• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Opinioni » Povero Prodi

Povero Prodi

A proposito di un intervento del professore nel corso di un’assemblea nei fatti anti-Schlein

24 Luglio 2023 Rino Genovese  1297

Intervenendo a Cesena alla riunione del correntone anti-segreteria Schlein (a parole, però, nel segno dell’unità del partito), Romano Prodi ha pronunciato il termine decisivo: “rassegnato”. Il Pd è un partito rassegnato – a perdere, si potrebbe dire, viste le numerose sconfitte collezionate nella sua non lunga storia, ma prima ancora privo di qualsiasi fervore politico, orientato soltanto, quando pure lo è, alla semplice gestione dell’esistente. Il problema è che il Pd è il partito sbagliato, nato male e cresciuto peggio: un agglomerato di piccoli potentati che si fanno la guerra, e preferiscono di gran lunga perdere le elezioni anziché veder vincere gli avversari interni. Ora, per esempio, si sa già che l’obiettivo della variopinta compagine riunita intorno a Bonaccini (si va da cariatidi di una vecchia dirigenza, come Fassino, a renziani come l’ex sindaco di Lodi ed ex ministro della Difesa, Guerini) è quello di fare andare male Schlein alle prossime europee per riprendersi la guida del partito. Un gioco da ragazzi: se Elly non arriva intorno al 25%, tutt’al più poco sotto, dovrà lasciare. E Bonaccini sarà il leader – avendo dalla sua, del resto, la maggioranza degli iscritti. Se, al contrario, Elly riuscirà a risollevare le sorti elettorali del Pd, a lasciare sarà una parte, non si sa ancora quanto consistente, di quelli che stanno con Bonaccini. È ciò su cui punta il trasformismo parlamentare di Renzi: un gruppo formato con gli attuali renziani ancora nel Pd e l’aggiunta di un po’ di transfughi da Forza Italia.

Dunque, povero Pd e povero Prodi! Il primo rassegnato, d’altronde, è proprio lui. Si diede molto da fare per tirar fuori un unico partito dai Ds e dalla Margherita, e poco dopo se ne andò piccatissimo. Nel caso specifico, a farlo arrabbiare (e aveva anche ragione) fu l’atteggiamento di Veltroni che, diventato segretario del Pd, si mise subito a dir male della “scienza delle coalizioni politiche” di Prodi (che aveva dato vita a un’alleanza molto composita, con cui aveva vinto le elezioni di un soffio nel 2006), vagheggiando Veltroni la famosa “vocazione maggioritaria” e perdendo poi rovinosamente – dieci punti di distacco in percentuale – contro la destra berlusconiana.

Insomma, il primo a lasciar perdere, dimostrando di non riporre fiducia alcuna nella sua creatura, fu proprio Prodi. E adesso vorrebbe – con chi poi? con i bonacciniani? – chiamare a un sussulto di fierezza il partito? Ma questo partito – facciamo un po’ di fantapolitica basata, tuttavia, su quanto è accaduto in passato – è destinato a scindersi “a sinistra”, quando in esso prende il sopravvento la componente iper-moderata (ridicolmente chiamata “riformista”), e “a destra” quando prevale invece la componente meno moderata. È il destino del partito sbagliato: le sue correnti interne, organizzativamente divise, potrebbero trovare una piattaforma comune, un compromesso per un programma di governo; unite in un unico organismo politico, si distruggono a vicenda.

Nella nostra sfera di cristallo vediamo allora che la prossima scissione potrebbe riguardare la stessa segreteria Schlein. È piuttosto improbabile che Elly nel 2024, anche per via di un apparato che la rifiuta, vada benissimo alle europee, tutt’al più benino. Nell’ipotesi di una ripresa in grande stile della conflittualità interna – tenendosi o no il marchio Pd, ciò dipenderà dalle circostanze – a scindersi sarà lo stesso gruppo di Schlein, che potrebbe poi avviare un processo di unificazione con l’Alleanza verdi-sinistra, e alla fine riallearsi con gli ex dello stesso partito. Saranno costretti dalla situazione a mettere su tutti insieme un nuovo centrosinistra, con i postpopulisti di Conte e perfino con i centristi di Calenda, per forza di cose spinto a coalizzarsi. Se riusciranno a costruire una piattaforma comune – però differente, diciamolo, dai centrosinistra prodiani del passato, non più ispirata alle scelte di un “neoliberismo dal volto umano” – avranno non poche chance di battere le destre. Altrimenti nisba.

1.311
Archiviato inOpinioni
Tagselezioni europee 2024 Elly Schlein Pd renziani Rino Genovese Romano Prodi stefano bonaccini

Articolo precedente

Zaki: preferirei di no

Articolo successivo

Spagna, scampato pericolo

Rino Genovese

Articoli correlati

Stupidità e autoritarismo

Breve riflessione sul riformismo

Ah, vecchie care espulsioni!

Rovesciare gli ayatollah?

Dello stesso autore

Stupidità e autoritarismo

Breve riflessione sul riformismo

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Referendum, il “sì” con il fiato corto (e i “quindici” stappano una bottiglia)
Luca Baiada    10 Febbraio 2026
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Ultimi articoli
In Congo la pace di Trump vacilla, gli affari no
Luciano Ardesi    12 Febbraio 2026
Fascisti col vento in poppa nella penisola iberica
Vittorio Bonanni    11 Febbraio 2026
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Essere “latino”: Bad Bunny e la spettacolarizzazione dell’identità
Paulina Sabugal Paz    12 Febbraio 2026
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
Ultime analisi
Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)
Paolo Andruccioli    11 Febbraio 2026
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA