• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Guerre. La prossima in Libia?

Guerre. La prossima in Libia?

Uno scenario, quello sull’altra sponda del Mediterraneo, che si va deteriorando a vista d’occhio: crisi economica e conflitti civili. Il ruolo della Wagner

18 Aprile 2023 Guido Ruotolo  873

Guardiamo i lampi della guerra oltre l’ex cortina di ferro, e sentiamo le bombe esplodere verso Oriente. Il mondo ci appare sempre più cupo ma non ci accorgiamo che a pochi chilometri da noi, in Libia, è solo questione di tempo prima che esploda virulenta una nuova guerra. E, anche in questo caso, Europa e Stati Uniti giocheranno un ruolo importante. Tripoli, Bengasi, Sirte e Sebha non sono poi così lontane da Kiev, Mosca e Washington: le loro storie si intrecciano e hanno un denominatore comune nei mercenari della Wagner, l’esercito “parallelo” russo, che ha due basi aeree militari nella Cirenaica e nel Fezzan (oltre ad avere altre postazioni nell’Africa centrale, in Ciad, Sudan e Mali). La presenza più avanzata dei mercenari filorussi nel Mediterraneo è dunque la Libia. E per le potenze occidentali questa presenza rappresenta una minaccia. Tanto grave che, negli ultimi due anni, abbiamo assistito a un rimescolamento delle carte delle alleanze e delle presenze straniere nel Paese.

La Cirenaica del generale Haftar voleva conquistare Tripoli, e si alleò con l’Egitto, i Paesi arabi e, appunto, i mercenari della Wagner. La Tripolitania rispose stringendo un’alleanza con la Turchia. Oggi sono tutti dalla parte del governo di Tripoli del premier Abdel Hamid Dbeibah, nonostante non abbia più una sua legittimazione, violando gli accordi di Ginevra che prevedevano una durata del governo di diciotto mesi, al termine dei quali la Libia avrebbe dovuto andare a elezioni. Dbeibah, dalla sua parte, ha la gestione dell’estrazione del petrolio e del metano e la Banca centrale. Insomma, il potere economico.

I diciotto mesi sono trascorsi e le elezioni sono state rinviate. Anche la mediazione del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, il senegalese Abdoulaye Bathily, per il momento si è rivelata inconcludente. Naturalmente, il generale Haftar continua a servirsi dei mercenari della Wagner per difendere i propri territori. C’è un governo eletto dal parlamento (anch’esso scaduto), con sede a Bengasi e Sirte, presieduto da Fathi Bashaga, che controlla la Cirenaica, il Fezzan e una parte della Tripolitania. 

Ad oggi, non si intravede nessuno spiraglio di possibile mediazione. Le due fazioni in lotta, Tripoli contro Bengasi, avevano fatto entrare nel Paese eserciti stranieri per avere il sopravvento nella guerra civile. Oggi questi eserciti sono tutti schierati contro il governo eletto dal parlamento. Ma fino a quando potrà andare avanti l’ingovernabilità del Paese, a quasi dodici anni dalla rivoluzione che depose il colonnello Muammar Gheddafi? 

Non è solo la Libia a far paura. Nei paesi rivieraschi del Maghreb la crisi potrebbe essere devastante. In Tunisia, innanzitutto – ma poi anche in Niger, Ciad, Sudan (dove già si sta combattendo) e nello stesso Egitto potrebbero scatenarsi conflitti violenti. La crisi economica morde, e a farne le spese potrebbe essere anche la ricca Libia. Non si nasconde la preoccupazione, soprattutto a Roma, che decine di migliaia di persone possano voler attraversare il Mediterraneo. 

890
Archiviato inArticoli
TagsAbdel Hamid Dbeibah Cirenaica gruppo Wagner guerra Guido Ruotolo Khalifa Haftar Libia metano petrolio Tripolitania

Articolo precedente

Il silenzio italiano sui salari

Articolo successivo

Il silenzio di Elly (nonostante la conferenza stampa)

Guido Ruotolo

Articoli correlati

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Il futuro bloccato della siderurgia in Italia

Ex Ilva, siamo allo sfilacciamento

Dello stesso autore

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Il futuro bloccato della siderurgia in Italia

Ex Ilva, siamo allo sfilacciamento

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA