russia e i talebani
Marco Santopadre    4 Giugno 2026
Primo turno delle presidenziali in Colombia
Claudio Madricardo    3 Giugno 2026
Ultime opinioni
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA