• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » “Radicali, ma al governo”. Podemos secondo Ione Belarra

“Radicali, ma al governo”. Podemos secondo Ione Belarra

16 Giugno 2021 Aldo Garzia  1342

Tocca a Ione Belarra, ministra dei Diritti sociali del governo spagnolo di sinistra, rilanciare le azioni politiche di Podemos (21% nelle elezioni del 2016, terzo partito di Spagna dopo decenni di bipolarismo tra popolari e socialisti). È stata eletta segretaria domenica scorsa, con l’88,6% dei voti dei 53mila partecipanti (per via telematica) all’assemblea del partito-movimento svoltasi a Alcorcón (periferia di Madrid). Compito difficile il suo, dopo le dimissioni di Pablo Iglesias, leader storico, ex vicepresidente del governo, dimessosi con l’annuncio del ritiro irrevocabile dalla vita politica dopo il fallimento della sua candidatura nelle recenti elezioni regionali di Madrid. Non ha nemmeno partecipato all’assemblea congressuale “per non influenzarla”.

Al di là dell’episodio elettorale deflagrante, è il tema “governo” a creare affanni nel partito-movimento nato nel 2014 dal movimiento de los indignados che contestava assetti, metodi e contenuti della politica spagnola (un po’ come i 5 Stelle italiani, ma con radici identitarie nella storia peculiare della sinistra iberica e non in un indistinto populismo). Tra Covid e crisi economica conseguente, la destra si sta intanto riorganizzando intorno a un resuscitato Partido popular (Pp) e a Vox, formazione addirittura nostalgica del regime dittatoriale di Francisco Franco. Questa stessa destra trova intollerabile che a governare la Spagna sia una coalizione tra socialisti (Psoe)-Podemos: da qui i toni della polemica politica quotidiana, che assomigliano a un muro contro muro di rara ruvidezza e senza analogie in Europa.

Alla sinistra spetta invece il compito di reinventare un programma e una strategia post-Covid dal governo sotto la guida del premier Pedro Sánchez, chiamato popolarmente el guapo, che ha dato buona prova di sé con la recente “patrimoniale”, le riforme del lavoro e delle pensioni oltre che nella gestione accorta della pandemia.

Trentaquattrenne, nata nel 1987 a Pamplona (prima curiosità: è una “basca”; seconda curiosità: ha un piercing al naso), laureata in psicologia, master e dottorato alle spalle in Educazione, sviluppo e apprendimento, madre da un anno di un maschietto, impegno sociale iniziato tra le file di Sos racismo e Croce rossa occupandosi di immigrazione, collaborando attivamente in campagne per la chiusura dei centri di internamento per stranieri e per la difesa dei diritti umani, ha aderito a Podemos fin dalla sua nascita nel 2014, diventando responsabile della commissione sui diritti di cittadinanza. Nel 2015 è stata eletta deputata, confermata poi in parlamento nel 2016 come capolista della regione di Navarra. Un anno dopo è nominata vice-portavoce del gruppo parlamentare Unidos Podemos-Ep-Em. Infine, la sua nomina quest’anno a ministro dei Diritti sociali. All’inizio del governo di coalizione tra socialisti (Psoe) e Podemos, Ione Belarra era stata già nominata segretario di Stato per l’Agenda 2030.

Nell’assemblea congressuale, la nuova leader ha staccato di molto i suoi outsider Esteban Tettamenti Bogliaccini e Fernando Barredo. Decisivo l’appoggio ricevuto da Yolanda Díaz, vice-presidente del governo e ministro del Lavoro, volto pubblico e di governo di Podemos, e da Irene Montero, ministro dell’Eguaglianza, compagna di Iglesias, e sua amica da sempre: la numero due del partito insieme a Díaz. Il nuovo gruppo dirigente eletto è all’insegna della collegialità, del femminismo e della plurinazionalità (problema scottante, quest’ultimo, per via delle spinte autonomiste regionali presenti non solo in Catalogna, che forse una leader basca può aiutare a capire meglio e a indirizzare verso una riforma costituzionale).

“Oggi è una bellissima giornata, nella quale finalmente possiamo cominciare a intravedere di nuovo gli abbracci e a riconoscere i sorrisi sotto le mascherine con speranza e fratellanza”, ha detto Belarra dopo la vittoria. Parole di stima per la nuova leader sono venite da Juan Carlos Monedero, per anni collaboratore di Iglesias, sociologo, tra i fondatori del partito e suo teorico di riferimento: “Belarra è una donna capace, per lei la politica non serve a niente se non cambia la vita delle persone. In quel caso, preferirebbe rimanerne estranea e per questo non ha dimenticato quando manifestava nelle piazze”. Nel suo discorso programmatico, Belarra ha confermato la scelta di collocazione nel governo con l’idea di costruire “più che nel passato un blocco sociale progressista in un contesto dove la destra ha ripreso vigore e mette in discussione i capisaldi della democrazia, ecco perché dobbiamo immaginare un nuovo paese dove i giovani possano avere un lavoro stabile e scegliere se essere madri o padri”.

Proprio sul tema “governo” si era verificata nel 2019, all’interno di Podemos, una prima crisi con l’abbandono di Iňigo Eerrejón (fondatore di Mas Madrid, ex stretto collaboratore di Iglesias) che rimproverava al movimento-partito troppa incertezza nell’accogliere la sfida del rapporto unitario con i socialisti. Oggi nessuno mette in discussione quella decisione sofferta, pur concordando sulla necessità di un rinnovamento progettuale. È del resto il passaggio obbligato per movimenti che si trovano proiettati in funzioni di governo, a fare i conti con la gestione di politiche sociali ed economiche oltre che di alleanza con partiti più moderati (Psoe-Podemos in Spagna; Pd-5 Stelle in Italia, in una bizzarra e innaturale coalizione di maggioranza).

Per Podemos la parola d’ordine diventa perciò, dopo il cambio della guardia al vertice, “rinnovamento” senza abbondonare le peculiarità della propria formazione politica: collegialità, spazio alle organizzazioni di base, femminismo come bussola, radicalità di contenuti, salvaguardia dei ceti più deboli, innovazione tecnologica, ambientalismo. “In sette anni abbiamo raggiunto vittorie insperate. Siamo stati e vogliamo continuare a essere il motore del cambiamento. Abbiamo protetto lavoro e pensioni nel corso della pandemia. Continueremo a farlo combattendo tutti i giorni all’interno delle istituzioni”, ha detto Belarra nel suo discorso di investitura. Quindi, rinnovamento difficile per un ex movimento radicale di opposizione, che mai avrebbe pensato di trovarsi al governo, e per di più con i socialisti tanto amati e tanto odiati. Proprio come ciò che rimane dei 5 Stelle, sotto la guida di Giuseppe Conte, con il Pd?

1.357
Archiviato inEditoriale
TagsAldo Garzia Ione Belarra podemos sinistra Spagna

Articolo precedente

Contro il virus anzitutto la verità, poi una rifondazione del welfare

Articolo successivo

C’era una volta l’antimafia

Aldo Garzia

Seguimi

Articoli correlati

Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere

Per chi suona la campana a Madrid

Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia

Spagna e Marocco ai ferri corti, e non solo sui migranti

Dello stesso autore

Spagna e Marocco ai ferri corti, e non solo sui migranti

Il chiacchiericcio sulle armi e il vincolo della deterrenza

Troppi immigrati? Perché il Nord Europa si difende

Il Risiko del premier e del candidato alla presidenza della Repubblica

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
No alle primarie, in Francia come in Italia
Rino Genovese    25 Settembre 2026
Quote, la scuola ridotta a un numero
Stefania Tirini    23 Settembre 2026
Ultimi articoli
Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere
Vittorio Bonanni    2 Ottobre 2026
Lula o Bolsonaro figlio? Il Brasile al bivio
Claudio Madricardo    1 Ottobre 2026
Vannacci in Calabria
Paolo Barbieri    30 Settembre 2026
Per chi suona la campana a Madrid
Agostino Petrillo    29 Settembre 2026
In Marocco i giovani disertano le urne
Luciano Ardesi    29 Settembre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA