• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Archivio editoriali » Un Letta di valori e di governo

Un Letta di valori e di governo

16 Marzo 2021 Aldo Garzia  1277

Enrico Letta fa simpatia. Ha l’aria del bravo ragazzo studioso. Non è naturalmente antipatico come Matteo Renzi, con quell’aria da saputello. Non lascia indifferenti come Nicola Zingaretti, che ha i limiti e i pregi del pollo di batteria cresciuto nell’apparato di partito con bisogno di suggeritore (Goffredo Bettini). Letta è colto, e pure simpatico (le sue apparizioni a Propaganda Live su “la7”). Anche quando è stato ministro e premier non si ricordano episodi particolarmente sgradevoli (non si può tuttavia dimenticare che nel suo governo del 2013 c’erano anche i berlusconiani).

Pure il suo discorso di investitura la settimana scorsa era ben ritagliato sul personaggio. Il meglio della cultura cristiano-sociale in un’oretta, si potrebbe dire: valori (ius soli) e forse utopia (il voto ai sedicenni), democrazia economica, sguardo all’Europa, al mondo delle trasformazioni in digitale e in riconversione ecologica, lotta alla pandemia, rinnovamento delle categorie di riferimento, attenzione alla solidarietà contro le diseguaglianze e al dialogo con sindacati e parti sociali. Poco laburismo, certo: quello non appartiene alla sua cultura. Nella parte più politica del discorso, Letta ha citato l’Ulivo come unica esperienza in grado di far vincere nel passato due volte il centrosinistra (entrambe con Romano Prodi). Poi ha parlato di “nuovo Pd” e non di semplice “nuovo segretario”. Non ha fatto dei soli 5 Stelle l’interlocutore di una futura coalizione. Vuole confrontarsi con tutti gli alleati potenziali.

Le attese non sono state tradite, a meno di non avere l’idea di un Letta “salvatore della patria”: ha delineato comunque una marcia in più rispetto al Pd di Zingaretti (“Dobbiamo essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo e avere la radicalità nei comportamenti”). Non c’era da attendersi nient’altro. Il risultato finale dell’assemblea piddina è stato all’insegna di un unanimismo che non corrisponde alla verità della guerriglia tra correnti in atto da tempo: su 866 votanti elettronici, 862 hanno scelto il neosegretario, 2 non lo hanno votato e 4 si sono astenuti.

Ma un conto sono il personaggio e lo stile culturale Letta, un altro lo stato dell’arte del Pd e un altro ancora il programma in grado di invertire la tendenza che dà, nei sondaggi, il primato alla destra. Per un giudizio meditato, bisogna attendere di conoscere il gruppo di lavoro che Letta sceglierà intorno a sé nel tentativo di fondare per l’ennesima volta il Pd (è l’ottavo segretario dal 2007). Intanto, gli sono giunti gli apprezzamenti di coloro che si candidano a far parte di una nuova coalizione di centrosinistra: dall’ex premier Conte a Fratoianni, Casarini (Sinistra italiana) e Bersani (Articolo uno), dai Verdi ai centristi di Calenda e ai “nemici” di Italia viva. Tutti vogliono salire sul nuovo carro che si mette in marcia. Una overdose di unanimismo, anche se è bene che Letta non abbia parlato di “vocazione maggioritaria” come stella polare e non abbia aperto la porta del rapporto privilegiato solo ai grillini (ancora non si sa quale sarà l’esito della loro crisi insieme al progetto di rilancio a cui sta lavorando Conte nelle vesti di “capo politico”).

Nell’immediato, si sa che il neosegretario ha in mente una nuova legge elettorale che ripropone il mix tra maggioritario e proporzionale  in modo da incentivare alleanze e autonomia allo stesso tempo (ricordate le norme della legge Mattarella: 75 per cento di maggioritario, 25 per cento di proporzionale?) e ha stilato un documento per i circoli piddini che presto sarà reso pubblico in modo da realizzare la sua idea di Agorà, la “piazza” per avvicinare il partito ai suoi iscritti e simpatizzanti/elettori.

Per fortuna, le dichiarazioni di guerra sono venute da destra. Salvini e Meloni si mettono di traverso all’idea di ius soli fino al punto di affermare che insistere sul tema equivarrebbe a mettere in crisi il governo Draghi. Sapere che sui valori si può riaccendere un conflitto è un’ipotesi incoraggiante.

1.305
Archiviato inEditoriale
TagsAldo Garzia Enrico Letta Pd

Articolo precedente

Il Grillo “MiTE” e la crisi dei 5 Stelle

Articolo successivo

Lula, una candidatura non scontata

Aldo Garzia

Seguimi

Articoli correlati

Ah, vecchie care espulsioni!

“Il nostro Pd è un partito vincente”

Salis e Schlein, una sfida?

Puntare al pareggio (e seguitare come sempre)

Dello stesso autore

Il chiacchiericcio sulle armi e il vincolo della deterrenza

Troppi immigrati? Perché il Nord Europa si difende

Il Risiko del premier e del candidato alla presidenza della Repubblica

America latina, l’ora di una nuova sinistra meticcia

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ridiventeremo filocinesi?
Rino Genovese    15 Maggio 2026
Legge elettorale o legge di distrazione di massa?
Paolo Barbieri    13 Maggio 2026
Disfatta laburista o fine di un sistema politico?
Agostino Petrillo    11 Maggio 2026
Ultimi articoli
In Spagna la nuova sinistra andalusa
Vittorio Bonanni    20 Maggio 2026
Il Brasile di Lula e quello di Bolsonaro figlio
Claudio Madricardo    19 Maggio 2026
Conte apre al centro, per fare cosa?
Paolo Barbieri    18 Maggio 2026
L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale
Vittorio Bonanni    14 Maggio 2026
Quando il teatro è veramente politico
Katia Ippaso    14 Maggio 2026
Ultime opinioni
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA