• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Un golpe nelle carceri

Un golpe nelle carceri

Durante il governo Lega-5 Stelle, con un riordino delle competenze di comando, sono state poste le premesse delle violenze perpetrate a Santa Maria Capua Vetere e, come va emergendo, in altri istituti di pena. La responsabilità politica dell’ex ministro Bonafede

2 Luglio 2021 Guido Ruotolo  5793

Perché la direttrice del carcere di Santa Maria Capua Vetere quel maledetto 6 aprile del 2020, il giorno del massacro dei detenuti, era assente? La direttrice Palmieri era malata e non informata di ciò che stava per accadere. Anche la sostituta Parenti, l’unica che avrebbe dovuto autorizzare la perquisizione straordinaria, fu tenuta all’oscuro di tutto.

Con un golpe e una prova di forza, l’anima fascioleghista del corpo della Polizia Penitenziaria pianificò il massacro. A coordinarlo il provveditore degli istituti di pena della Campania, che aveva creato un gruppo d’azione autogestito e autorizzato all’uso delle armi.

Più si scava nella terribile vicenda del massacro dei detenuti di Santa Maria Capua Vetere, dove sono indagati ben 159 dipendenti dell’amministrazione penitenziaria (52 hanno ricevuto misure interdittive e di custodia cautelare), più emergono fatti e circostanze intollerabili.

Per dirla subito in modo molto chiaro: c’è stato sulle carceri un golpe istituzionale studiato e attuato dal primo governo Conte, quello dell’alleanza Lega-5 Stelle, che le consegna al corpo della Penitenziaria, relegando i direttori dell’amministrazione penitenziaria, che dovrebbero avere un ruolo di garanzia, a un compito solo amministrativo e gestionale.

Ritorneremo su quella circolare del capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, del 29 gennaio del 2021, che affronta il problema delle rivolte e delle proteste nelle carceri. C’è un passaggio, al suo interno, che sancisce la coabitazione di due figure responsabili della struttura carceraria: il direttore è il responsabile della struttura, il comandante del reparto della Polizia Penitenziaria è il responsabile della sicurezza.

La circolare Gabrielli richiama il regolamento del corpo della Polizia Penitenziaria: “In ordine ai compiti e all’autonomia del comandante di reparto, e in ordine all’intervento delle forze di polizia, affida in via esclusiva al comandante del reparto il mantenimento dell’ordine e della sicurezza all’interno dell’Istituto, e al direttore la residuale facoltà di richiedere al prefetto l’intervento delle forze di polizia in caso di gravi eventi, non gestibili con le risorse a disposizione”.

La circolare Gabrielli, emanata dopo le rivolte in 22 istituti carcerari dell’aprile del 2020, è nei fatti la conclusione del riordino dell’amministrazione penitenziaria, la cui responsabilità politica è dell’allora ministro guardasigilli Bonafede e del vertice del Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap), Francesco Basentini.

Il riordino (con la circolare Gabrielli) suggella quello che sbandiera ai quattro venti come un proprio successo Donato Capece, il segretario del sindacato di Polizia Penitenziaria con maggiori pulsioni di destra e corporative, il Sappe: “Emerge chiaro – scrive Capece a mezzo governo – che il corpo di Polizia Penitenziaria, e non i direttori, ha il compito di garantire l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari”. Il regolamento – ricorda il segretario del Sappe – prevede che, se non si è in grado di mantenere la sicurezza, si chiede al prefetto l’intervento delle forze di polizia.

Torniamo al riordino dell’amministrazione penitenziaria del 2019. Viene riconosciuta la funzione dirigenziale ai comandanti di reparto, anche se non si specifica il mandato loro assegnato. Il primo passo del golpe prevede che, nei fatti, la funzione di garante del direttore sia stata cancellata. E anche la subordinazione gerarchica della Penitenziaria nei confronti dei direttori viene messa in pensione.

È il tempo della leva leghista-pentastellare, dentro la burocrazia del Dap e del ministero della Giustizia. Diventa uno dei protagonisti di questo golpe l’ex comandante del reparto della Penitenziaria del carcere di Trani, Alessandro Salvemini; e diventa senatrice dei 5 Stelle l’ex direttrice del carcere di Trani, Bruna Piarulli. Salvemini finisce nel gabinetto del ministro Bonafede, suo referente per il riordino della Polizia Penitenziaria.

L’operazione, in dirittura d’arrivo, subisce dei contraccolpi. Una parte del Pd, preoccupata dalla deriva securitaria, riesce a preservare, almeno sulla carta, il vincolo gerarchico del direttore sul comandante di reparto della Polizia Penitenziaria. I fatti di Santa Maria Capua Vetere si inseriscono in questo contesto. Oggi siamo in presenza di un drammatico vuoto di potere nelle carceri, generato dalle pulsioni fascioleghiste e dei 5 Stelle. Sintetizza un dirigente carcerario: “Santa Maria Capua Vetere è figlia del complotto delle divise contro i civili dell’amministrazione penitenziaria”.

5.806
Archiviato inArticoli
Tagscarceri golpe Guido Ruotolo polizia penitenziaria Santa Maria Capua Vetere

Articolo precedente

I portuali anti-armi di Genova ricevuti dal papa

Articolo successivo

L’accordo governo-sindacati non scongiura i licenziamenti

Guido Ruotolo

Articoli correlati

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Il futuro bloccato della siderurgia in Italia

Ex Ilva, siamo allo sfilacciamento

Dello stesso autore

I costi di un fantasma chiamato ex Ilva

Giorni di attesa per l’ex Ilva

Il futuro bloccato della siderurgia in Italia

Ex Ilva, siamo allo sfilacciamento

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
È fuori dal tempo bandire gli smartphone dalle scuole
Stefania Tirini    5 Gennaio 2026
2026, anno della verità
Rino Genovese    24 Dicembre 2025
Ultimi articoli
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Quell’antico amore per la Groenlandia
Vittorio Bonanni    8 Gennaio 2026
La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica
Agostino Petrillo    7 Gennaio 2026
Ultime opinioni
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
A Prodi la sinistra non piace
Vittorio Bonanni    18 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA