• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Prigioni di sangue in Ecuador

Prigioni di sangue in Ecuador

Le scene di orrore in una recente guerra tra bande criminali nel carcere di Guayaquil, e le difficoltà di ordine politico, sembrano azzoppare la presidenza del liberale Guillermo Lasso dopo neanche sei mesi dalla elezione

7 Ottobre 2021 Dario Giordanelli  1124

Il bilancio ancora non definitivo dei terribili scontri avvenuti nel carcere Penitenciaria del Litoral a Guayaquil, la città più popolosa dell’Ecuador, durante le giornate del 28 e 29 settembre, è arrivato a contare cento feriti e centodiciotto morti in circostanze di inaudita violenza che fanno, di questo massacro carcerario, il più feroce della storia contemporanea del Sudamerica. Tra le vittime, anche il figlio di una cittadina ecuadoriana residente in Italia: un uomo bruciato vivo che si trovava in uno dei padiglioni considerato tra i più tranquilli, in quanto destinato ai membri della Chiesa evangelica e a coloro che stanno per essere rimessi in libertà. Ma non si tratta di una rivolta dei carcerati, com’è accaduto a febbraio e a giugno di questo stesso anno, bensì di un regolamento interno tra bande criminali sfociato in una vera e propria guerriglia, con scene che apparirebbero eccessivamente crude persino in un film di Tarantino.

Alle nove di mattina di martedì 28, secondo le ricostruzioni, si sono sentiti i primi spari provenienti dal recinto del carcere, che consta di dodici padiglioni, e per tutta la mattina la situazione è andata peggiorando, con la polizia che ha faticato a rispondere a un’azione tanto grave e, a quanto pare, inaspettata. Dal padiglione 8, in mano alla fazione dei Tiguerones, e dal padiglione 9, controllato dalla banda dei Lobos, gruppi armati di entrambe le gang hanno rotto una recinzione di contenimento e fatto saltare con l’esplosivo i muri di cemento, per irrompere nel padiglione 5, dominio della banda dei Fatales, che sono stati massacrati a sangue freddo insieme con detenuti estranei alla faida.

Le forze dell’ordine, composte anche dai servizi speciali, nonostante i proclami diffusi dai mezzi d’informazione, non sono riuscite a fermare la follia scoppiata nel carcere che, ancora nelle prime ore del mattino del 29 settembre, era teatro di spari e incendi. Dai padiglioni 3 e 6, occupati dagli Águilas, iniziava la controffensiva per riprendere il controllo del vicino padiglione 5, con l’attacco agli invasori, sino a quel momento vincenti, fatti letteralmente a pezzi. Solo alla fine di questa seconda carneficina, nel primo pomeriggio, la polizia è riuscita a entrare nell’edificio devastato, trovandosi davanti a uno scenario apocalittico. Almeno settanta corpi giacevano in un lago di sangue, tutti appartenenti alla gang dei Choreros e a quella del cartello Nueva Generación, entrambe in contatto con organizzazioni criminali messicane tra loro rivali.

La “macelleria ecuadoriana” ha riacceso i riflettori sul microcosmo delle carceri o “centri di privazione della libertà”, come sono chiamati con una neolingua “politicamente corretta”, tanto equilibrata quanto ipocrita. Scontare una pena significa oggi, in molti contesti, entrare in un luogo in cui non solo si è privati della libertà ma si esce dalla protezione della legge e, da cittadini, si diventa pedine soggette alle regole criminali di una sorta di Stato parallelo che gestisce, oltre agli affari interni del carcere, una vera e propria “politica estera”.

Da dove sono venuti gli esplosivi e le armi? Com’è possibile organizzare una battaglia di tali dimensioni senza coinvolgere le guardie carcerarie? Sono queste le domande rivolte al governo dai familiari dei prigionieri, i quali già dal primo pomeriggio del 28 si sono radunati all’esterno dell’istituto di pena, in ansia per la mancanza di comunicazione con i propri cari all’interno del carcere. Il precipitare della situazione ha gettato nella disperazione i parenti delle vittime, persone spesso molto giovani che stavano per essere rimesse in libertà dopo aver scontato pene minori ed estranee alla lotta tra le bande rivali. Nel prendere provvedimenti urgenti, l’esecutivo di destra liberale guidato da Guillermo Lasso, che ha dichiarato lo stato di emergenza carcerario, ha inviato un sostegno anche psicologico ai familiari delle vittime che presidiavano l’esterno del penitenziario.

Strano mese di settembre per il presidente dell’Ecuador, iniziato con il conferimento di un dottorato honoris causa all’Università San Francisco di Quito e l’omaggio del battesimo di una nuova specie di orchidea: la Lela Catleya Cirtophylum Guillermo Lasso, appunto.I successi della campagna di vaccinazione – che ha avuto una forte accelerazione durante l’estate, portando la percentuale della popolazione vaccinata al 57,44% – sembravano coronare la luna di miele tra il leader e il paese, perfettamente in linea con la narrazione a tinte rosa della propaganda di governo, particolarmente attiva sulle piattaforme social. Ma – oltre allo scempio nel carcere di Guayaquil – altri due eventi hanno contribuito a smorzare l’ottimismo lassista: il blocco del progetto di legge Creando Oportunidades e l’uscita del nome del presidente, ex banchiere, nei cosiddetti Pandora Papers.

Se questi ultimi sembrano riferirsi a una condizione precedente alla candidatura di Lasso, che sostiene di essersi completamente liberato da qualsiasi tipo di relazione con le varie società e conti nei paradisi fiscali a lui attribuiti nei documenti, è lo stop alla proposta di legge, perno del programma di governo, a mettere in grande difficoltà l’esecutivo. Il blocco del provvedimento di iper-liberalizzazione del mondo del lavoro, denominato Creando Oportunidades, giudicato dagli organi di controllo non aderente ai principi costituzionali, potrebbe impantanare – a nemmeno sei mesi dall’elezione – le possibilità di azione del governo Lasso, conducendolo verso una situazione di stallo.

1.134
Archiviato inAmerica latina Articoli Dossier
Tagscarcere creando oportunidades Dario Giordanelli Ecuador Guayaquil Guillermo Lasso penitenciaria del litoral

Articolo precedente

Tra Meloni e governisti, il dilemma della Lega

Articolo successivo

Yolanda Díaz, una ministra da invidiare

Dario Giordanelli

Articoli correlati

Sulle carceri chiacchiere natalizie a destra

Cosa significa uscire dal carcere

In Ecuador non passano i referendum di Noboa

Suicidi femminili in carcere

Dello stesso autore

La svolta a destra dell’Ecuador

Nuvole sull’Ecuador

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
La grande manifestazione di Torino per Askatasuna
Agostino Petrillo    2 Febbraio 2026
Referendum sulla giustizia, dal Tar del Lazio nessun rinvio
Luca Baiada    30 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Fine dell’autogoverno curdo in Siria
Eliana Riva    5 Febbraio 2026
In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento
Vittorio Bonanni    30 Gennaio 2026
I super-ricchi distruggono la democrazia
Paolo Barbieri    29 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA