• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Africa: quello che non si dice sulle migrazioni

Africa: quello che non si dice sulle migrazioni

La maggior parte degli spostamenti avviene all’interno del continente stesso, e le entrate regolari nell’Unione europea sono maggiori di quelle irregolari via mare verso l’Italia

20 Giugno 2023 Luciano Ardesi  1096

L’orrore delle centinaia di migranti lasciati morire in mare per il mancato soccorso nelle acque greche, ripropone per l’ennesima volta la questione delle migrazioni verso l’Europa. Si parla di numeri, di soldi, e su questi dati si pretende di fondare decisioni risolutive. La pretesa principale consiste nella ricerca di accordi con i governi, che tali non sempre sono (come in Libia), dei Paesi di partenza dietro pagamento di somme “incentivanti” a svolgere il ruolo di guardiani delle coste. Con i risultati che conosciamo. Da una parte, il finanziamento di fatto delle reti dei trafficanti di esseri umani con tutte le loro complicità, che rafforzano la loro potenza economica e organizzativa, perché oltretutto si fanno pagare anche dai migranti. Dall’altra, il cimitero mediterraneo, o atlantico lungo le coste dal Marocco alla Spagna.

Le migrazioni nel Mediterraneo hanno occupato la scena dei media e della politica in Italia, e non solo. La narrazione consolidata ci dice che gli africani migrano da Sud a Nord, correndo rischi anche estremi pur di entrare nell’eden europeo. Ma in Africa le migrazioni sono un fatto naturale da tempo immemorabile, e la stragrande maggioranza degli africani migra attraverso le frontiere terrestri. Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) i 36.6 milioni di africani migranti nel 2017 (27 milioni dall’Africa sub-sahariana) rappresentano solo il 14% dei migranti nel mondo, contro il 41% degli asiatici e il 24% degli europei. Secondo un’indagine della stessa fonte, l’80% degli africani che pensano all’emigrazione non ha alcun interesse a lasciare il continente e non ha alcuna intenzione di lasciarlo definitivamente.

Nel 2019, dati Oim, l’Africa ha accolto 7.3 milioni di rifugiati e richiedenti asilo, un quarto dei rifugiati nel mondo (28.7 milioni). Ciò significa che un migrante internazionale su quattro in Africa è un rifugiato, contro un migrante internazionale su dieci nel resto del mondo. Tra il 2000 e il 2019 il numero dei migranti internazionali in Africa è aumentato considerevolmente: da 15.1 a 26.6, pari al 76%, l’incremento più elevato tra le grandi aree del mondo. Malgrado questo aumento, l’Africa accoglie solo il 10% dei 272 milioni di migranti internazionali nel mondo, contro il 31% dell’Asia, il 30% dell’Europa e il 22% del Nord America. Inoltre, il numero dei migranti internazionali, rispetto alla popolazione locale, è del 2% in Africa contro il 3,5% per l’insieme del mondo. L’Africa orientale accoglie la maggior parte, il 30%, dei migranti internazionali residenti nel continente.

Oltre la metà, il 53% per la precisione, dei 40.2 milioni di migranti provenienti dall’Africa ha come destinazione l’Africa stessa, il 26% l’Europa, l’11% l’Asia e l’8% il Nord America. Metà (47%) dei migranti internazionali in Africa sono donne. Nel continente la popolazione migrante è mediamente più giovane (30,9 anni) rispetto alla media mondiale dei migranti internazionali (39 anni). Tutti questi dati confermano che i flussi migratori in Africa avvengono principalmente all’interno del continente.

Le migrazioni dall’Africa evocano i flussi di persone irregolari (i cosiddetti “clandestini”) dal Nordafrica verso l’Europa. I dati disponibili raccontano però un’altra storia. Come detto, la maggior parte delle migrazioni avviene all’interno dell’Africa stessa; soprattutto le entrate regolari nell’Unione europea, in provenienza dai principali Paesi africani, sono maggiori di quelle irregolari via mare verso l’Italia. In ogni caso, le migrazioni irregolari riguardano la stessa Africa. Si pensi ai flussi tra Uganda e Repubblica democratica del Congo, dall’Africa orientale a quella australe, o dall’Africa sub-sahariana al Nord Africa, dove Paesi come Libia e Marocco sono al tempo stesso Paesi di destinazione, di transito e di partenza.

Questo quadro non deve nascondere i problemi. Secondo la Fondazione sudanese Mo Ibrahim, tra il 2019 e il 2100, il numero dei giovani in Africa aumenterà del 181%, mentre quelli in Europa diminuiranno del 21.4% e quelli in Asia del 27.7%. Alla fine del secolo, i giovani africani rappresenteranno il doppio della popolazione totale dell’Europa. Attualmente la maggior parte dei giovani africani giudica la propria situazione insoddisfacente a causa della difficoltà a trovare lavoro. Bisogna allora temere una corsa verso l’Europa e immaginare scenari apocalittici? La soluzione, secondo la Fondazione, non è in termini di migrazione ma di mobilità. Anche le frontiere africane sono spesso chiuse o poco permeabili, mentre la mobilità dei giovani, insieme con una formazione più adeguata, consentirebbe loro non solo di restare nel continente ma di migliorare la propria posizione. A causa delle restrizioni, la rete dei trafficanti di essere umani in Africa genera immensi guadagni, stimati a 7 miliardi di dollari (2016), l’equivalente dell’aiuto umanitario dell’Unione europea nello stesso anno.

Invece di contribuire al reddito dei trafficanti di esseri umani con politiche che incentivano la migrazione irregolare, o con finanziamenti che finiscono direttamente nelle tasche dei trafficanti stessi, l’Unione europea dovrebbe accompagnare gli Stati africani nel gestire le proprie politiche di mobilità e di formazione. L’Europa se ne avvantaggerebbe anche per quella migrazione di cui ha comunque bisogno, per la sua economia e per l’equilibrio demografico.

1.114
Archiviato inArticoli
TagsAfrica formazione Luciano Ardesi Mediterraneo migrazioni politiche di mobilità trafficanti di esseri umani Unione europea

Articolo precedente

“Rapito” di Marco Bellocchio

Articolo successivo

Roma sopra e sotto. Tra lusso e sfratti

Luciano Ardesi

Articoli correlati

In Marocco i giovani disertano le urne

Escissione amore mio

Sul declino industriale dell’Occidente (2)

Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia

Dello stesso autore

In Marocco i giovani disertano le urne

Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia

La nuova “corsa all’Africa”: il corridoio di Lobito

Sudan: oro rosso sangue

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra compatta nel voto segreto
Stefania Limiti    5 Ottobre 2026
La Francia di nuovo in fiamme
Rino Genovese    2 Ottobre 2026
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
Ultimi articoli
Magistratura militare, uno strano concorso
Marianna Gatta    9 Ottobre 2026
In Nepal diluvia sul bagnato
Marco Santopadre    8 Ottobre 2026
Conflitto d’interessi nell’oro nero
Marianna Gatta    7 Ottobre 2026
Ex Ilva, confermato il blocco dell’area a caldo
Guido Ruotolo    6 Ottobre 2026
In Brasile ballottaggio in salita per Lula
Claudio Madricardo    6 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA