• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Regionali in Andalusia, un colpo per Sánchez

Regionali in Andalusia, un colpo per Sánchez

Le elezioni tenutesi il 19 giugno hanno registrato un clamoroso successo del Partito popolare. Un quadro che preoccupa il governo nazionale di sinistra

24 Giugno 2022 Vittorio Bonanni  908

Non si dormono sonni tranquilli al Palazzo della Moncloa, residenza del governo a Madrid. Lo scorso 19 giugno, in Andalusia – la regione più popolosa del Paese con i suoi otto milioni e mezzo di abitanti –, il risultato delle elezioni anticipate desta più di una preoccupazione per il governo nazionale di sinistra, presieduto da Pedro Sánchez, composto dal Psoe (Partito socialista operaio spagnolo) e da Podemos. Anche se le legislative sono relativamente lontane – autunno 2023 –, i 58 seggi su 109 conquistati dal Partito popolare di Juanma Moreno – equivalenti al 43% – contro i 26 del 2018 sono un risultato clamoroso che consente al principale partito di destra di governare facendo a meno dell’imbarazzante sostegno dei neofranchisti di Vox, capeggiati da Macarena Olona (quelli tanto amati dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni), che finora aveva però garantito un appoggio soltanto esterno al governo andaluso.

Vox aumenta comunque i propri seggi da 12 a 14, che tradotto significa centomila voti in più, mentre Ciudadanos, la formazione liberale che aveva ottenuto nelle scorse elezioni 21 seggi, scompare dal parlamento andaluso. Con sullo sfondo una partecipazione al voto di circa il 60% dell’elettorato, i popolari arrivano a un milione e mezzo di consensi, il doppio delle scorse elezioni; mentre i socialisti di Juan Espadas passano da un milione a meno di novecentomila, conquistando 31 seggi contro i 33 della volta scorsa, e fermandosi al 24%. Divisa e sconfitta la sinistra radicale di Inma Nieto con Podemos, Izquierda Unida e Más País, che ottiene solo 5 seggi, mentre Teresa Rodríguez, con Adelante Andalucía, ne conquista due. Una frattura che andrà evitata nelle prossime elezioni politiche, pena ulteriori difficoltà per Sánchez.

La storia di Moreno è controversa. Laureato in istituzioni internazionali, 52 anni, si era insediato nel palazzo della presidenza regionale a Siviglia già nel 2018, spodestando per la prima volta i socialisti, malgrado abbia conseguito il peggior risultato nella storia del Pp locale (20,8% dei voti e 26 seggi), costringendo il partito che fu di Aznar e Rajoy a stringere appunto un’alleanza con l’estrema destra. Ma poi si è arrivati alle elezioni anticipate per le divisioni sempre più importanti all’interno della coalizione: una scelta diventata inevitabile dopo la bocciatura della legge di bilancio del 2022.

La regione nota ai turisti per le splendide città che ospita – Siviglia, Granada, Cordova – è sempre stata un feudo socialista, governata ininterrottamente dal Psoe dal 1982, quando si sono svolte le prime elezioni regionali dopo la fine della dittatura, al 2018. I popolari usciti da questa tornata elettorale appaiono decisamente più centristi di quelli precedenti, capaci di inaugurare una nuova fase politica che li distanzierebbe dai nostalgici del caudillo, presenti, sia pure in forma più soft, anche all’interno dello stesso Pp. Un volto nuovo è quello del leader nazionale del partito, Pablo Casado, che secondo alcuni osservatori avrebbe permesso di attirare una parte dell’elettorato socialista, intorno al 10%.

Dunque un campanello d’allarme per un governo che certamente – come del resto tutti gli altri in questa fase – si è trovato a fronteggiare prima la pandemia, poi la guerra con il conseguente aumento della criticità di tutti i parametri economici. L’inflazione, nel mese di marzo, viaggiava intorno al 9,8%, un incremento inatteso, dovuto – secondo il ministero dell’Economia spagnolo – proprio alla guerra in corso tra la Russia e l’Ucraina. In calo – anche ciò in consonanza con il resto dell’Europa – la crescita economica. La Banca di Spagna ha ridotto le sue previsioni al 4,5% per quest’anno, 0,9 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti stime di dicembre (5,4%). Il che interrompe il rialzo dei mesi precedenti in maniera sorprendente. 

Colpisce favorevolmente, invece, la diminuzione del tasso di disoccupazione. Secondo quanto riportato lo scorso maggio dal quotidiano “La Stampa”, che a sua volta ha citato fonti del ministero del Lavoro iberico, a fine maggio, i senza lavoro  registrati presso gli uffici del Servizio pubblico statale per l’impiego (Sepe) erano 2.922.991, la cifra più bassa dal novembre 2008. La disoccupazione è diminuita di 99.512 unità (-3,29%), mentre le assunzioni effettuate a maggio sono aumentate di 95.287 unità (6,17%) rispetto allo stesso mese nel 2021. Dati positivi anche per quanto riguarda la disoccupazione femminile, diminuita di 47.403 unità (-2,65%), mentre quella maschile di 52.109 unità (-4,22).

Dati contraddittori, insomma, quanto prevedibili, che – malgrado il voto andaluso – non condannano a morte il governo più a sinistra della Spagna post-franchista. Il successo riportato nel congresso del 21 ottobre scorso, di cui abbiamo parlato su queste pagine nell’articolo a firma di Aldo Garzia, vinto con la parola d’ordine dell’unità a sinistra, appare però in forse secondo i sondaggi. Secondo il giornale “El Confidencial”, Psoe e Pp si posizionano testa a testa al di sotto del 30%. Preoccupante l’aumento di Vox, che secondo alcuni istituti sfiorerebbe il 20%; mentre la sinistra radicale di Unidas Podemos non supererebbe il 10%. Quasi scomparso Ciudadanos, dato al 2%. Per la coalizione di sinistra i numeri non sarebbero confortanti. Qualora fossero confermati, potrebbe tornare alla carica l’ala più moderata del partito, quella che nel 2016 predicava l’astensione nei confronti del governo di Rajoy. Il voto non è esattamente dietro l’angolo, ma, qualora questo quadro venisse confermato, la sinistra europea dovrebbe fare a meno di una delle esperienze più avanzate degli ultimi decenni.

922
Archiviato inArticoli
TagsAdelante Andalucía Andalusia Ciudadanos elezioni regionali Inma Nieto Izquierda Unida Juanma Moreno Más País partito popolare podemos Psoe sinistra Spagna Teresa Rodríguez Vittorio Bonanni Vox

Articolo precedente

Incontri sulla via di Königsberg: la guerra secondo i filosofi

Articolo successivo

Ballottaggi, vince il centrosinistra

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia

Breve riflessione sul riformismo

In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento

Ah, vecchie care espulsioni!

Dello stesso autore

In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento

Ah, vecchie care espulsioni!

Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato

Quell’antico amore per la Groenlandia

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
La grande manifestazione di Torino per Askatasuna
Agostino Petrillo    2 Febbraio 2026
Referendum sulla giustizia, dal Tar del Lazio nessun rinvio
Luca Baiada    30 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Fine dell’autogoverno curdo in Siria
Eliana Riva    5 Febbraio 2026
In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento
Vittorio Bonanni    30 Gennaio 2026
I super-ricchi distruggono la democrazia
Paolo Barbieri    29 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA