• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Un rito inutile le primarie all’italiana?

Un rito inutile le primarie all’italiana?

22 Giugno 2021 Aldo Garzia  1203

C’era una volta l’entusiasmo per le primarie. Erano i tempi dell’Ulivo e dell’Unione (inizio anni Duemila), quando il centrosinistra puntava al governo. Mentre le primarie per scegliere i candidati sono riscoperte in Francia e Spagna, sembrano in declino in Italia. Non appassionano più, se non le correnti in lotta tra loro. A destra non hanno mai avuto applicazione o fascino. Nel Pd sembrano invece ormai in declino costante. Sono lontani i tempi di quando furono decisive per scegliere Romano Prodi leader dell’Ulivo con oltre quattro milioni di partecipanti (2004), per dare via libera a Matteo Renzi nella corsa alla segreteria del Pd in competizione con Pier Luigi Bersani, o ancora per candidare (e poi eleggere) Ignazio Marino a sindaco di Roma in alternativa a Paolo Gentiloni e David Sassoli (in quest’ultimo caso, votarono nella capitale in centomila). Nel 2007, quando fu eletto Walter Veltroni leader del Pd, parteciparono alle primarie tre milioni e mezzo di persone.

Un ciclo si va ora esaurendo, come spesso accade alla politica. E poi sono primarie all’italiana, dove a votare non sono solo gli iscritti al partito (come negli Stati Uniti, il che avrebbe un senso) ma sono pure i semplici elettori (lo prevede lo statuto piddino voluto dalla segreteria di Veltroni in una foga di copiatura del modello statunitense, dal nome del Pd alle sue modalità politiche).

La personalizzazione della politica, a lungo andare, in assenza di partiti strutturati e con legami sociali, rischia di non funzionare e anzi di produrre altre crisi nel rapporto politica-dibattito pubblico. Se all’inizio la novità delle primarie ha contribuito a vivacizzare il dibattito politico (più sui nomi che sui progetti), da un po’ di tempo si rivelano invece metodo spuntato per favorire partecipazione e dibattito politico. Andrebbero ripensate, quantomeno riformate o abolite, per trovare nuove forme partecipative e decisionali. Ma la fantasia politica non appartiene a questo tempo.

Domenica scorsa si sono svolte le primarie a Roma e a Bologna per scegliere i candidati a sindaco nelle elezioni amministrative che si terranno in autunno. Partecipazione non disprezzabile nei numeri. Nella capitale hanno votato 48.624 persone, mentre a Bologna più di 27mila. Vittoria scontata per Roberto Gualtieri a Roma, candidato ufficiale del partito, ex ministro dell’Economia ed ex parlamentare europeo: 28.561 voti, 60,64% dei votanti. Staccati, Giovanni Caudo, presidente del III Municipio, con 7.388 preferenze (15.68%), Paolo Ciani, di Demos, con 3.372 voti. Poi Imma Battaglia, di Liberare Roma, con 2897 voti pari al 6,34%. Infine Stefano Fassina, Leu, con 2.625 preferenze e il 5,57%, Tobia Zevi (1663 voti, 3,53%) e Cristina Grancio (497 preferenze, 1,05%). Non mancano le polemiche tra i candidati su dati e partecipazione al voto.

A cosa è servita questa sfilza di nomi che ha fatto da contorno a Gualtieri? A dare le proporzioni tra le diverse correnti e sensibilità all’interno del Pd (Fassina fa caso a sé non essendo piddino). I candidati pro forma possono sperare in un posto in lista, dopo aver goduto di visibilità. Queste di Roma non erano certo primarie in cui c’era un esito aperto e non scontato: era tutto deciso. Così facendo, è difficile che le primarie suscitino interesse tra iscritti ed elettori (quando Massimo D’Alema faceva parte ancora del Pd propose senza successo che a partecipare alle primarie fossero solo gli iscritti).

A Bologna, buona la partecipazione in primarie politicamente niente affatto scontate. Matteo Lepore e Isabella Conti, esprimevano progetti diversi di città. Il primo, proveniente dalla Lega delle cooperative, già assessore sperimentato in Comune da una decina di anni, puntava sulla continuità e sulla nuova alleanza con i 5 Stelle. Conti, sindaca di San Lazzaro di Savena, piccolo comune della periferia di Bologna, era candidata da Italia Viva e da componenti moderate. Rappresentavano due idee molto diverse di centrosinistra. Quindi, sconfitta per Renzi e il renzismo. Lepore ha vinto con il 60% circa dei consensi.

L’affluenza a Roma e Bologna preoccupava molto il segretario Enrico Letta alla vigilia di queste due primarie. Si temeva un flop, com’era avvenuto lo scorso 13 giugno a Torino, dove avevano votato solo in 11.651, meno di quanti avevano sottoscritto le liste dei candidati: è risultato eletto il piddino Stefano Lo Russo. Alla fine, è andata meglio del previsto a Roma e Bologna. Il problema di che fare delle primarie però resta.

1.218
Archiviato inEditoriale
TagsAldo Garzia Bologna Cristina Grancio Giovanni Caudo Imma Battaglia Paolo Ciani primarie Roberto Gualtieri Roma sinistra Stefano Fassina Tobia Zevi

Articolo precedente

Sulla tassazione delle ricchezze

Articolo successivo

De Luca caccia Saviano

Aldo Garzia

Seguimi

Articoli correlati

Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia

Spagna e Marocco ai ferri corti, e non solo sui migranti

Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali

Una casa per il circolo Gianni Bosio?

Dello stesso autore

Spagna e Marocco ai ferri corti, e non solo sui migranti

Il chiacchiericcio sulle armi e il vincolo della deterrenza

Troppi immigrati? Perché il Nord Europa si difende

Il Risiko del premier e del candidato alla presidenza della Repubblica

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA