• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Unione europea, credibilità in bilico su gas e nucleare

Unione europea, credibilità in bilico su gas e nucleare

La Commissione dovrà prendere una decisione importante sugli investimenti verdi, che riguarda l’inserimento di energie fossili nella Tassonomia

5 Novembre 2021 Lorenzo Consoli  1150

È sempre più probabile che la Commissione europea attribuisca, entro la fine dell’anno, i requisiti di sostenibilità ambientale e climatica ai settori dell’energia nucleare e dell’elettricità generata dal gas naturale, nel sistema europeo di classificazione degli investimenti “verdi”, la “Tassonomia”. Il regolamento dell’Unione sulla Tassonomia verde, già approvato e in vigore dal luglio 2020, definisce sei obiettivi, due specificamente climatici e quattro più generalmente ambientali, e mira a evitare che le imprese rivendichino qualità ambientali ingannevoli o inesistenti (greenwashing), come argomento di marketing per attrarre gli investimenti. 

Due dichiarazioni recenti, piuttosto sibilline, della commissaria ai servizi finanziari, Mairead McGuinness, e della stessa presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sembrano indicare, tuttavia, che proprio su questa strada sia avviato l’esecutivo comunitario, dopo mesi di incertezza e di divisioni interne e di fortissime pressioni da parte degli Stati membri.  

Il 20 ottobre McGuinness affermava, in una intervista al “Financial Times”, che “rimane aperta la domanda” se si debba allargare al gas e al nucleare l’etichetta di sostenibilità della Tassonomia, prospettando un possibile compromesso con l’introduzione di una “etichetta gialla”, accanto a quella verde, per le attività economiche che, pur non essendo sostenibili in assoluto, possono comunque avere un ruolo nella transizione ambientale, e non vedersi penalizzate negli investimenti privati. A questo proposito, McGuinness ricordava che la Commissione sta studiando come ridefinire le cosiddette “attività di transizione” per evitare che la Tassonomia diventi “troppo binaria”.  

La dichiarazione di von der Leyen è arrivata a sorpresa durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo di Bruxelles, il 22 ottobre scorso, che ha discusso a lungo della forte impennata dei prezzi energetici. Per “l’energy mix” del futuro – ha detto la presidente della Commissione – “è ovvio che abbiamo bisogno di più rinnovabili ed energia pulita. Se guardiamo ai prezzi di produzione delle rinnovabili, sono considerevolmente diminuiti: il solare è dieci volte meno caro di dieci anni fa; e l’energia eolica, molto volatile, è il 50% meno cara che dieci anni fa. Quindi questa è la strada da prendere. Le rinnovabili sono carbon-free, e sono prodotte nell’Unione. C’è molta indipendenza in questo”. “Accanto a ciò – ha sottolineato a questo punto von der Leyen –, abbiamo bisogno di una fonte stabile: il nucleare; e, durante la transizione, naturalmente anche del gas naturale. Per questo, come abbiamo già annunciato ad aprile, presenteremo la nostra proposta sulla Tassonomia”.

Tre fattori hanno contribuito a indebolire le resistenze iniziali della Commissione, in questo braccio di ferro in corso fra Bruxelles, da una parte, e un nutrito gruppo di governi europei, dall’altra: 1) il forte rincaro dei prezzi dell’energia registrato negli ultimi mesi, dovuto in gran parte alla ripresa post-pandemica, ma che ha messo in luce quanto sia ancora rilevante il ruolo del gas nel mercato elettrico europeo; 2) un’alleanza di fatto degli Stati membri che sostengono la necessità di continuare a finanziare il gas per compiere la transizione energetica (circa una decina, e tra questi l’Italia) con i Paesi (una decina anche in questo caso, soprattutto dell’Est) che sono fortemente dipendenti dalle energie fossili, e si affidano soprattutto al nucleare per attuare la decarbonizzazione, o che, come la Francia, producono tradizionalmente gran parte della loro elettricità in centrali atomiche; 3) il parere scientifico, emesso la primavera scorsa dal Centro comune di ricerca della Commissione europea, secondo cui il nucleare, oltre a non produrre gas-serra, sarebbe assolutamente sostenibile dal punto di vista ambientale, anche sulle questione più cruciali: cioè sul rischio di gravi incidenti negli impianti, come quelli di Chernobyl e Fukushima, e circa il trattamento delle scorie radioattive.   

Il regolamento della Tassonomia prevede che sia classificata come “sostenibile”, secondo una valutazione tecnica basata su criteri scientifici, ogni attività economica che contribuisce al raggiungimento di uno dei sei obiettivi, ma a condizione che “non danneggi significativamente” nessuno degli altri cinque obiettivi. Inoltre, altre attività possono essere qualificate come “abilitanti” o “di transizione” rispetto al raggiungimento di uno dei sei obiettivi, e ottenere così una patente temporanea di sostenibilità, fino a quando non saranno più necessarie. 

Le valutazioni tecniche non erano presenti nel regolamento già approvato, e sono state o saranno oggetto di ulteriori decisioni applicative (“atti delegati”) affidate alla Commissione. I primi atti delegati sono stati presentati dalla Commissione il 21 aprile scorso, e coprono tredici settori economici, riguardanti i primi due obiettivi (mitigazione del riscaldamento globale e adattamento alle sue conseguenze). Gli altri quattro obiettivi, che saranno oggetto di altri atti delegati l’anno prossimo, riguardano la transizione all’economia circolare, la protezione degli ambienti acquatici e delle risorse marine, la prevenzione e il controllo dell’inquinamento di aria, acqua e suolo, e la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

La Commissione, che aveva tuttavia già annunciato una decisione separata sul nucleare da prendere dopo l’estate, ha stralciato dalla sua decisione di aprile anche la classificazione del gas naturale, annunciando che presenterà su questo entro la fine dell’anno un “atto delegato complementare”. La nuova decisione dovrà stabilire delle precise condizioni per classificare temporaneamente come “sostenibili” gli investimenti in nuove centrali elettriche e impianti di cogenerazione alimentate a gas, probabilmente imponendo una soglia massima di emissioni rigorosa, equivalente a cento grammi di CO2 per kilowatt/ora. 

Ma accanto a questo, secondo indiscrezioni, la Commissione si appresterebbe a proporre una seconda classificazione, che si potrebbe definire di sostenibilità condizionata, per gli impianti a gas come “attività di transizione”, e che sarebbe valida fino alla data del 31 dicembre 2030 (sunset clause). In questo caso, i limiti per le centrali elettriche sarebbero notevolmente allentati, con una soglia massima di 340 grammi di CO2 per kilowatt/ora riguardo alle emissioni dirette e 700 kg di CO2 per kilowatt all’anno; per gli impianti di cogenerazione, la soglia sarebbe fissata, in termini di emissioni per ciclo di vita, a 250 o 270 grammi di CO2 per kilowatt/ora, con in più un risparmio di energia di almeno il 10% rispetto alla produzione separata di calore ed elettricità.    

Per quanto riguarda il nucleare, le indiscrezioni indicano che la Commissione si starebbe orientando verso la classificazione di alcune attività del settore come attività “abilitanti”, per le quali sarebbe giustificata la patente di sostenibilità, anche qui a certe condizioni e per un periodo di tempo limitato. Queste attività potrebbero non comprendere la costruzione delle centrali e la produzione di energia elettrica in quanto tali, ma riguarderebbero lo stoccaggio e il trattamento delle scorie nucleari, l’estrazione e il trattamento dell’uranio, e il trattamento, comprese le possibilità di riciclaggio su cui sono in corso le ricerche, del combustibile nucleare esaurito.

La Commissione, in conclusione, rischia grosso: è in gioco l’integrità di tutto il sistema degli investimenti sostenibili per il clima e l’ambiente su cui l’Unione europea punta, con l’ambizione di stabilire un gold standard di trasparenza, credibilità, affidabilità e prevedibilità di lungo termine non solo per l’Europa ma per l’economia globale. Se, in caso di cedimento agli interessi delle lobby del fossile e del nucleare, contro la Tassonomia dovesse schierarsi tutto il mondo ambientalista, pronto a denunciarla come niente di più che un esercizio di greenwashing in se stessa, sarebbe difficile mantenere la credibilità di questo strumento sui mercati. Non solo dal punto di vista ambientale, dunque, ma anche da quello finanziario. 

1.165
Archiviato inArticoli
Tagsgas Lorenzo Consoli nucleare tassonomia Unione europea

Articolo precedente

Scaletta per il centrosinistra. Un forum con Cuperlo

Articolo successivo

La banalizzazione dello sterminio degli ebrei

Lorenzo Consoli

Articoli correlati

Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie

Sul declino industriale dell’Occidente (2)

Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale

L’Albania rischia di allontanarsi dall’Unione europea

Dello stesso autore

Ue, la finzione giuridica dei nuovi Ogm deregolamentati

Attuazione del Patto Ue su immigrazione e asilo: come cambiano le condizioni

Abuso di ufficio: vittoria ai punti per il governo italiano

Unione europea-Mercosur, a che punto siamo

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Salvini, il congresso ultima trincea
Paolo Barbieri    21 Ottobre 2026
Né ordine né disordine: gli studenti della generazione europea
Stefania Tirini    19 Ottobre 2026
Cittadinanza, in arrivo norme aberranti
Stefania Limiti    16 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Spagna, non c’è vita a sinistra del Psoe
Vittorio Bonanni    23 Ottobre 2026
In Cisgiordania la violenza dei coloni
Eliana Riva    23 Ottobre 2026
Da Caivano ai “maranza”
Stefania Limiti    22 Ottobre 2026
In Marocco prima donna premier per un re che governa
Luciano Ardesi    21 Ottobre 2026
L’ondata di rivolta giovanile
Agostino Petrillo    19 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Opposizione, ci vuole una visione del mondo
Andrea Ranieri    22 Ottobre 2026
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Ultime analisi
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA