• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Le bombe di Foggia: il contesto

Le bombe di Foggia: il contesto

Sei gli attentati mafiosi dall’inizio dell’anno, in una città in cui la barriera tra l’economia criminale e quella legale è molto labile

12 Gennaio 2022 Stefania Limiti  1877

A Foggia piovono bombe. Potrebbe essere il racconto grottesco e paradossale di una realtà malmessa, invece no, sono proprio bombe, due notti fa, contro un negozio di parrucchiere e un altro di fuochi di artificio, sei attacchi dall’inizio dell’anno. Per orientarci in quel magmatico e fumogeno territorio di cui sentiamo parlare per la gravità dei fatti che si susseguono, è utile partire da un piccolo trafiletto di un giornale locale molto apprezzato, “Foggia Città Aperta“, un buon punto di riferimento informativo: dando conto dell’ordigno esploso nella notte tra sabato e domenica scorsi, in pieno centro storico, la testata spiega che l’obiettivo era il ristorante Poseidon, già oggetto di intimidazione nel novembre del 2019: il fatto è che il titolare dell’attività è un pregiudicato, Alessandro Carniola. Non si tratta di un imprenditore puro, né dunque di una “vittima pura”: il punto è proprio questo, cioè la mafia foggiana, particolarmente rozza e brutale, agisce in un territorio in cui la barriera tra economia criminale e quella legale è “particolarmente bassa”.

Lo spiega molto bene Marco Barbieri, docente di Diritto del lavoro nell’ateneo cittadino da ventisei anni, perciò osservatore speciale del contesto foggiano: Barbieri ha ricoperto in passato anche incarichi politici nella giunta regionale pugliese. Se l’economia nera è una questione nazionale, in quel territorio lo è ancora di più “perché lo scarto è ridottissimo, tanto che diversi attentati coinvolgono imprenditori coinvolti da vicende giudiziarie”.

Il sodalizio mafioso nasce a Foggia dalla distorsione dello sviluppo della città: bombardata nel ’43, stavolta in senso letterale, in modo massiccio dagli Alleati durante la loro risalita verso il Nord, venne poi ricostruita senza regole e senza nessuna frontiera. Alla fine dal boom edilizio gli improvvisati costruttori si sono ritrovati pieni di soldi, avevano tantissima liquidità – lo stesso meccanismo di accumulazione capitalistica che Cosa nostra realizzò con la droga –, così tanta da potersi organizzare un futuro da ceto imprenditoriale parassitario e aggressivo. L’uso più remunerativo di quel denaro è stato il prestito a usura, attività che richiese anche un piccolo esercito che garantisse l’esecuzione delle estorsioni: è lì che prende corpo la cosiddetta quarta mafia, appunto quella di Foggia. Un percorso fatto senza trovare ostacoli né anticorpi.

Ancora Barbieri: “Il blocco storico dominante, al quale vanno aggiunti tutti i ceti professionali dell’indotto, trova la sua origine nell’edilizia e un suo punto di forza in un sottoproletariato cittadino particolarmente povero e disgregato, fatto dai ‘terrazzani’, persone che vivevano raccogliendo verdure dove le trovavano: mentre quello delle campagne circostanti – pensiamo alla mitica città di Di Vittorio, Cerignola – era sì povero ma consapevole della sua condizione”. Il che ha fatto la differenza.

Oggi tutti dicono che Foggia è una emergenza nazionale. Tano Grasso, il noto presidente onorario della Fai, la Federazione delle fondazioni antiracket italiane, lo va ripetendo ovunque e di sicuro quel territorio va difeso dallo Stato; ma se c’è un aspetto che è davvero nazionale riguarda la capacità di pensare a una riforma economica di quella e di altre città, per liberarle dal soffocamento delle mafie: “Occorre pensare a un grande progetto che sia in grado di entrare nel vivo delle relazioni economiche della città, spezzando ogni legame della criminalità con il mondo imprenditoriale e politico. Va bene l’educazione alla legalità, ma occorre il coraggio di un programma economico che separi i ceti produttivi virtuosi da quelli illegali. Cominciando anche a mettere in discussione il welfare al servizio di gruppi sociali compromessi: cooperative e occupazioni delle case non sempre sono lo specchio di una riscossa”. 

E poi c’è la politica: quando il sindaco di Foggia è stato arrestato, fatto che ha poi dato il via al commissariamento del Comune, la situazione era questa: sindaco di Forza Italia, passato alla Lega, agli arresti domiciliari; Forza Italia: sei consiglieri eletti, tre arrestati (ma uno da assessore, quindi non più consigliere), due indagati; Lega: cinque eletti, uno indagato ma deceduto, una citata nella relazione del prefetto Raffaele Grassi sull’infiltrazione mafiosa (passata nel frattempo a Fratelli d’Italia); Fratelli d’Italia: tre eletti, una citata nella relazione prefettizia. Udc: un eletto, arrestato; una lista civica con due eletti, uno citato nella relazione prefettizia; altra lista civica: tre eletti, un indagato.

In totale: il sindaco arrestato, quattro dei consiglieri eletti arrestati (uno dei quali però passato assessore), quattro consiglieri eletti indagati, altri tre segnalati nella relazione prefettizia. Su venti della maggioranza. Se la rappresentanza elettorale è approssimativamente lo specchio di un tessuto cittadino, quella di Foggia, e di molte altre città della Penisola, lo è anche di un infernale corto circuito.

Intanto c’è Libera anche a Foggia, l’associazione di Don Ciotti, che due anni fa portava in piazza la città onesta: ventimila persone in marcia nelle vie cittadine. La speranza è lì.      

1.896
Archiviato inArticoli
Tagsbombe Foggia mafia Puglia Stefania Limiti

Articolo precedente

Il piccolo gioco: la Nato, la Germania e quei vicini a Est

Articolo successivo

I diritti, la sinistra e Roma. Le ragioni di una candidata

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra

Legge elettorale, scontro nella destra

Legge elettorale: destra in cerca di un accordo, centrosinistra in affanno

Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla

Dello stesso autore

Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra

Legge elettorale, scontro nella destra

Legge elettorale: destra in cerca di un accordo, centrosinistra in affanno

Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Cosa si sa delle università telematiche
Paolo Barbieri    21 Luglio 2026
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA