• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » Piccola radiografia di una Lega in grande difficoltà

Piccola radiografia di una Lega in grande difficoltà

23 Settembre 2021 Guido Ruotolo  1297

È sempre stato un mistero, la Lega. Intanto perché i leghisti, che sono nati più di trent’anni fa, sembrano gli eterni ragazzini della politica. Come se avessero bevuto un elisir di lunga vita. Sono gli eredi della “prima repubblica”, i sopravvissuti di quella stagione, eppure passano per rivoluzionari. Il partito degli ossimori. In parlamento ostentarono il cappio contro la partitocrazia, ma, sin dall’inizio della loro avventura politica, inciamparono nelle inchieste giudiziarie. Addirittura, nell’inchiesta sulle tangenti Enimont, Umberto Bossi e il tesoriere Patelli furono condannati per un finanziamento illecito di duecento milioni di vecchie lire. Briciole, rispetto ai quarantanove milioni di euro “spariti” nel nuovo millennio dal bilancio di via Bellerio. E mazzette, bancarotte, vilipendi al capo dello Stato e alla bandiera. E poi resistenza alle forze di polizia, diffamazione nei confronti di magistrati, istigazione a delinquere.

È vero, però, la Lega di Umberto Bossi era un’altra cosa rispetto al partito di Matteo Salvini. I primi erano, per esempio, antifascisti, tanto che nel 1994 si candidarono con il cartello di Berlusconi solo al Nord, perché non volevano “sporcarsi” con il partito di Gianfranco Fini. Ma nello stesso tempo, da Mario Borghezio ai fondatori della Liga Veneta, i trascorsi politici erano con l’estrema destra eversiva degli anni Settanta. Il partito di Salvini ha fatto il pieno di voti, ma come partito non si è mai radicato al Centro-sud, attraendo solo scorie impresentabili di vecchi partiti e affaristi della politica. 

I primi anni Novanta per la sinistra furono tremendi. Pezzi della società civile, dei sindacati, persino dei metalmeccanici, sezioni di partito fecero armi e bagagli e si trasferirono nella Lega. Il Carroccio mutuò dal vecchio Pci proprio l’organizzazione capillare sul territorio. Se non suonasse blasfemo, il segreto del successo della Lega, come quello delle organizzazioni integraliste islamiche nei loro paesi, è stato quello di saper rispondere ai bisogni della gente amplificando le loro paure. Altro che Enrico Berlinguer rivoluzionario e conservatore. La Lega di Bossi, ma anche quella di Salvini, è stata ed è un partito di governo e di lotta, anzi di opposizione. Le cronache parlamentari di queste ore raccontano che metà (su 132 deputati hanno votato solo 69, e 63 sono risultati assenti) dei deputati della Lega non ha votato il decreto per il green pass.

Nei fatti, il partito del Nord, delle partite Iva, della cacciata degli immigrati, dell’autodifesa armata, del federalismo che ha strizzato l’occhio al separatismo, non è stato diverso dal sistema dei partiti entrato in crisi con “mani pulite”. Alla nascita del Carroccio emersero rapporti opachi con alcune capitali europee. In particolare una, Berlino. Ricordate il teorico dell’Italia delle macroregioni Gianfranco Miglio? Parlava di un’Italia confederale, e lanciò messaggi ambigui anche sulla lotta alla criminalità, dichiarandosi favorevole “al mantenimento della mafia e della ’ndrangheta”. Era la stagione del referendum al Nord per separarsi dallo Stivale.

Il segreto dell’elisir di lunga vita li rende vivi anche adesso. Forse non più eterni ma ancora oggi, per dirla con i vecchi dirigenti del Pci, “al Nord sono una cosa seria”. Dalla Emilia in giù, però, è tutto un altro discorso. Per non prenderla da troppo lontano, alle ultime regionali sembrava che il presidente ricandidato dal Pd, Stefano Bonaccini, dovesse essere travolto dalla ondata della Lega. E invece Lucia Borgonzoni si è fermata al 43,3%, Bonaccini è arrivato al 51,4%.

In tempi di pandemia tutto il resto è stato cacciato via. Immigrati e ronde armate sono passate in secondo piano rispetto ai vaccini e al green pass. Il partito è sull’orlo di una scissione. Salvini tenta di trattenere quelli che sono per i “no vax” e i “no pass”, invocando il diritto “di essere liberi di esserci o non esserci”. Il fronte governista del ministro Giorgetti e dei presidenti delle Regioni Friuli e Veneto, Fedriga e Zaia, rivendica la coerenza con il governo Draghi. E in questo disastro elettorale che si annuncia, la speranza di Salvini è quella di aggrapparsi alle prestazioni dei leghisti nelle città minori del profondo Nord: Varese, Novara, Trieste e Pordenone.

Il Salvini di lotta e di governo è in difficoltà. Avverte il fiato sul collo di Giorgia Meloni, lasciata sola nelle praterie dell’opposizione. Il partito nazionale della Lega di governo non è mai decollato, anche se alle ultime politiche il Sud ha dimostrato qualche fiducia nei suoi confronti. Ma oggi si avverte un declino. E addirittura, nelle comunali di Napoli, la lista del Carroccio è stata esclusa per irregolarità. La vittoria annunciata del centrodestra in Calabria ha la firma di Forza Italia. Si parla sottovoce di partito unico, a destra. Sembra una trovata elettorale per lenire le ferite di una coalizione che, al suo interno, non si è mai amata e ha trovato le ragioni per esistere solo nel fare fronte contro la sinistra.



1.305
Archiviato inEditoriale
Tagselezioni Guido Ruotolo Lega Matteo Salvini Umberto Bossi

Articolo precedente

Reddito di cittadinanza e salario minimo: descrizione di una battaglia

Articolo successivo

Australia, Regno Unito, Stati Uniti: l’azzardo dei sottomarini

Guido Ruotolo

Articoli correlati

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Il futuro bloccato della siderurgia in Italia

Ex Ilva, siamo allo sfilacciamento

Dello stesso autore

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Il futuro bloccato della siderurgia in Italia

Ex Ilva, siamo allo sfilacciamento

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA