• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Opinioni » Manganelli e controllo tramite software

Manganelli e controllo tramite software

Si nota un’asimmetria politica nella risposta delle opposizioni. Il caso dello stadio Olimpico di Roma

26 Febbraio 2024 Michele Mezza  1017

La reazione al grottesco e minaccioso uso dei manganelli, da parte del ministero dell’Interno, nei confronti delle manifestazioni studentesche contro i massacri in Medio Oriente, ha sollevato allarme riguardo a un governo che continua a muoversi sul crinale sempre più stretto che separa la sua maggioranza reazionaria dalle tentazioni apertamente autoritarie. La repressione delle proteste di piazza è un aspetto che riporta gli echi delle violenze poliziesche dei lontani anni Sessanta e Settanta. Ma non mancano aspetti anche più contemporanei, rispetto ai quali non vediamo una medesima sensibilità e risposta.

La notizia, apparsa, quasi per caso, sulle pagine sportive di “Repubblica” di qualche giorno fa, circa l’attivazione, da almeno due anni, allo stadio Olimpico di Roma, di un sofisticato sistema di video-riconoscimento, in violazione di tutte le norme europee in materia, è caduta nell’indifferenza generale. Da quanto è stato pubblicato, e non smentito da alcuno, tutti coloro recatisi allo stadio nella capitale, negli ultimi due campionati, sono stati scannerizzati da un sistema di video-controllo, che ne registra l’identità, incrociando i dati con quelli dei biglietti nominativi, e che – tramite un software denominato Reco Finder, di una società italiana localizzata in provincia di Lecce – accumula dati sensibili per scavare nella personalità di ogni singolo spettatore capitato dinanzi agli obiettivi.

Incredibilmente, la decisione del Coni, proprietario dello stadio romano, di adottare un sistema di tale invadenza nella privacy, non incontra alcuna obiezione, nemmeno da parte di quei soggetti solerti nel denunciare le invasioni degli apparati statali nel campo della sanità o del fisco. Certo i precedenti sono molteplici, negli aeroporti, per esempio, o in altri luoghi pubblici. Ma in questo caso è la prima volta, almeno fino a prova contraria, che si allestisce un sistema di controllo e setacciamento dinamico. Intendiamo, con questo, che il meccanismo agisce non solo mediante la registrazione inerte delle immagini, eventualmente da controllare in caso di disordini o violazioni, ma con una risorsa software che gli permette, a quanto dichiara la stessa azienda proprietaria, di decifrare l’attitudine alla trasgressione dei singoli soggetti ripresi. Siamo proprio nel pieno degli incubi orwelliani: si lavora su quel terreno di riconoscimento facciale esplicitamente vietato dalla nuova normativa europea sull’uso dell’intelligenza artificiale, il cosiddetto “A.I.Act”.

La legge comunitaria contempla alcune eccezioni, nel caso di situazioni di particolare pericolo o allarme, in cui si concede alle autorità di sicurezza di potere attivare, direttamente, sistemi di controllo visuale con videocamere in grado di analizzare i volti non solo per un’identificazione personale, ma anche per cogliere indizi di reato imminente. Nel caso dell’Olimpico di Roma, però, non esistono questi requisiti. Non ci sono infatti, sistematicamente, ogni settimana, motivate ragioni per temere disordini o violazioni alle leggi – e soprattutto non c’è una gestione diretta, o almeno supervisionata, dalle forze dell’ordine. Il servizio è curato dai tecnici della società fornitrice che, dopo averlo allestito, ne gestisce il funzionamento e ne assicura la manutenzione.

Solo nel caso di reati accertati i magistrati possono chiedere i filmati. Ma quali sono filmati utili alle eventuali indagini? Infatti, dentro lo stadio, agisce un sistema di circuito chiuso che inquadra le curve, e, combinando immagini e nominatività dei biglietti, permette di risalire agilmente ai responsabili di ogni tipo di trasgressione. Per cui sono queste le prove che potrebbero ogni domenica incastrare una banda di facinorosi che si ritrova, puntualmente, nello stesso posto per commettere, puntualmente, gli stessi reati.

Le altre immagini, quelle registrate al momento dell’entrata, sono puramente induttive, e permettono solo vaghe indicazioni sulla partecipazione all’azione inquisita. Mentre possono risultare molto importanti nella programmazione di una scannerizzazione di massa, in cui si colleghino data base diversi, che possono essere interrogati per diverse motivazioni.

Ora, sarebbe interessante sapere dal Coni chi ha il controllo diretto di questi data base? In quale server sono depositate le immagini settimanalmente? E quel server utilizzato a quale cloud è appoggiato? Infine, il cosiddetto “storico”, ossia la sequenza di dati raccolti in questi due anni, chi lo conserva? Sono quesiti che probabilmente ha già posto il garante, che non si capisce se abbia autorizzato esplicitamente l’operazione o semplicemente non abbia ancora ritenuto di intervenire. Certo, le risposte sarebbero interessanti per tutti, anzi dovrebbero essere pubbliche per dare la dovuta trasparenza a un’attività che si muove sugli incerti confini del lecito o del non vietato. Confini che, dopo l’approvazione, nelle scorse settimane, della norma europea si sono ulteriormente ristretti.

Si pone poi un’altra questione: questi dati possono essere usati, o sono stati già usati, per addestrare sistemi di intelligenza artificiale di secondo livello? Ci riferiamo a quei dispositivi che, sulla base delle grandi matrici, come ChatGPT, possono essere verticalizzati, come si dice, ossia specializzati in singole funzioni o attività. Potere alimentare uno di questi sistemi verticali con le immagini accumulate in due anni, e debitamente elaborate da software predisposti a leggere emozioni e reazioni di ciascun individuo, permetterebbe di avere a disposizione una base per elaborare interventi molto intrusivi sulla popolazione romana, anche ai fini di un’interferenza elettorale.

Come abbiamo detto, il progetto di controllo visivo risale al 2021: dunque non è attribuibile a questo governo. Ma il suo utilizzo può essere permanentemente deformato e deviato, come sappiamo, e la trasparenza diventa l’unico antidoto alle ombre. Un allarme, questo, che viene incrementato dal silenzio delle opposizioni che, se hanno trovato il modo di intervenire nei confronti dei manganelli usati a sproposito contro i ragazzi che protestano in piazza, ancora non sono in grado di adeguarsi alle forme e ai modi in cui nella nuova società digitale si esercita, e si altera, il potere pubblico.

1.030
Archiviato inOpinioni
TagsChatGPT Coni invasione della privacy manganelli Michele Mezza normativa europea A.I.Act opposizione assente software stadio Olimpico video-riconoscimento

Articolo precedente

Dalla Consulta un altro colpo al Jobs Act di Renzi

Articolo successivo

Ricordi di scuola: la violenza poliziesca

Michele Mezza

Articoli correlati

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Est/Ovest: la contesa è sul conflitto sociale

Musk, le privatizzazioni, la sicurezza militare e l’Europa

Le dimissioni di Belloni e la nuova tecno-destra all’attacco

Dello stesso autore

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Est/Ovest: la contesa è sul conflitto sociale

Musk, le privatizzazioni, la sicurezza militare e l’Europa

Le dimissioni di Belloni e la nuova tecno-destra all’attacco

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Né ordine né disordine: gli studenti della generazione europea
Stefania Tirini    19 Ottobre 2026
Cittadinanza, in arrivo norme aberranti
Stefania Limiti    16 Ottobre 2026
Legge elettorale: oltre trenta ricorsi alla Corte costituzionale
Stefania Limiti    13 Ottobre 2026
Ultimi articoli
In Marocco prima donna premier per un re che governa
Luciano Ardesi    21 Ottobre 2026
L’ondata di rivolta giovanile
Agostino Petrillo    19 Ottobre 2026
Ex Ilva, quelle piazze da ascoltare
Guido Ruotolo    19 Ottobre 2026
Il Brasile verso il ballottaggio
Claudio Madricardo    16 Ottobre 2026
In India le manifestazioni dell’opposizione
Marco Santopadre    15 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA